Dopo due incidenti mortali e un nuovo schianto nel quadrante Monteverde-Colli Portuensi di Roma, Fabrizio Santori porta il caso in Campidoglio. I residenti chiedono interventi urgenti su attraversamenti, illuminazione e controlli della velocità.
Roma, due vittime e un nuovo schianto nel quadrante di Monteverde
Due donne morte nel giro di poche settimane, un altro grave incidente nella notte e un quartiere che ora chiede risposte. A Roma, tra viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton, la sicurezza stradale diventa un caso politico e amministrativo dopo gli ultimi episodi che hanno colpito il quadrante di Monteverde e del Municipio XII.
Il tema non riguarda più soltanto la cronaca degli incidenti. La domanda, oggi, è più ampia: cosa è stato fatto per prevenire nuovi investimenti, quali controlli sono stati effettuati, quali interventi erano programmati e perché i residenti si ritrovano ancora a chiedere con una petizione misure basilari, come attraversamenti più sicuri, migliore illuminazione e controlli sulla velocità?
A porre il caso sul tavolo del Campidoglio è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore competente. Il titolo politico della sua iniziativa è netto: “Gualtieri venga a spiegare cosa non ha funzionato a Monteverde”.
Roma, Santori interroga Gualtieri: “Chiarezza sulle responsabilità”
Nella nota diffusa dal capogruppo leghista, Santori collega gli ultimi incidenti mortali alla necessità di una risposta istituzionale. “Dopo due incidenti mortali nel giro di poche settimane tra viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton, a Monteverde, Gualtieri venga a spiegare cosa non ha funzionato: chiediamo chiarezza sulle responsabilità e interventi immediati”, dichiara il consigliere capitolino.
La richiesta non resta sul piano della polemica. L’interrogazione depositata in Assemblea Capitolina chiede al Campidoglio di fornire dati precisi sugli incidenti registrati negli ultimi cinque anni sulle due arterie, distinti per anno, con il numero di decessi, feriti gravi, feriti lievi e coinvolgimento di pedoni, ciclisti, utenti di monopattini e altre categorie vulnerabili.
Il documento chiede inoltre se Roma Capitale disponga di una mappatura aggiornata dei cosiddetti black point, cioè i punti più critici per incidentalità, e se siano stati effettuati monitoraggi sulla velocità media dei veicoli lungo viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton. Al centro finiscono anche i controlli della Polizia Locale, l’eventuale installazione di rilevatori di velocità, gli attraversamenti pedonali rialzati e l’illuminazione dedicata.
Le due vittime: Aspasia Bormioli e Laura Damia
La sequenza degli episodi rende il quadro particolarmente delicato. Il 5 maggio 2026 Aspasia Bormioli, 73 anni, è morta dopo essere stata investita sulle strisce pedonali all’altezza del civico 106 di viale dei Colli Portuensi. L’8 giugno 2026 Laura Damia, 89 anni, è stata investita mortalmente in viale Isacco Newton, all’altezza del civico 65, in prossimità delle strisce.
Due tragedie ravvicinate, entrambe avvenute in un quadrante ad alta densità abitativa, dove gli attraversamenti sono utilizzati ogni giorno da anziani, famiglie, studenti, residenti e utenti del trasporto pubblico. Nell’interrogazione Santori richiama proprio questo aspetto: le due strade sono arterie principali di collegamento del quadrante Monteverde-Colli Portuensi, con elevati volumi di traffico e una presenza significativa di attraversamenti pedonali.
Il punto politico è evidente: se una strada è molto trafficata e attraversata quotidianamente da utenti fragili, la sicurezza non può dipendere solo dalla prudenza individuale. Servono controlli, segnaletica leggibile, illuminazione efficace e interventi di moderazione della velocità.
Il nuovo incidente nella notte e la paura dei residenti
A rendere ancora più forte la preoccupazione è arrivato anche un nuovo incidente nella notte tra il 9 e il 10 giugno, sempre su viale dei Colli Portuensi, all’altezza del civico 79. Secondo la ricostruzione riportata dalle cronache locali, nello schianto sarebbero rimasti coinvolti una microcar Ligier e una Mercedes, con una terza auto in sosta danneggiata. Tre giovani sono finiti in ospedale: due ragazze di 17 e 18 anni e un ragazzo di 18.
In questo caso non si è registrata un’altra vittima. Ma l’episodio ha riacceso la paura di un quartiere che in poche settimane ha già pianto due donne morte mentre attraversavano o si trovavano in prossimità delle strisce. È qui che la cronaca diventa questione urbana: non basta più raccontare il singolo incidente, bisogna capire se esiste una fragilità strutturale nella gestione della sicurezza stradale.
Santori insiste proprio su questo punto. “È necessario sapere quanti incidenti si sono verificati negli ultimi anni su queste due arterie di grande viabilità, di diretta competenza del Campidoglio, quali iniziative sono state programmate e perché, nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini, non si sia riusciti a prevenire l’ennesima tragedia”, afferma il capogruppo della Lega.
Roma, la petizione del Comitato Monteverde Nuovo
Nel frattempo, la protesta è partita dal territorio. Il Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo ha promosso una raccolta firme per chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza di viale dei Colli Portuensi. I cittadini denunciano velocità elevata dei veicoli, scarsa illuminazione, visibilità limitata degli attraversamenti e carenza di adeguate misure di protezione per i pedoni.
La forza della petizione sta nella concretezza delle richieste. I residenti non chiedono opere faraoniche, ma interventi che dovrebbero rappresentare la normalità in una grande città: attraversamenti rialzati, dissuasori, strumenti di moderazione del traffico, illuminazione più efficace nelle aree pedonali, semafori pedonali più visibili e controlli costanti sul rispetto dei limiti di velocità.
È su questo punto che l’articolo assume una dimensione più ampia rispetto allo scontro politico. A Roma, la sicurezza stradale non può essere trattata come un’emergenza da affrontare solo dopo l’ennesimo incidente grave. Nei quartieri, soprattutto lungo le grandi arterie urbane, la tutela dei pedoni passa da scelte misurabili: manutenzione, controlli, dati aggiornati, ascolto delle segnalazioni e tempi certi per gli interventi.
Lunedì l’audizione della Polizia Locale
La vicenda avrà un passaggio istituzionale già nelle prossime ore. Lunedì alle 10.30, in Commissione Bilancio di Roma Capitale, è prevista l’audizione del Comandante della Polizia Locale. Santori annuncia che in quella sede verranno chiesti dati sui rilevatori fissi e mobili della velocità, sulle zone 30 km/h, sull’incidentalità registrata in viale dei Colli Portuensi e viale Isacco Newton e sull’andamento complessivo della sicurezza stradale nel quadrante.
È un passaggio importante perché potrebbe trasformare il dibattito da semplice denuncia a verifica sui numeri. I residenti chiedono sicurezza, l’opposizione chiede risposte e il Campidoglio dovrà chiarire se esista già una strategia concreta per ridurre il rischio lungo le due arterie.
Sicurezza stradale a Roma, la domanda politica dopo le tragedie
Il caso di Monteverde entra così in una discussione più larga sulla sicurezza stradale a Roma. La Capitale continua a fare i conti con incidenti gravi che coinvolgono pedoni e utenti vulnerabili, mentre i quartieri chiedono interventi più rapidi e visibili. Nel quadrante Colli Portuensi-Isacco Newton, la questione ora è capire se le tragedie delle ultime settimane resteranno episodi isolati nelle cronache o se diventeranno il punto di partenza per una risposta amministrativa concreta.
La domanda che Santori rivolge a Gualtieri, in fondo, è la stessa che arriva dai residenti: quanti segnali servono prima di intervenire? Dopo due morti, un nuovo schianto e una petizione popolare, il Campidoglio è chiamato a dire cosa intenda fare, con quali tempi e con quali risorse. Perché attraversare una strada, in un quartiere residenziale di Roma, non può continuare a essere percepito come un rischio quotidiano.
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