Il consigliere del VI Municipio di Roma Emanuele Licopodio (Lega) è stato denunciato dall’Associazione 21 Luglio per un post sui rom. Nell’intervista ribadisce e difende le sue posizioni.
Rischia di finire in tribunale uno degli ultimi post Facebook di Emanuele Licopodio, consigliere eletto nel VI Municipio di Roma con la Lega.
Il politico di Tor Bella Monaca è stato denunciato dall’Associazione 21 Luglio, realtà impegnata nella promozione di politiche e pratiche antidiscriminatorie. Nel mirino è finito un post definito “al veleno” dalla stessa associazione, con cui il consigliere commentava un episodio avvenuto in Piemonte, legato alla morte di Cecilia De Astis da parte di un’azione di pirateria stradale messa in piedi da un gruppo di minorenni di etnia nomade.
Nel post, Licopodio scriveva: «I rom sono parassiti della nostra società». Una dichiarazione che ha suscitato reazioni e polemiche, e che il consigliere non solo non ritira, ma ribadisce nell’intervista concessa a noi.
Il consigliere della Lega a Roma: “Quando dici la verità non hai paura di nulla”
Consigliere Licopodio, lei è stato denunciato da una delle principali associazioni per la lotta alla discriminazione in Italia per un post su Facebook. Come ha preso la notizia?
«Sorridendo, perché quando dici la verità e stai con la coscienza a posto non hai paura di nulla. Certo, ho pensato che ha ragione il generale Vannacci: il mondo è al contrario».
L’eletto nel VI Municipio di Roma: “Riscriverei quel post altre cento volte”
Tornando indietro, riscriverebbe quel post?
«Altre cento volte. Ritengo che si tratti di persone che vivono sovvenzionate dallo Stato, che non si integrano e non vogliono farlo».
Il consigliere del VI Municipio di Roma: “E’ una strumentalizzazione politica”
Nel post, a suo parere c’è stata una strumentalizzazione politica? Cosa voleva dire ai cittadini e al suo elettorato?
«Assolutamente sì, la solita sinistra dei salotti borghesi che vive staccata dalla realtà delle periferie. Il messaggio è chiaro: a queste persone vanno tolti i figli, altrimenti non si integreranno mai. Non capisco perché, ad esempio, Calenda — che ha detto cose simili — non sia stato denunciato. Forse perché io comincio a essere scomodo a Roma?».
Le percezioni sul territorio di Emanuele Licopodio
Lei è un consigliere molto presente nel VI Municipio “Le Torri”: come percepisce le azioni della comunità nomade nel suo territorio e a Roma?
«Quotidianamente agiscono a favore dell’illegalità. Anche nel passato recente basta leggere i giornali: non devo essere io a spiegare chi sono queste persone».
Le presunte prospettive politiche dietro la vicenda di Licopodio
Come si muoverà per far fronte a questa situazione? Crede sia stato messo in piedi un pretesto per un attacco politico?
«Andrò avanti con amore e coraggio, come ho sempre fatto. Non ho paura. Se arriverà un attacco politico forte, è il momento che il centrodestra prenda una posizione chiara su questa tematica. Altrimenti, che governiamo a fare?».



1 commento su “Roma, bufera sul consigliere Licopodio (Lega): denunciato per un post sui rom, lui rilancia le sue accuse”
Ineccepibile