Roma, piazza Monteleone di Spoleto al Fleming dopo l'abbattimento dei quattro pini

Roma, abbattuti i quattro pini del Fleming: il Campidoglio contro il Municipio XV

I quattro pini di piazza Monteleone di Spoleto, al Fleming, sono stati abbattuti nell’ambito dei lavori di riqualificazione della piazza. Secondo il Corriere della Sera, dal Campidoglio sarebbe filtrata forte irritazione nei confronti del Municipio XV per non essere stato informato dell’intervento. CURAA contesta la scelta e valuta nuove iniziative legali.

ROMA – I quattro grandi pini di piazza Monteleone di Spoleto, nel quartiere Fleming, sono stati abbattuti il 12 agosto 2026 nell’ambito del cantiere per la riqualificazione della piazza. Gli alberi, al centro da settimane delle proteste dell’associazione CURAA e di alcuni residenti, sono stati rimossi nonostante le richieste di valutare soluzioni progettuali alternative. Il giorno successivo, 13 agosto, il Corriere della Sera Roma ha raccontato un ulteriore elemento destinato ad alimentare il caso: dal Campidoglio sarebbe filtrata forte irritazione nei confronti del Municipio XV, che avrebbe proceduto senza informare preventivamente Palazzo Senatorio. Il Municipio, attraverso il presidente Daniele Torquati, difende invece la regolarità dell’iter e le autorizzazioni ottenute.

Quello che appena due settimane fa era ancora il rischio denunciato da residenti e associazioni è dunque diventato realtà. Come raccontato da Il Marforio il 1° agosto, CURAA aveva chiesto di fermare l’abbattimento dei quattro Pinus pinea, proponendo una revisione del progetto che consentisse di conservare gli alberi all’interno del nuovo assetto della piazza.

Roma, al Fleming abbattuti i quattro pini di piazza Monteleone di Spoleto

Le immagini scattate durante le ultime settimane documentano con chiarezza l’evoluzione del cantiere. Il 5 agosto i quattro pini erano ancora presenti all’interno di piazza Monteleone di Spoleto, circondati dalle lavorazioni già avviate. Nelle fotografie successive all’intervento restano invece visibili le grandi ceppaie e i tronchi rimossi, mentre gran parte della superficie della piazza appare ormai libera dalla vegetazione preesistente.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, gli alberi avevano un’età compresa indicativamente tra i 70 e i 75 anni. La loro rimozione rientra nel progetto di riqualificazione della piazza, un intervento del valore di circa 3 milioni di euro che prevede una trasformazione complessiva dello spazio urbano.

L’abbattimento rappresenta però soltanto una parte della vicenda. A rendere il caso politicamente più rilevante è infatti quanto emerso nelle ore successive riguardo ai rapporti tra Roma Capitale e Municipio XV.

Il Campidoglio contro il Municipio Roma XV dopo l’abbattimento dei pini

Secondo la ricostruzione pubblicata il 13 agosto dal Corriere della Sera Roma, da Palazzo Senatorio sarebbe filtrata forte irritazione per la decisione di procedere all’abbattimento senza una preventiva comunicazione al Campidoglio.

Un elemento significativo perché la vicenda dei quattro pini del Fleming aveva già attirato l’attenzione pubblica e dato origine a diffide, richieste di chiarimento e iniziative da parte dei residenti.

Sempre secondo il quotidiano, il Campidoglio avrebbe auspicato una maggiore attenzione alla conservazione del verde e la ricerca di soluzioni in grado di limitare l’impatto del progetto sugli alberi esistenti. Il Municipio XV avrebbe invece dato seguito all’intervento previsto dal progetto.

La vicenda assume quindi una dimensione che supera il confronto tra amministrazione e associazioni ambientaliste: sull’abbattimento dei pini emerge ora anche una distanza tra il livello centrale di Roma Capitale e il Municipio competente per territorio.

Torquati difende il progetto: «Tutto in regola»

Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ha difeso la procedura seguita dall’amministrazione municipale. Secondo quanto riportato dal Corriere, il progetto avrebbe ottenuto tutti i pareri necessari, compreso quello della Soprintendenza.

Nel nuovo assetto di piazza Monteleone di Spoleto è inoltre prevista la piantumazione di 13 nuovi alberi.

Per il Municipio, quindi, l’intervento sarebbe stato portato avanti nel rispetto dell’iter autorizzativo e all’interno di un progetto destinato comunque a restituire una componente verde alla piazza una volta completati i lavori.

Resta però aperta una domanda centrale: era realmente impossibile conservare i quattro pini esistenti integrandoli nella riqualificazione?

Perché i quattro pini del Fleming sono stati abbattuti

Il nodo è soprattutto tecnico. La relazione agronomica richiamata dal Corriere avrebbe valutato le condizioni vegetative degli alberi tra scarse e appena sufficienti. Questo dato, tuttavia, non equivale automaticamente a sostenere che i pini fossero pericolanti o destinati necessariamente all’abbattimento.

Il problema principale sarebbe stato legato alle interferenze tra le radici e le lavorazioni previste nella piazza. Il progetto comprende infatti interventi sui sottoservizi, sugli impianti tecnici, sulle pavimentazioni e su altre strutture che avrebbero richiesto scavi in prossimità degli alberi.

Secondo la valutazione tecnica richiamata dal quotidiano, queste operazioni avrebbero potuto interferire in maniera significativa con gli apparati radicali e incidere negativamente sulla stabilità e sulle condizioni vegetative dei pini.

Da qui la scelta di considerarne la permanenza incompatibile con il nuovo assetto progettuale della piazza.

CURAA: «Gli alberi potevano essere salvati»

Di posizione opposta l’associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma Alberi e Abitanti, presieduta da Jacopa Stinchelli.

L’associazione sostiene che i quattro pini fossero conservabili e afferma di aver presentato al Municipio XV una diffida, un esposto e proposte alternative finalizzate a modificare il progetto senza sacrificare gli alberi.

CURAA riferisce inoltre di aver fatto predisporre una perizia indipendente sullo stato dei pini, sostenendo che esistessero soluzioni tecniche alternative e che la presenza degli alberi avrebbe potuto essere conciliata con la riqualificazione della piazza.

Dopo l’abbattimento, Stinchelli ha fortemente contestato le modalità dell’intervento, avvenuto nelle prime ore della giornata e a ridosso di Ferragosto, annunciando che l’associazione si riserva di valutare ulteriori iniziative sul piano legale.

Dal primo allarme all’abbattimento: la battaglia per i pini del Fleming

La controversia non nasce nelle ultime ore. Già nelle settimane precedenti CURAA aveva contestato il progetto e chiesto formalmente al Municipio XV di fermarsi prima di procedere alla rimozione degli alberi.

Il 1° agosto Il Marforio aveva raccontato la battaglia per i quattro pini del Fleming quando l’abbattimento non era ancora avvenuto e rimanevano aperti diversi interrogativi sul destino degli alberi e sulla possibilità di modificare il progetto.

La situazione è rimasta visivamente immutata almeno fino al 5 agosto, quando una delle fotografie disponibili mostra ancora i quattro grandi pini all’interno del cantiere.

Il 12 agosto l’intervento è stato eseguito. Ventiquattro ore più tardi, con la ricostruzione del Corriere della Sera, è emerso il nuovo fronte istituzionale tra Campidoglio e Municipio XV.

La vicenda passa così da una battaglia preventiva sulla tutela degli alberi a un confronto sulle responsabilità amministrative, sulle scelte progettuali e sui rapporti interni a Roma Capitale.

Il nodo della nidificazione e delle autorizzazioni

Tra le contestazioni avanzate da CURAA figura anche il periodo scelto per effettuare l’abbattimento. L’associazione richiama la normativa nazionale sulla tutela della fauna selvatica, la direttiva europea sugli uccelli e il Regolamento del Verde di Roma Capitale, sostenendo che l’intervento sia avvenuto durante il periodo di nidificazione.

Su questo punto è però necessario mantenere una distinzione tra le contestazioni dell’associazione e quanto potrà essere accertato attraverso gli atti amministrativi.

Per stabilire se siano state rispettate tutte le prescrizioni occorrerà verificare quali controlli siano stati effettuati prima dell’abbattimento, se sugli alberi fossero presenti nidi attivi, quali autorizzazioni siano state rilasciate e quali eventuali prescrizioni accompagnassero i pareri acquisiti.

Allo stesso modo, sarà importante conoscere integralmente il contenuto del parere della Soprintendenza e delle relazioni agronomiche che hanno accompagnato il progetto.

Roma, cosa succederà ora a piazza Monteleone di Spoleto

Il cantiere di piazza Monteleone di Spoleto proseguirà verso il completamento della riqualificazione. Secondo quanto annunciato dal Municipio XV, al posto degli alberi rimossi verranno piantati 13 nuovi esemplari, con l’obiettivo di ricostituire una presenza arborea all’interno della piazza.

Il confronto, però, difficilmente si fermerà con la fine dei lavori.

CURAA ha annunciato di voler approfondire la legittimità delle procedure e non esclude nuove iniziative legali. Sul piano politico resta inoltre da chiarire perché il Campidoglio non sarebbe stato informato preventivamente dell’abbattimento e quale interlocuzione vi sia stata, nelle settimane precedenti, tra Municipio XV, Dipartimento Tutela Ambientale e amministrazione capitolina.

I quattro pini del Fleming ormai non ci sono più. A Roma resta però aperta la questione su come sia stata presa la decisione di abbatterli, se esistessero realmente alternative praticabili e perché una vicenda già oggetto di contestazioni pubbliche abbia prodotto una frattura tra Campidoglio e Municipio XV. Saranno soprattutto i documenti amministrativi e tecnici a poter fornire le risposte definitive.

 

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