A Roma un’anziana è stata raggirata in casa da due donne con la tecnica dell’anello caduto dal balcone. Il caso, avvenuto in via Sartorio, replica altri episodi nel quartiere.
Roma, nuovo caso di truffa ai danni di un’anziana: il raggiro in via Giulio Aristide Sartorio
Venerdì 5 dicembre, intorno alle 11:30, a Roma si è consumato un nuovo e inquietante episodio ai danni di una donna anziana residente in via Giulio Aristide Sartorio 90, nel quadrante Ardeatino – Tor Marancia. Il racconto, diffuso dal signor Giuseppe del Comitato Residenti, conferma una modalità criminale ormai diffusa in diverse zone di Roma: la cosiddetta tecnica dell’anello, un raggiro subdolo basato sulla fiducia e sulla vulnerabilità delle vittime.
Secondo la ricostruzione, la signora era salita in ascensore insieme a una donna dall’aspetto curato, ben vestita e con un copricapo leggero. Una volta arrivate al piano, la falsa vicina si è rivolta all’anziana sostenendo che dal balcone superiore le fosse caduto un anello, finito proprio sul balcone della vittima.
Come si è consumata la truffa: complice in casa mentre l’anziana cerca l’anello
La donna ha chiesto di poter entrare nell’appartamento per recuperare l’oggetto. L’anziana, in buona fede, ha aperto la porta e l’ha accompagnata verso il balcone. Nel frattempo, la truffatrice ha lasciato volontariamente la porta d’ingresso aperta, consentendo alla sua complice di introdursi nell’abitazione senza essere vista.
Mentre la prima donna intratteneva la vittima con una ricerca completamente fittizia dell’anello, la complice ha raggiunto in pochi secondi la camera da letto, ha rovistato nei cassetti e ha portato via alcuni oggetti preziosi custoditi in un cofanetto. Terminato il furto, le due si sono allontanate rapidamente, lasciando l’anziana ignara dell’accaduto fino al momento in cui, entrando in camera, ha trovato i cassetti aperti e la biancheria in disordine.
Sconvolta, la donna ha subito contattato un nipote e insieme si sono recati presso il Commissariato di zona per sporgere denuncia.
Roma, i truffatori studiano le vittime: l’allarme del quartiere Ardeatino – Tor Marancia
Secondo il Comitato Residenti, questo episodio è «la fotocopia» di altre truffe messe a segno da donne — presumibilmente di etnia rom — sempre nel quartiere. Chi colpisce non lo fa mai a caso: segue la vittima per giorni, studia abitudini e orari, verifica che viva sola e guadagna fiducia con modi gentili, talvolta offrendosi di aiutare con la spesa.
Roma, le raccomandazioni ai cittadini: cosa fare per evitare nuovi raggiri
Il messaggio del Comitato è chiaro: tutti, anziani e non, devono adottare massima prudenza. È fondamentale non aprire la porta a sconosciuti, anche se si presentano come impiegati di banca o posta, tecnici del gas o della luce, volontari della parrocchia o finti carabinieri e poliziotti in divisa.
In questi casi, il consiglio è sempre lo stesso: farli attendere sull’uscio e chiamare il 112 per verificare l’autenticità dell’intervento.
Allo stesso modo, per strada è importante non fermarsi con persone sconosciute che cercano insistentemente informazioni. Se si percepisce un rischio, meglio raggiungere un negozio o un luogo frequentato.
Il Comitato invita anche a non vergognarsi di denunciare: ammettere di essere stati raggirati non è una debolezza, ma un passo fondamentale per aiutare le forze dell’ordine a identificare i responsabili e prevenire nuovi episodi.


