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Roma, benzene vicino al limite e proteste al Portuense: il caso irrisolto del distributore di via Statella

A Roma, nel quartiere Portuense, torna la protesta dei residenti di via Vincenzo Statella contro un distributore di carburanti a ridosso delle abitazioni. I dati sul benzene, vicini al limite di legge, riaccendono l’allarme sulla salute e sulla sicurezza, mentre tra enti e burocrazia il caso resta ancora senza soluzione.

Roma, protesta in via Statella: benzene vicino al limite e paura tra i residenti

A Roma, nel quartiere Portuense, torna a farsi sentire la voce dei residenti di via Vincenzo Statella. Al centro della protesta, ancora una volta, il distributore di carburanti situato al civico 44, a ridosso delle abitazioni. Una presenza che da mesi alimenta preoccupazioni crescenti tra i cittadini, soprattutto alla luce degli ultimi dati ambientali disponibili.

Secondo quanto emerso dalle rilevazioni, il livello di benzene nell’aria è stato misurato a 4.8 µg/m³, a un passo dal limite di legge fissato a 5. Un valore formalmente nella norma, ma considerato allarmante dai residenti per la sua vicinanza alla soglia massima e per il confronto con altre zone della Capitale, dove i livelli risultano sensibilmente inferiori.

Il timore è che questa situazione possa avere ripercussioni sulla salute pubblica, soprattutto in un contesto urbano densamente abitato come quello del Portuense, dove il distributore si trova a pochi metri da condomini, garage e aree residenziali.

I dati ambientali a Roma e il confronto con altre zone della città

Benzene sotto il limite, ma più alto rispetto ad altre strade

Il dato sul benzene rappresenta oggi il punto più critico della vicenda. Pur rimanendo entro i limiti previsti dalla normativa, il valore registrato in via Statella risulta significativamente più alto rispetto ad altre arterie urbane di Roma, come Corso Francia o via Enrico Fermi.

Un elemento che, secondo i residenti, non può essere sottovalutato. Il benzene è infatti una sostanza classificata come cancerogena, e la sua presenza in prossimità della soglia limite viene percepita come un rischio concreto, soprattutto in un’area caratterizzata da traffico intenso e presenza costante di veicoli.

Emissioni, traffico e inquinamento acustico

Oltre al dato chimico, i cittadini denunciano una situazione più ampia di criticità ambientale. Via Vincenzo Statella rappresenta infatti un asse strategico di collegamento tra il quartiere Portuense e la Magliana, con un flusso continuo di traffico diretto sia verso il centro di Roma sia verso il Grande Raccordo Anulare.

A questo si aggiungono:

  • emissioni inquinanti legate al distributore
  • inquinamento acustico
  • segnalazioni di odore di benzina percepito anche nei garage

Un insieme di fattori che contribuisce a delineare un quadro di forte disagio per i residenti.

Il precedente: il servizio del telegiornale locale e una protesta che va avanti da mesi

La vicenda non è nuova. Già il 30 maggio 2025, un servizio giornalistico di Canale 10 aveva documentato le preoccupazioni dei cittadini, raccogliendo testimonianze dirette e segnalando la presenza di valori ambientali critici.

A distanza di mesi, tuttavia, la situazione appare sostanzialmente invariata. Le proteste continuano, così come le richieste di intervento rivolte alle istituzioni competenti.

Questa continuità temporale rappresenta uno degli elementi più significativi del caso: non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di una problematica che si trascina nel tempo senza una soluzione concreta.

Le richieste dei residenti: “Spostare il distributore e verificare la sicurezza”

Monitoraggi più approfonditi e controlli sanitari

I residenti di via Statella hanno avanzato richieste precise e strutturate. Tra queste:

  • lo spostamento del distributore in un altro sito
  • un monitoraggio ambientale più approfondito da parte di ARPA Lazio
  • verifiche sanitarie da parte della ASL

Particolare attenzione viene richiesta per i controlli all’interno dell’area del distributore, e non solo nelle zone circostanti a distanza di decine di metri.

Carotaggi e verifiche sul sottosuolo

Tra le richieste più tecniche figura quella di effettuare carotaggi del terreno, sia nell’area dell’impianto sia nei condomini limitrofi, per escludere eventuali dispersioni di idrocarburi nel sottosuolo.

Un’ipotesi che, se confermata, potrebbe aprire scenari ben più gravi dal punto di vista ambientale e sanitario.

Il rimpallo tra enti a Roma: ARPA, SUAP, ASL e Polizia Locale

Uno degli aspetti più critici della vicenda riguarda il ruolo delle istituzioni.

Dalla documentazione emerge un quadro chiaro: le segnalazioni sono state inoltrate, ma le competenze risultano frammentate tra diversi enti.

Secondo quanto comunicato da ARPA Lazio, le verifiche richieste – tra cui accertamenti sugli impianti e sulle eventuali dispersioni – non rientrano nelle competenze dirette dell’agenzia, ma spettano ad altre autorità sanitarie e amministrative.

Il Dipartimento Sviluppo Economico – Direzione SUAP ha quindi trasmesso la richiesta a:

  • ASL Roma 3
  • Municipio Roma XI
  • Polizia Locale
  • Vigili del Fuoco

senza però disporre interventi diretti.

Il risultato è un rimpallo burocratico che, ad oggi, non ha prodotto azioni concrete.

La posizione del Municipio Roma XI: unità politica ma nessuna soluzione concreta

Sul piano politico, il caso è approdato anche nelle aule del Municipio Roma XI, dove maggioranza e opposizione si sono schierate compatte a sostegno dei cittadini.

È stata avanzata una richiesta al SUAP per verificare la compatibilità dell’impianto con la normativa ambientale e sanitaria, anche alla luce dei dati registrati.

Tuttavia, la risposta ricevuta ha evidenziato un ulteriore ostacolo: al momento non sarebbero previste né ricollocazioni né riconversioni dell’impianto.

Una posizione che rischia di cristallizzare la situazione, lasciando i residenti senza una prospettiva di soluzione nel breve periodo.

Roma sud, tra traffico e inquinamento: il contesto del Portuense

Il caso di via Vincenzo Statella si inserisce in un contesto urbano complesso, quello della Roma sud, dove infrastrutture, traffico e attività produttive convivono spesso in spazi ristretti.

La vicinanza tra il distributore e le abitazioni, unita al traffico intenso dell’asse Portuense-Magliana, contribuisce ad aumentare l’esposizione dei residenti a fattori di rischio ambientale.

Un equilibrio delicato, che solleva interrogativi più ampi sulla pianificazione urbana e sulla compatibilità tra attività commerciali e tutela della salute pubblica.

Un caso ancora aperto: cosa succederà ora 

La vicenda di via Statella resta, ad oggi, un caso aperto. Da una parte i residenti continuano a chiedere interventi concreti, dall’altra le istituzioni sembrano muoversi all’interno di un sistema frammentato di competenze.

Una situazione che, di fatto, rallenta ogni possibile soluzione.

Resta ora da capire se le verifiche richieste porteranno a un’azione concreta o se il caso continuerà a rimanere sospeso tra segnalazioni, dati ambientali al limite e responsabilità distribuite.

Nel frattempo, nel quartiere Portuense di Roma, la protesta non si ferma.

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