La Regione Lazio chiude gli Stati Generali della Salute e apre una nuova fase operativa: Rocca annuncia più trasparenza, riduzione degli ambiti di garanzia, rafforzamento dei servizi territoriali e collaborazione costante con operatori e cittadini.
La Regione Lazio entra ufficialmente nella fase due degli Stati Generali della Salute. Dopo due giorni di confronto serrato tra operatori sanitari, istituzioni, associazioni e cittadini, l’amministrazione guidata dal presidente Francesco Rocca ha confermato la volontà di trasformare quanto emerso nei tavoli di lavoro in azioni concrete e misurabili. L’obiettivo dichiarato è chiaro: migliorare l’assistenza, ridurre le criticità ancora presenti e costruire un modello sanitario più moderno e vicino ai territori.
Stati Generali della Salute: partecipazione ampia e confronto reale con la Regione Lazio
Il successo dell’iniziativa è stato sottolineato anche dalla consigliera regionale Edy Palazzi (FdI), che ha parlato di un “grande confronto a 360 gradi”, sottolineando come l’evento debba diventare appuntamento annuale per fare un vero “tagliando” alle politiche sanitarie della Regione Lazio in tema di sanità.
La partecipazione di operatori, istituzioni, organizzazioni di pazienti e cittadini ha dimostrato che la sanità è un “bene comune” che richiede responsabilità condivisa e collaborazione trasversale.
Palazzi ha evidenziato che Rocca ha messo in campo numerose azioni dal suo insediamento per migliorare l’assistenza: “Dati e cifre parlano chiaro. Non ha mai detto di aver risolto tutto, ma ha sempre mantenuto un dialogo trasparente per individuare e coprire le falle del sistema”. Secondo la consigliera, la sfida ora è proseguire su questa strada, evitando polemiche sterili e concentrandosi sui risultati.
L’intervento di Rocca: ascolto, dati, programmazione e trasparenza
Il presidente Rocca, in un video diffuso da Agenzia Vista, ha tracciato un quadro dettagliato dei prossimi passi. Le sue parole fanno capire come la Regione Lazio voglia uscire dalla logica dei grandi eventi per entrare in una fase operativa continua, fatta di programmazione tecnica, monitoraggio e correzione delle criticità.
Ascolto degli operatori e della società civile
Rocca ha ribadito l’importanza di “fare strategie partecipate”, ascoltando chi vive quotidianamente il sistema sanitario. Un ascolto che si basa su due anni e mezzo di analisi, da cui sono emersi punti di forza ma anche criticità strutturali che richiedono interventi urgenti.
“Fare le strategie, farle partecipate, ascoltare gli operatori, ascoltare la società civile”, ha sottolineato, ricordando come oggi esista finalmente una situazione finanziaria chiara e un quadro definito dei bisogni sul territorio. Su questa base la Regione Lazio intende programmare “in maniera tecnica, pulita, con gli strumenti normativi a disposizione”, anche avanzando proposte al governo nazionale per affrontare sfide che non sono solo finanziarie, ma anche ordinamentali e strutturali.
Trasparenza totale dei dati: il caso Agenas
Uno dei passaggi più significativi riguarda i dati pubblicati sul portale Agenas. Rocca ha ricordato che Regione Lazio e Basilicata sono le uniche due regioni a fornire i dati “nativi, trasparenti, esattamente come la legge richiede”.
Un elemento che – secondo Rocca – spiega perché alcuni numeri possano risultare più critici: “Da noi i dati emergono come devono, puliti e completi. Altre regioni inviano dati mese per mese, al netto di alcune criticità che invece nel Lazio emergono, com’è giusto che sia”.
Stop alle “liste di galleggiamento”
Rocca ha poi denunciato la pratica delle cosiddette “liste di galleggiamento”, ancora presenti in alcune realtà regionali: il cittadino chiama il Recup e la prestazione viene fissata a partire dal richiamo, non dalla prima richiesta. In questo modo i tempi d’attesa risultano artificiosamente più brevi.
“Nel Lazio questo non avviene. Non abbiamo liste di galleggiamento: i dati sono trasparenti e non manipolati”, ha ribadito il presidente, rivendicando una scelta di chiarezza nei confronti degli utenti e del sistema nazionale.
Prestazioni Recup raddoppiate nella Regione Lazio: 6 milioni in un anno
Dalla trasparenza ai numeri concreti: Rocca ha evidenziato un miglioramento importante nell’accesso alle prestazioni tramite Recup. “Nel 2022-2023 erano circa 2,5 milioni. Oggi sono sei milioni”, ha spiegato.
Un dato che testimonia una maggiore capacità di risposta del sistema e una migliore organizzazione dei calendari, con un incremento significativo delle prestazioni prenotate e tracciate.
Riduzione degli ambiti di garanzia dal 2026
Uno dei nodi più delicati riguarda gli ambiti territoriali di garanzia, oggi su base regionale. Rocca ha spiegato come in passato un cittadino di Rieti potesse essere mandato fino a Latina per una prestazione, con disagi evidenti sul piano logistico e sociale.
La Regione Lazio sta lavorando per ridurre drasticamente gli ambiti già da gennaio 2026, accorciando così le distanze necessarie per ricevere visite ed esami e rendendo il sistema più equo e vicino alle esigenze locali. L’obiettivo è ridurre il chilometraggio che i cittadini devono percorrere per ottenere una prestazione garantita, intervenendo sulla geografia reale dell’offerta sanitaria.
Focus su pronto soccorso e case della comunità nella Regione Lazio
Rocca ha evidenziato progressi significativi nella gestione dei pronto soccorso, dove i tempi d’attesa – secondo il presidente – sono stati ridotti grazie a un lavoro combinato di nuove procedure, assunzioni e riorganizzazione interna.
Il presidente ha inoltre ribadito che la priorità è il territorio: “Le case della comunità saranno centrali per ridurre la pressione sugli ospedali e garantire assistenza più capillare”, ha spiegato. Il potenziamento dei servizi territoriali viene visto come leva per evitare l’intasamento dei pronto soccorso e garantire continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti cronici e fragili.
Politica e sanità: basta polemiche sterili
Nel suo comunicato, Edy Palazzi ha concluso con un appello alla responsabilità politica: “La sanità non è né di destra né di sinistra, ma di tutti. Serve collaborazione, non polemiche sterili”.
Una linea che va nella stessa direzione di Rocca: trasformare il confronto in lavoro concreto, con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario della Regione Lazio più moderno, trasparente ed efficiente. Al termine della legislatura, saranno i cittadini a giudicare se questo cambio di passo avrà davvero migliorato la qualità dell’assistenza e la vita quotidiana delle persone.


