Giaciglio di fortuna a largo Benedetto Bompiani a Roma.

Roma, clochard a largo Bompiani: resiste la tendopoli tra degrado e paura. Nessun aiuto dal Comune

A largo Bompiani, nel quartiere Ardeatino di Roma, resiste da mesi il giaciglio di fortuna di un clochard. Nessun intervento del Comune nonostante le segnalazioni dei residenti.

Roma, quartiere Ardeatino.
Resiste anche alle giornate di caldo torrido il giaciglio di fortuna sorto a largo Benedetto Bompiani, a pochi metri dalle abitazioni dei residenti. Nonostante le numerose segnalazioni e richieste d’intervento, il Comune di Roma e l’Amministrazione dell’VIII Municipio non hanno ancora predisposto un aiuto concreto per il clochard che da mesi vive stabilmente sul marciapiede.

Una presenza che, oltre a rappresentare un evidente segnale di degrado urbano, alimenta la preoccupazione di chi abita nella zona. In particolare, molte famiglie e giovani donne raccontano di provare paura al rientro serale, temendo possibili aggressioni, anche alla luce di recenti episodi analoghi registrati in altre aree della Capitale.

La tendopoli sotto la palazzina dimenticata dal Comune di Roma

La vicenda di largo Bompiani, cuore del quartiere Ardeatino, non è recente. Risale allo scorso aprile la prima denuncia pubblica di Franco Baroni, presidente del Comitato Residenti Ardeatino-Tormarancia, che aveva segnalato la presenza di una tendopoli improvvisata proprio sotto una palazzina della zona.

Da allora la situazione è rimasta immutata, nonostante l’informativa trasmessa dal Comitato alla Giunta guidata dal presidente municipale Amedeo Ciaccheri. Nessun intervento concreto è stato messo in campo, mentre cresce il malcontento dei cittadini.

Molti residenti raccontano di non sentirsi più al sicuro: “Di sera abbiamo paura a rientrare in casa – spiegano – perché non sappiamo se l’uomo possa reagire in modo imprevedibile”. Il timore si lega anche ai recenti casi di aggressioni avvenuti a Roma per mano di senzatetto in condizioni di alterazione psico-fisica dovuta ad alcol o sostanze stupefacenti.

L’appello alle Politiche Sociali

La vicenda è monitorata da mesi dal presidente del Comitato, ma senza risultati. I servizi sociali dell’VIII Municipio sarebbero a conoscenza del caso, eppure non hanno mai attivato un percorso di accoglienza o inserimento per il clochard di largo Bompiani.

Il Comitato dei Residenti insiste nel chiedere che l’uomo venga preso in carico dal Comune attraverso i canali delle Politiche Sociali, così da garantirgli condizioni di vita dignitose e tutelare al tempo stesso la sicurezza del quartiere.

“Non si può permettere – sottolinea Baroni – che un uomo viva in mezzo alla strada in condizioni di degrado assoluto e senza alcuna prospettiva di reinserimento”.

I due giacigli sul marciapiede di Roma

Il clochard ha predisposto due diversi spazi di fortuna su largo Bompiani.

Il vecchio divano-letto sotto la palazzina

Il primo giaciglio è composto da un vecchio divano-letto, sistemato accanto ad alcuni oggetti personali: un cassetto, diverse buste e coperte che, secondo i residenti, sarebbero state donate da associazioni umanitarie della zona. Qui l’uomo viene spesso avvistato mentre dorme anche fino a tarda mattinata.

La sedia mimetica e i teli a pochi metri di distanza

Il secondo spazio si trova a poche decine di metri dal primo: una sedia ricoperta da un telo mimetico, attorno alla quale sono ammassati vecchi vestiti, un k-way giallo, libri, giornali usati e bottiglie di plastica con bicchieri. Un modo, probabilmente, per affrontare il caldo opprimente di questa estate romana.

Il cabinet telefonico trasformato in armadio per le strade di Roma

Clochard trasforma in armadio il cabinet telefonico di largo Benedetto Bompiani a Roma.
Cabina del telefono vandalizzata e occupata dal clochard al quartiere Ardeatino di Roma. – (www.ilmarforio.it)

La situazione più preoccupante è però quella legata al cabinet telefonico presente a largo Bompiani. Lo sportello della centralina è stato forzato e l’interno trasformato in una sorta di armadio-ripostiglio.

Tra cavi e schede telefoniche, il clochard ha sistemato barre di plastica, stracci, cartacce e una busta gialla. Un utilizzo improprio che potrebbe comportare rischi seri per la rete telefonica locale, ostacolando eventuali interventi tecnici e aumentando i disagi per l’utenza del quartiere.

“È una situazione surreale e pericolosa – denunciano i residenti – perché se la linea dovesse subire danni, i tecnici non potrebbero operare liberamente”.

Un problema sociale e di sicurezza

Il caso di largo Bompiani non è solo un problema di decoro urbano, ma rappresenta un nodo sociale irrisolto. Da un lato, un uomo che vive in condizioni di disperazione estrema senza un tetto; dall’altro, i cittadini che chiedono sicurezza e decoro per la propria zona.

La vicenda diventa così l’ennesimo simbolo di una Capitale che fatica a gestire il fenomeno dei senza fissa dimora, spesso lasciati a se stessi in condizioni di marginalità, mentre le istituzioni si rimpallano le responsabilità.

Ardeatino, il caso Bompiani resta senza soluzione

La tendopoli di largo Bompiani resiste, nonostante l’indignazione dei residenti e gli appelli del Comitato di quartiere. Ad oggi nessun intervento è stato attuato, e l’uomo continua a vivere sul marciapiede, adattando spazi pubblici a rifugi di fortuna.

Il caso resta aperto e in attesa di una risposta concreta dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma. Una risposta che tarda ad arrivare, lasciando il quartiere Ardeatino sospeso tra degrado e paura.

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