Marco Palma segnala un possibile trasferimento per la donna senza dimora davanti alla banca di largo La Loggia, al Portuense. L’ipotesi riguarda via Quirino Majorana, ma manca una conferma sul caso. I precedenti del Marforio e il contesto dell’accoglienza al San Camillo.
A Roma, per la donna senza dimora segnalata in tenda davanti alla filiale UniCredit di largo Gaetano La Loggia 20, al Portuense, emerge l’ipotesi di un trasferimento in una struttura di accoglienza. A riferirlo è Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, che torna sulle condizioni di vita della donna e sulle criticità per il quartiere.
Al 20 settembre 2026, nelle fonti pubbliche consultate non è stata individuata una conferma istituzionale del trasferimento. La destinazione citata da Palma è una struttura in via Quirino Majorana, ma lo stesso consigliere precisa che la possibilità non è certa. È questo l’elemento nuovo di una vicenda già raccontata dal Marforio ad agosto.
Roma, la segnalazione di Palma a largo La Loggia
Nella nota, Palma riferisce che la donna sarebbe presente da anni nel quartiere Portuense e avrebbe utilizzato prima gli spazi delle fermate degli autobus, poi quelli davanti alla banca. Questa ricostruzione proviene dal consigliere: le fotografie documentano la sistemazione esterna alla filiale, non l’intera storia degli spostamenti.
Il passaggio sul possibile trasferimento apre uno scenario diverso dalla semplice segnalazione della tenda. Palma richiama una «tendopoli» in via Quirino Majorana e fa riferimento al presidente del Municipio XII. Tuttavia, la nota non chiarisce se esista già una proposta dei servizi sociali, né quale sia il ruolo del presidente nell’eventuale accoglienza della donna.
Il consigliere definisce «pessime» le sue condizioni di vita e sostiene che la situazione renda «invivibile» una parte del quartiere sotto il profilo igienico-sanitario. Si tratta della sua valutazione: nel materiale esaminato non sono presenti accertamenti sanitari che consentano di descrivere un rischio specifico come un fatto verificato.
Le fotografie davanti alla banca del Portuense
Le immagini trasmesse da Palma mostrano una piccola tenda verde nello spazio coperto a ridosso della vetrata della banca. Attorno sono visibili valigie, borse, una sedia e cartoni. La sistemazione utilizza una porzione dell’area esterna dell’edificio, accanto al percorso pedonale.
Le foto restituiscono una condizione di precarietà, ma non mostrano un’occupazione dei locali interni della filiale. Non consentono neppure di stabilire, da sole, le condizioni di salute della persona o di affermare che l’ingresso sia completamente bloccato. Il problema segnalato riguarda dunque un riparo di fortuna davanti alla banca, sul quale Palma chiede attenzione.
Nel confronto pubblico, la tutela della donna e quella del quartiere non dovrebbero diventare obiettivi contrapposti. Il punto è capire come garantire una sistemazione dignitosa e, insieme, la pulizia e l’accessibilità dell’area. Per Roma, questo caso rappresenta una domanda concreta rivolta ai servizi competenti, non soltanto una discussione sulla presenza di una tenda davanti a un esercizio aperto al pubblico.
Il precedente del Marforio e la richiesta ai servizi sociali
Il caso di largo La Loggia a Roma non nasce con quest’ultimo aggiornamento. Il Marforio lo aveva affrontato nell’articolo sulla tenda davanti alla banca e sulla segnalazione ai servizi sociali, pubblicato il 10 agosto 2026.
In quell’occasione avevamo ricostruito la comunicazione inviata da Palma il giorno precedente al Front Office e alla Sala Operativa Sociale. La richiesta riguardava proprio largo Gaetano La Loggia 20 e sollecitava un intervento sulla situazione documentata davanti alla filiale. La presenza della tenda in quel punto era quindi già stata segnalata.
Questo precedente permette di mettere a fuoco la novità attuale: non l’arrivo della tenda davanti alla banca, ma l’ipotesi di una diversa sistemazione riferita dal consigliere. Tra la richiesta di aiuto e un’accoglienza effettiva resta però un passaggio da verificare.
La vicenda si inserisce nel lavoro del Marforio sulle fragilità nel quadrante. A luglio avevamo raccontato anche le segnalazioni sugli accampamenti a Marconi e l’interrogazione annunciata da Palma, relative a via Antonio Pacinotti e Lungotevere Vittorio Gassman. Sono situazioni distinte, richiamate come contesto territoriale e non come tappe della storia della donna.
Accoglienza a Roma: la struttura nell’area del San Camillo
Un elemento istituzionale verificato riguarda l’offerta di accoglienza nel quadrante. Il 3 settembre 2026, Roma Capitale ha annunciato l’operatività di una tensostruttura nell’area del San Camillo, con 70 posti per persone senza dimora.
Nel comunicato, l’assessora alle Politiche sociali Barbara Funari collega il progetto all’integrazione fra accoglienza e accesso ai servizi sociali e sanitari. Il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, indica la presenza di professionisti durante tutte le 24 ore e l’impegno a monitorare il servizio.
Il direttore generale del San Camillo-Forlanini, Angelo Aliquò, richiama invece un duplice obiettivo: garantire una sistemazione più dignitosa alle persone senza dimora e restituire gli spazi ospedalieri alla loro funzione assistenziale.
Il collegamento con via Majorana resta da verificare
Il comunicato non cita la donna di largo La Loggia e non annuncia il suo trasferimento. Non indica inoltre via Quirino Majorana come indirizzo della struttura. La capienza annunciata non conferma la disponibilità o l’assegnazione di un posto per questo caso: il collegamento con la destinazione menzionata da Palma richiede una conferma specifica.
Largo La Loggia a Roma, le risposte ancora attese
Per chiarire lo sviluppo prospettato servono informazioni concrete: quale struttura sia stata individuata, se alla donna sia stata formulata una proposta e quali tempi siano previsti. È altrettanto importante capire se l’ipotesi riferita dal consigliere derivi da un’interlocuzione con gli uffici competenti o rappresenti una possibilità ancora da valutare.
L’assenza di una conferma pubblica non dimostra che i servizi sociali non abbiano svolto interventi o contatti. Significa, più precisamente, che la documentazione disponibile non permette di ricostruire l’esito della segnalazione né di annunciare una soluzione già definita.
Per largo La Loggia la questione resta duplice: assistenza alla persona e fruibilità degli spazi del quartiere. L’eventuale accoglienza sarebbe uno sviluppo rilevante, ma andrebbe valutata nella sua concretezza: una sistemazione adeguata e un percorso di sostegno, oltre al ripristino degli spazi esterni. Al momento, il trasferimento rimane un’ipotesi attribuita a Palma, non una decisione confermata.
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