Un incendio ha interessato l’area tra via Trequanda, Largo Collodi e il viadotto della Magliana. Dieci giorni prima una PEC aveva chiesto interventi sulla vegetazione; dopo il rogo Marco Palma ha scritto al Prefetto sull’efficacia dell’ordinanza antincendi di Roma.
Un incendio alla Magliana, a Roma, è divampato nel pomeriggio di mercoledì 19 agosto 2026 in un’area di vegetazione compresa tra la rotatoria di via Trequanda, Largo Collodi e via della Magliana, poco distante dal viadotto dell’A91 Roma-Fiumicino. Più precisamente, secondo quanto chiarito da Claudio Cocciatelli, il rogo ha interessato la parte finale di via Trequanda, all’altezza del distributore di carburante e della rotatoria su via della Magliana. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione civile, mentre durante le operazioni di spegnimento sono scattate chiusure alla viabilità e deviazioni per cinque linee autobus. Dieci giorni prima, il 9 agosto, Claudio Cocciatelli aveva inviato una PEC chiedendo sfalci e interventi preventivi nelle aree circostanti il viadotto. Dopo il rogo, Marco Palma ha trasmesso al Prefetto un esposto sull’efficacia dell’Ordinanza antincendi 74/2026.
La notizia non riguarda quindi soltanto l’emergenza, ma la successione tra una richiesta preventiva, le fiamme e l’iniziativa indirizzata alla Prefettura. Le sterpaglie e i canneti sono stati interessati dal fuoco, ma le cause dell’innesco non risultano ancora accertate.
Roma, incendio alla Magliana tra via Trequanda e Largo Collodi
Le fiamme si sono sviluppate vicino all’area dell’ex skate park di Largo Collodi, tra via Trequanda e la rotatoria di via della Magliana. Fotografie e filmati mostrano una colonna di fumo sopra gli alberi e gli edifici commerciali; in un’immagine si distingue anche una fiamma tra la vegetazione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e le associazioni di volontariato della Protezione civile.
È più preciso parlare dell’area dell’ex skate park di Largo Collodi: Il Marforio aveva raccontato a giugno la rimozione delle strutture e i dubbi sulla disponibilità del terreno, una vicenda distinta dall’incendio ma utile a comprenderne il contesto urbano.
La chiusura del viadotto e le linee autobus deviate
Nelle prime fasi non erano stati segnalati problemi alla circolazione. Con l’evoluzione dell’incendio, alle 16.30 è stata comunicata la chiusura del viadotto della Magliana all’altezza di viale Isacco Newton, con la deviazione di cinque linee del trasporto pubblico. La misura ha consentito ai mezzi di soccorso di operare in presenza del fumo.
L’incendio ha così prodotto conseguenze anche su uno dei collegamenti principali tra il quadrante sud-occidentale di Roma, l’Eur e la direttrice verso Fiumicino.
Dieci giorni prima la PEC sul rischio sterpaglie a Roma
Il passaggio centrale della vicenda risale alla mattina di domenica 9 agosto. Alle 11.10 Claudio Cocciatelli, coordinatore di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma XI, ha inviato una PEC per chiedere un intervento urgente di potatura e sfalcio della vegetazione cresciuta nelle aree circostanti lo sbocco del viadotto della Magliana, con riferimento alle direzioni Fiumicino, Roma Centro ed Eur.
La comunicazione, accompagnata da sette allegati, chiedeva il taglio delle sterpaglie, la rimozione dei rifiuti e un sopralluogo per individuare ulteriori pericoli. Cocciatelli domandava inoltre interventi e tempistiche agli uffici municipali e capitolini competenti.
Il Marforio aveva pubblicato la richiesta il 10 agosto, documentando vegetazione alta, canneti e materiali abbandonati. Secondo Cocciatelli, la segnalazione comprendeva anche la zona poi interessata dalle fiamme. La coincidenza dovrà comunque essere verificata attraverso gli allegati e l’individuazione del terreno bruciato.
Cocciatelli: “La gestione delle emergenze non può essere la normalità”
Dopo l’incendio, Cocciatelli ha definito “quantomeno approssimative” la manutenzione del verde e la gestione del rischio a Roma. Ha riconosciuto il valore dell’intervento dei soccorritori, precisando però che il ricorso costante all’emergenza “non può e non deve essere la normalità”.
La questione da chiarire riguarda ora ciò che è avvenuto nei dieci giorni trascorsi tra la PEC e l’incendio: se la comunicazione sia stata presa in carico, se siano stati effettuati sopralluoghi e se fossero già stati programmati interventi di sfalcio o pulizia.
Palma scrive al Prefetto dopo l’incendio alla Magliana
Il 19 agosto Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI, ha inviato un esposto al Prefetto chiedendo una verifica sulla reale efficacia delle ordinanze annuali per la prevenzione degli incendi. Secondo Palma, l’entrata in vigore a giugno lascerebbe tempi insufficienti per programmare controlli, interventi diretti e procedure nei confronti degli inadempienti.
L’esposto propone di anticipare a febbraio il provvedimento, con una fase sperimentale che permetta agli uffici di organizzare prima le attività. Palma chiede al Prefetto di interessare il sindaco di Roma e la Protezione civile, richiamando la ciclicità degli incendi in alcune zone della Capitale.
È una proposta politica, non la prova di un nesso tra i tempi dell’ordinanza e il rogo. Resta però la domanda: un provvedimento efficace da giugno a ottobre consente di completare per tempo controlli e interventi preventivi?
Cosa prevede l’Ordinanza antincendi 74/2026 di Roma
L’Ordinanza n. 74 di Roma Capitale è stata firmata il 26 maggio 2026, è entrata in vigore il 1° giugno e resterà efficace fino al 30 ottobre. Il provvedimento, predisposto dalla Protezione civile capitolina, unifica le misure contro gli incendi e quelle relative alle ondate di calore.
L’ordinanza impone a proprietari e gestori manutenzione preventiva, pulizia dei terreni, contenimento della vegetazione e fasce protettive. Anche i gestori delle infrastrutture devono pulire banchine, cunette e scarpate. L’esposto contesta dunque i tempi operativi e la capacità di far rispettare le prescrizioni.
Il nodo delle competenze e degli interventi richiesti
Resta da stabilire chi abbia la responsabilità manutentiva della porzione interessata. Nell’area si intrecciano infrastrutture stradali, terreni pubblici e possibili proprietà private. Senza verifiche non è possibile attribuire automaticamente la mancata manutenzione al Municipio, a Roma Capitale, ad Anas o ad altri soggetti.
I dubbi già emersi sul terreno dell’ex skate park non dimostrano chi debba occuparsi del punto colpito, ma confermano la necessità di ricostruire proprietà e competenze attraverso documenti.
Roma e il dossier degli incendi alla Magliana
Nel corso del 2026 Il Marforio ha documentato incendi sotto il viadotto, segnalazioni di fumo, rifiuti, canneti e vegetazione vicino alle infrastrutture. La PEC del 9 agosto era quindi l’ultimo passaggio di un dossier già aperto, non una denuncia presentata dopo l’emergenza.
Le cause dovranno essere accertate dagli organi competenti. Sul piano amministrativo servono risposte verificabili: quali uffici abbiano ricevuto la PEC, quali controlli siano stati effettuati e chi dovesse intervenire. È qui che si misurerà la capacità di Roma di passare dalla gestione delle emergenze alla prevenzione degli incendi.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dall’XI Municipio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


