La Regione Lazio presenta il piano 2026-2028 per l’inclusione sociale nelle periferie. Tra le aree pilota ci sono Ostia, Fiumicino, Corviale, Tor Bella Monaca e Laurentino 38.
Regione Lazio, 8 milioni per le periferie: Ostia e Fiumicino nel piano inclusione 2026-2028
La Regione Lazio mette le periferie al centro di una nuova strategia di governo del territorio. Non un finanziamento isolato, non un intervento calato dall’alto su una singola categoria sociale, ma un piano sperimentale costruito per ricucire comunità, rafforzare i servizi e riportare le istituzioni nei territori dove fragilità, marginalità e bisogno di inclusione rischiano di trasformarsi in emergenza permanente.
Il 2 luglio, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, è stato presentato il Piano regionale degli interventi sperimentali di inclusione sociale nelle periferie laziali 2026-2028. A illustrarlo sono stati il presidente Francesco Rocca e l’assessore all’Inclusione Sociale e ai Servizi alla Persona Massimiliano Maselli, nell’ambito dell’azione del governo regionale. Il provvedimento parte con una dotazione iniziale di 8 milioni di euro e coinvolge dieci aree pilota tra Roma Capitale, Città Metropolitana e capoluoghi di provincia.
Per il litorale romano il dato politico è rilevante: nel piano entrano il Lido di Ostia, nel X Municipio, e Fiumicino, selezionato tra i due grandi Comuni della Città Metropolitana. Una scelta che riconosce il peso sociale, urbano e amministrativo di territori dove l’inclusione non può essere separata da legalità, sicurezza, welfare, sanità territoriale, scuola, terzo settore e qualità della vita.
Regione Lazio, il piano 2026-2028 per le periferie
Il piano presentato dalla Regione Lazio nasce dopo una mappatura scientifica curata dall’Università della Tuscia, individuata a seguito di un avviso pubblico rivolto agli atenei del territorio regionale. La scelta di affiancare la programmazione politica a un supporto tecnico-scientifico risponde a un’esigenza precisa: non limitarsi a finanziare progetti, ma costruire un modello sperimentale, monitorabile e potenzialmente replicabile.
La dotazione iniziale indicata è di 8 milioni di euro, con risorse provenienti da fondi regionali, nazionali, PNRR e FSE Plus. Nelle intenzioni della giunta, la cifra rappresenta una base di partenza su cui far convergere anche altri interventi e ulteriori linee di programmazione. La vera novità, però, sta nell’impostazione: non singole misure frammentate, ma un’azione sistemica che punta a far lavorare insieme istituzioni, servizi territoriali e realtà sociali.
Regione Lazio, le aree coinvolte: da Ostia a Corviale, da Fiumicino ai capoluoghi
Le aree romane individuate sono Tor Bella Monaca, nel VI Municipio, Laurentino 38, nel IX Municipio, Lido di Ostia, nel X Municipio, e Corviale, nell’XI Municipio. A queste si aggiungono Guidonia e Fiumicino per la Città Metropolitana di Roma, oltre a Latina, Rieti, Viterbo e Frosinone come capoluoghi di provincia.
La geografia del piano restituisce una fotografia chiara delle priorità della Regione Lazio: intervenire dove il disagio sociale si intreccia con la dimensione urbana, con il bisogno di servizi e con la necessità di rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni. In questo senso, il concetto di periferia non viene ridotto alla sola distanza dal centro, ma diventa una questione di comunità, accesso ai servizi, relazioni sociali e presenza dello Stato nei territori.

Maselli: “Comunità al centro e rete pubblico-privata”
Nel corso della presentazione, Massimiliano Maselli ha insistito su un passaggio centrale: il piano non finanzia interventi isolati, ma mette al centro le comunità locali. L’assessore ha spiegato che la Regione Lazio partirà da una fase di ascolto dei territori, coinvolgendo Comuni, Municipi, Roma Capitale, distretti sanitari delle Asl, distretti socioassistenziali, scuole, università, Asp, terzo settore, volontariato, associazionismo e cooperazione sociale.
La logica è quella di una rete pubblico-privata, ma dentro una cornice forte di programmazione istituzionale. La Regione pianifica, i territori partecipano, le realtà sociali contribuiscono alla costruzione degli interventi. È qui che il provvedimento assume un profilo politico preciso: l’inclusione sociale non viene letta come semplice assistenza, ma come rigenerazione della comunità, presidio delle fragilità e costruzione di responsabilità condivisa.
Il piano guarda a minori, giovani, anziani, persone con disabilità, famiglie e soggetti fragili, ma non li separa in compartimenti stagni. L’obiettivo dichiarato è lavorare sul territorio come insieme sociale, ricucendo relazioni, servizi e opportunità. Per questo Maselli ha definito la delibera una sorta di “pista di atterraggio” sulla quale potranno convergere anche altri assessorati regionali, dal lavoro alla formazione, dalla scuola alla cultura, dalla casa alle politiche giovanili.
Ostia nel piano della Regione Lazio: il X Municipio territorio pilota
Per Ostia, l’inserimento nel piano rappresenta un passaggio amministrativo e politico di peso. Il Lido viene riconosciuto come una delle aree in cui sperimentare una strategia integrata di inclusione e rigenerazione sociale, superando la logica degli interventi episodici. In un territorio complesso come il X Municipio, la periferia non è soltanto una categoria geografica: è anche una questione di servizi, decoro, mobilità sociale, sicurezza percepita, reti educative e capacità delle istituzioni di essere presenti.
Il piano 2026-2028 potrà diventare uno strumento utile se riuscirà a tradurre la programmazione regionale in progetti concreti, misurabili e aderenti ai bisogni dei quartieri. Per Ostia la sfida sarà proprio questa: trasformare l’inserimento nella sperimentazione in un’occasione reale per rafforzare il welfare territoriale, sostenere il terzo settore, costruire reti di prossimità e riportare il litorale romano dentro una politica regionale strutturale.
Fiumicino e il litorale romano nella strategia regionale
Accanto a Ostia, anche Fiumicino entra nel piano come uno dei due Comuni della Città Metropolitana scelti dalla Regione Lazio. Il dato è significativo perché allarga la strategia oltre Roma Capitale e riconosce al litorale un ruolo centrale. Fiumicino è un territorio in forte trasformazione, dove crescita demografica, sviluppo urbano, servizi sociali e infrastrutture pubbliche devono procedere insieme.
L’inserimento di Fiumicino accanto a Guidonia conferma la volontà della Regione di guardare ai grandi Comuni metropolitani non come aree marginali, ma come territori decisivi per costruire nuovi modelli di inclusione. Anche qui, il tema non è soltanto il disagio sociale, ma la capacità di creare comunità, servizi e relazioni in contesti che cambiano rapidamente.

Rocca: “Ricostruire relazioni, comunità e appartenenza”
Il presidente Francesco Rocca ha dato al piano una lettura più ampia, mettendo in discussione lo stesso concetto tradizionale di periferia. Secondo Rocca, oggi il problema non riguarda soltanto i quartieri lontani dal centro, perché anche alcune aree centrali rischiano di diventare “non luoghi”, spazi poveri di memoria, relazioni e senso di appartenenza.
Da qui l’obiettivo politico del piano: ricostruire tessuto connettivo, socialità e capacità di riconoscere l’altro. Rocca ha collegato la sperimentazione alla necessità di individuare buone pratiche e modelli replicabili, con il supporto dell’Università della Tuscia. Il piano non viene presentato come una soluzione immediata a tutte le criticità delle periferie, ma come un laboratorio di governo, costruito per capire quali interventi possano davvero rafforzare i territori.
Legalità, welfare e integrazione sociosanitaria
Uno dei passaggi più significativi riguarda il legame tra inclusione sociale e legalità. Maselli ha richiamato il valore simbolico della magnolia legata alla memoria di Giovanni Falcone, annunciando l’intenzione di portare alcune talee nelle periferie coinvolte, in collaborazione con il Reparto Forestale dei Carabinieri e con le istituzioni regionali. Un gesto simbolico, ma coerente con l’idea che la legalità si rafforzi anche attraverso la cura dei territori e il recupero delle fragilità.
Altro asse centrale è l’integrazione sociosanitaria. Rocca ha collegato il piano al lavoro sulle Case della Comunità, sugli Ospedali di Comunità e sui nuovi presidi territoriali. L’obiettivo è intercettare i bisogni sociali prima che diventino bisogni sanitari, costruendo un sistema più vicino alle persone e meno schiacciato sulla gestione dell’emergenza.
Regione Lazio, dalle periferie come emergenza alle periferie come priorità di governo
Il valore del Piano regionale 2026-2028 si misurerà nei prossimi mesi, quando la fase di ascolto dovrà trasformarsi in interventi concreti. Gli 8 milioni di euro rappresentano il punto di partenza, ma la vera partita sarà la qualità della progettazione e la capacità di far lavorare insieme istituzioni, terzo settore, scuole, sanità territoriale e comunità locali.
Per la giunta Rocca e per l’assessore Maselli, il piano diventa anche una prova di governo. Il centrodestra regionale sceglie di intervenire sulle periferie non solo come luoghi del disagio, ma come territori in cui ricostruire comunità, legalità, servizi e appartenenza. Per Ostia e Fiumicino, l’ingresso nella sperimentazione può rappresentare un’occasione concreta: portare il litorale romano dentro una politica regionale capace di guardare oltre l’emergenza e di misurarsi con i bisogni reali dei cittadini.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dalla Regione Lazio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


