Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, annuncia un’interrogazione e un esposto sulla prevenzione degli incendi a Roma. Chiesti controlli su terreni, diffide e interventi dopo il rogo di Monte Cucco.
Un’interrogazione consiliare, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e una richiesta di accesso agli atti per verificare le attività svolte contro il rischio incendi. Sono le iniziative annunciate da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI, nei giorni successivi al vasto rogo che il 13 agosto ha interessato la collina di Monte Cucco. L’obiettivo dichiarato è accertare se, sul piano della gestione e della programmazione, siano state eseguite tutte le attività necessarie alla prevenzione degli incendi, dalla manutenzione dei terreni alle diffide rivolte ai proprietari inadempienti.
Roma, cosa chiede Palma sulla prevenzione degli incendi
Il punto centrale dell’iniziativa non riguarda l’origine di un singolo incendio, sulla quale saranno le autorità competenti a svolgere gli eventuali accertamenti, ma il funzionamento del sistema preventivo. Palma chiede di ricostruire le attività programmate da Roma Capitale e dalle strutture territoriali, valutandole anche alla luce degli incendi verificatisi negli anni precedenti.
L’iniziativa assume quindi una portata capitolina, ma presenta un focus preciso sul Municipio XI, territorio dal quale parte l’azione politica del consigliere e dove si trova Monte Cucco. Il quadrante comprende aree verdi, terreni incolti, insediamenti agricoli e importanti infrastrutture stradali: elementi che rendono la prevenzione determinante non soltanto per la tutela ambientale, ma anche per la sicurezza delle persone e la continuità della mobilità.
Interrogazione ed esposto, due strumenti differenti
L’interrogazione annunciata in sede consiliare punta a ottenere risposte politiche e amministrative sulle attività compiute prima dell’avvio della fase più critica dell’estate. L’esposto alla Procura, invece, è finalizzato a sottoporre i fatti all’autorità giudiziaria affinché valuti l’eventuale necessità di accertamenti sull’applicazione dell’ordinanza antincendio.
La presentazione di un esposto non determina automaticamente l’apertura di un’indagine e non dimostra l’esistenza di responsabilità. Nel messaggio inviato a Il Marforio, Palma domanda che venga verificato se «in ambito gestionale e della programmazione siano state effettuate tutte le attività propedeutiche finalizzate alla prevenzione diffusa degli incendi».
Accesso agli atti sui terreni pubblici e privati
Un altro fronte riguarda la documentazione sui terreni appartenenti a Roma Capitale e agli altri enti pubblici. La richiesta dovrebbe permettere di ricostruire gli interventi di pulizia e manutenzione, i sopralluoghi svolti e l’eventuale presenza di criticità già conosciute dagli uffici.
Per le proprietà private, Palma richiama invece il sistema delle diffide e degli interventi in danno. In caso di mancato adempimento, l’amministrazione può intervenire al posto del proprietario, quando ne ricorrono i presupposti, rivalendosi successivamente per le spese sostenute. Il nodo da chiarire è se questi strumenti siano stati utilizzati con tempi compatibili con l’arrivo della stagione degli incendi.
Dall’incendio di Monte Cucco alle verifiche nel Municipio XI
La nuova iniziativa costituisce uno sviluppo politico e amministrativo dell’incendio scoppiato il 13 agosto sulla collina di Monte Cucco, nel quadrante del Trullo. Come documentato da Il Marforio nell’articolo sull’incendio di Monte Cucco e il fumo verso via Newton, le fiamme hanno attraversato una parte estesa della vegetazione e raggiunto l’area delle stalle, provocando forte preoccupazione tra le persone presenti.
Il fumo si è diretto verso viale Isacco Newton e Borgata Petrelli ed era visibile anche dallo svincolo della Magliana sulla Roma-Fiumicino. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco e Protezione Civile, mentre la Polizia Locale ha gestito le ripercussioni sulla viabilità. Non sono state diffuse indicazioni ufficiali sulle cause dell’incendio.
Il collegamento tra il rogo e l’iniziativa di Palma riguarda dunque la prevenzione e la gestione del territorio. Allo stato attuale non è invece possibile affermare che eventuali carenze manutentive abbiano provocato o favorito la propagazione delle fiamme. È proprio la documentazione richiesta che potrà chiarire quali interventi fossero stati previsti o eseguiti nell’area.
Ordinanza antincendio a Roma, la richiesta di anticiparla a gennaio
Per il 2026, Roma Capitale ha adottato l’ordinanza sindacale numero 74, firmata il 26 maggio e in vigore dal 1° giugno al 30 ottobre. Il provvedimento stabilisce divieti e prescrizioni per proprietari e gestori di boschi, terreni agricoli, prati, pascoli, aree verdi e terreni incolti.
Tra le misure previste rientrano la manutenzione della vegetazione, la pulizia delle aree, la rimozione dei rifiuti e la realizzazione di fasce antincendio. Gli obblighi coinvolgono soggetti privati, Roma Capitale, enti pubblici e gestori delle infrastrutture.
Perché Palma propone l’adozione all’inizio dell’anno
Palma chiede che la futura ordinanza venga emanata entro gennaio, in modo da concedere agli uffici un margine temporale più ampio per effettuare ricognizioni, ordinare gli interventi necessari, inviare le diffide e, in caso di inerzia, procedere con gli interventi sostitutivi.
La proposta non riguarda quindi soltanto la durata dei divieti estivi, ma l’organizzazione delle attività precedenti. Secondo il consigliere, un provvedimento adottato a ridosso della stagione più pericolosa ridurrebbe il tempo disponibile per completare tutte le procedure. «Non è solo un danno ambientale – sostiene Palma – ma si mettono a rischio vite umane, animali e preziose attività di mobilità pubblica e privata».
Le critiche alla gestione e il cambio nella Protezione Civile di Roma
Nel messaggio, Palma definisce questi anni come caratterizzati da un «sistema dell’approssimazione», nel quale le strutture avrebbero soprattutto rincorso le emergenze. Si tratta di una valutazione politica del consigliere, che dovrà essere confrontata con i dati sulle attività preventive, sui controlli e sugli interventi effettivamente eseguiti.
L’iniziativa arriva dopo il recente avvicendamento alla guida della Protezione Civile capitolina. Dal 6 agosto il direttore è Stefano Guarino, responsabile della nuova struttura dedicata a Sicurezza urbana, Protezione civile e legalità. La sua funzione è stata confermata anche in una comunicazione ufficiale di Roma Capitale. Il cambio rappresenta un elemento di contesto, ma non può essere utilizzato come prova di eventuali inefficienze precedenti.
Le risposte attese dal Campidoglio
Gli atti richiesti dovranno chiarire quali terreni siano stati sottoposti a manutenzione nel Municipio XI, quanti controlli siano stati effettuati, quante diffide siano state trasmesse ai proprietari e se Roma Capitale abbia eseguito interventi in danno. Resta inoltre da ricostruire la programmazione specifica relativa alle aree già interessate dagli incendi negli anni precedenti.
Il passaggio successivo sarà quindi rappresentato dalle risposte dell’amministrazione e dagli eventuali documenti acquisiti. Solo questi elementi permetteranno di stabilire se il sistema abbia operato secondo quanto previsto o se siano emerse lacune nella prevenzione. Il caso Monte Cucco apre così un confronto più ampio su come Roma prepara il proprio territorio prima che l’emergenza incendi entri nella fase più critica.
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