A Roma, nel quartiere Marconi, un furto notturno devasta una profumeria storica in piazzale della Radio. Un episodio che riaccende l’allarme sicurezza e mette a rischio il futuro delle attività commerciali.
Un nuovo episodio di criminalità torna a colpire il quadrante Marconi, nell’XI Municipio di Roma Capitale. Nella notte tra Natale e Santo Stefano, una profumeria situata in piazzale della Radio 25 è stata presa di mira da ignoti che hanno messo a segno un furto con spaccata, distruggendo la vetrina d’ingresso e devastando l’interno del negozio.
Le immagini scattate nelle ore successive raccontano una scena già vista troppe volte a Roma: vetri infranti, espositori rovesciati, merce sparsa sul pavimento. Un colpo rapido, avvenuto nel cuore della notte, che si inserisce in una sequenza sempre più frequente di vandalismi e furti notturni ai danni delle attività commerciali.
Roma, Marconi sotto pressione: una zona lasciata al buonsenso dei cittadini
Sull’accaduto interviene Marco Palma, consigliere dell’XI Municipio eletto con Fratelli d’Italia, che lega il singolo episodio a un problema ben più ampio.
Secondo Palma, Roma sta diventando una città affidata al “precario buonsenso” di chi la vive, in un contesto dove la mancanza di controlli alimenta rassegnazione e sfiducia. Un passaggio netto, che richiama anche il tema dell’omertà diffusa e della percezione che, nonostante i colpi notturni, “non veda mai nulla nessuno”.

Forze dell’ordine sotto organico: «Fanno il massimo, ma non basta»
Nelle parole del consigliere non c’è un attacco alle forze dell’ordine, anzi. Palma sottolinea come gli operatori sul territorio facciano il massimo con i mezzi a disposizione, ma evidenzia una carenza strutturale ormai cronica.
Secondo il consigliere, servirebbero almeno il doppio degli agenti, soprattutto nelle ore notturne, per garantire una presenza costante e un reale effetto deterrente. Una valutazione che trova riscontro nella quotidianità di molti quartieri di Roma, dove pattugliamenti ridotti e controlli sporadici lasciano ampi margini d’azione alla microcriminalità.
Roma, Marconi e piazzale della Radio: il rischio desertificazione commerciale
Il furto alla profumeria di piazzale della Radio non è solo un fatto di cronaca. Marconi rappresenta da sempre uno dei poli commerciali storici di Roma, con attività che in molti casi operano nel quartiere da oltre cinquant’anni.
Ed è proprio questo il punto più delicato: l’insicurezza notturna sta spingendo sempre più operatori commerciali a valutare la chiusura o il trasferimento delle proprie attività. Una scelta sofferta, ma che rischia di diventare sempre più frequente se la situazione non verrà affrontata in modo strutturale.
La perdita dei negozi storici significherebbe non solo un danno economico, ma anche la scomparsa di presìdi sociali fondamentali, capaci di garantire vivibilità, illuminazione e controllo informale del territorio.

Sicurezza privata e detrazioni fiscali: la proposta sul tavolo
Tra le soluzioni avanzate, Marco Palma propone di aprire una riflessione concreta sulla possibilità di autorizzare e rendere fiscalmente deducibili le spese sostenute da condomini e commercianti per la sicurezza privata e la guardiania.
Una proposta che nasce dalla constatazione che, in assenza di un rafforzamento immediato dei controlli pubblici, molti cittadini stanno già pagando di tasca propria per proteggere negozi e abitazioni. Il tema della sicurezza, in questo scenario, diventa anche una questione di equità e sostenibilità.
Roma davanti a una scelta: sicurezza o perdita di pezzi di città
Il furto alla profumeria di piazzale della Radio diventa così il simbolo di un problema che va oltre Marconi. È il riflesso di una Roma che fatica a garantire sicurezza diffusa e che rischia di perdere pezzi importanti della propria identità urbana.
Serrande abbassate, vetrine vuote e strade meno illuminate sono spesso il preludio al degrado. Per questo, la questione sicurezza non riguarda solo l’ordine pubblico, ma il futuro stesso dei quartieri romani.
La domanda resta aperta ed è inevitabile: Roma può permettersi di perdere le sue attività storiche per mancanza di sicurezza?


