Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, interroga il sindaco Gualtieri sull’impiego della Polizia Locale nei campi nomadi e nei villaggi della solidarietà. Al centro della richiesta: agenti utilizzati, ore di straordinario, costi per Roma Capitale e risultati concreti dei presìdi.
Polizia Locale nei campi nomadi, Santori chiede i conti a Gualtieri: “Con questo sforzo, che risultati ci sono stati?”
Agenti della Polizia Locale impiegati nei campi nomadi e nei villaggi della solidarietà, mentre nei quartieri di Roma cresce la richiesta di controlli e sicurezza urbana. È il nodo sollevato da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Roberto Gualtieri per chiedere chiarezza sull’utilizzo del personale del Corpo capitolino presso gli insediamenti cittadini.
La domanda politica posta dal centrodestra è diretta: quanti agenti vengono destinati ogni anno a questi servizi, quante ore di straordinario vengono autorizzate, quanto costa tutto questo ai contribuenti romani e quali risultati produce in termini di sicurezza, controlli e contrasto al degrado? Un tema che, secondo Santori, non può restare confinato nelle pieghe della macchina amministrativa.
Polizia Locale Roma, Santori: “Agenti distolti dai servizi operativi per presidiare i campi rom”
“È inaccettabile che decine di agenti della Polizia Locale siano distolti dalle loro funzioni operative e impiegati quotidianamente nei campi nomadi e nei cosiddetti villaggi della solidarietà”, dichiara Santori, puntando il dito contro un modello di servizio che, nella maggior parte dei casi, si tradurrebbe in un presidio esterno con le pattuglie ferme davanti agli ingressi.
Il capogruppo leghista lega questa denuncia a un problema più ampio: la percezione di insicurezza nei quartieri e la richiesta, sempre più forte, di una presenza visibile dell’amministrazione comunale nelle strade. Per Santori, mentre intere zone di Roma chiedono più controlli contro degrado, abusivismo, microcriminalità, una parte significativa degli operatori verrebbe impiegata in servizi ritenuti poco incisivi rispetto alle emergenze quotidiane vissute dai residenti.
L’interrogazione al sindaco: costi, straordinari e personale impiegato della Polizia Locale
Il punto politicamente più rilevante è che la denuncia non resta sul piano della polemica. Santori ha depositato un’interrogazione a risposta scritta, protocollata il 23 giugno 2026, con cui chiede al sindaco Gualtieri di fornire dati precisi sull’impiego continuativo della Polizia Locale presso i villaggi della solidarietà e i campi nomadi cittadini.
Nell’atto vengono citati, tra gli altri, Castel Romano, Salviati, Candoni, Gordiani e Salone. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, da numerose segnalazioni provenienti da appartenenti alla Polizia Locale emergerebbe un impiego continuativo di personale presso tali strutture, anche con servizi straordinari in orario notturno e festivo. Vengono richiamate fasce orarie particolarmente pesanti, come quelle comprese tra l’1 e le 8, tra le 19 e le 2 e persino tra le 20 e le 8.
La richiesta è semplice, ma politicamente pesante: sapere quanti operatori siano stati impiegati negli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e nel primo semestre 2026, quante ore di straordinario siano state autorizzate e quale costo sia stato sostenuto.
Il nodo GSSU e la sicurezza nei quartieri
Uno dei passaggi più delicati riguarda il possibile coinvolgimento del GSSU, il Gruppo Sicurezza Sociale Urbana, nucleo chiamato a occuparsi anche di contrasto al degrado urbano, abusivismo, marginalità e situazioni di illegalità sul territorio cittadino. Nell’interrogazione Santori chiede di conoscere quali nuclei del Corpo siano stati impiegati e con quali percentuali di utilizzo, specificando il coinvolgimento del GSSU, dello SPE e dei Gruppi territoriali.
È qui che il tema assume una dimensione più ampia. Per la Lega e per il centrodestra capitolino, la Polizia Locale deve essere messa nelle condizioni di presidiare i quartieri, intervenire sul degrado, contrastare l’abusivismo commerciale, supportare le attività di polizia giudiziaria e contribuire alla sicurezza urbana. Se invece una quota consistente di personale viene destinata in modo continuativo a presìdi esterni, il Campidoglio deve spiegare se questa scelta sia davvero efficace e proporzionata alle esigenze della città.
Presidio esterno o attività operativa?
Santori contesta soprattutto l’utilità concreta di servizi che, secondo le segnalazioni richiamate nell’atto, si tradurrebbero spesso in una presenza statica o dinamica all’esterno degli insediamenti, senza specifiche attività investigative, di polizia giudiziaria, di verifica igienico-sanitaria, di controllo della dispersione scolastica o di prevenzione delle attività illecite.
La questione, dunque, non è soltanto dove vengano mandati gli agenti. Il punto è che cosa facciano durante quei servizi e quali risultati producano. Una pattuglia ferma davanti a un ingresso, se non inserita in un piano operativo chiaro, rischia di diventare un costo per l’amministrazione e insieme un’occasione persa per i quartieri che chiedono più controlli.
La richiesta di risultati della Polizia Locale: controlli, verbali, sequestri e informative
Nell’interrogazione Santori chiede se l’amministrazione abbia svolto analisi o relazioni interne per valutare l’efficacia concreta dei servizi presso campi nomadi e villaggi della solidarietà. Chiede inoltre di sapere quanti controlli, identificazioni, verbali, sequestri, attività di polizia giudiziaria, informative di reato, segnalazioni ambientali o interventi di sicurezza siano stati effettuati negli ultimi cinque anni.
È questo il passaggio più forte dal punto di vista amministrativo. Non basta dire che un servizio esiste. Bisogna dimostrare che funziona. Bisogna capire se produce risultati misurabili, se contribuisce davvero alla prevenzione o repressione di condotte illecite, se tutela gli operatori e se migliora la sicurezza dei cittadini.
Nel documento viene richiamato anche il tema delle aggressioni verbali e fisiche che, secondo quanto riferito da Santori, avrebbero subito diversi operatori della Polizia Locale in servizio presso i campi nomadi. Un punto che apre un ulteriore fronte: la tutela degli agenti, spesso chiamati a operare in contesti complessi.
La linea del centrodestra: più agenti sulle strade e trasparenza sui costi
La posizione politica è chiara. Per Santori, e più in generale per il centrodestra romano, il Campidoglio deve rimettere al centro il controllo del territorio. La sicurezza urbana non può essere affrontata con formule generiche, né con servizi di presidio di cui non siano noti obiettivi, costi e risultati. Serve sapere come vengono impiegate le risorse.
Il tema parla direttamente ai cittadini che chiedono più pattuglie, più interventi contro il degrado, più controllo contro occupazioni abusive, spaccio, roghi, abbandono di rifiuti. Ma parla anche agli agenti, che da anni lamentano carenze di organico, mezzi e personale operativo disponibile nei gruppi territoriali.
Ora il Campidoglio deve rispondere sulla Polizia Locale
La palla passa quindi al sindaco Gualtieri e agli assessorati competenti. L’interrogazione chiede se l’attuale modello, basato secondo Santori prevalentemente sul presidio esterno degli insediamenti, rappresenti davvero il miglior impiego possibile delle risorse della Polizia Locale di Roma Capitale. Oppure se sia arrivato il momento di rivedere l’organizzazione del servizio, destinando una quota maggiore di personale al controllo del territorio, alla sicurezza urbana, al contrasto del degrado e alla tutela dei cittadini.
Il punto è tutto qui: Roma può permettersi di utilizzare agenti e straordinari in servizi di cui non sono pubblicamente chiari risultati, costi e finalità operative, mentre interi quartieri chiedono più sicurezza? Santori chiede numeri, atti e trasparenza. Ora tocca al Campidoglio dimostrare se quel modello funziona davvero.
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