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Parco del Drago, rischio sicurezza a Roma: albero crolla vicino alle case e scatta il rimpallo tra Comune e Municipio X

Al Parco del Drago, tra Dragona e Dragoncello, un pino crollato vicino alle abitazioni riaccende l’allarme sicurezza. Ma tra Comune e Municipio X è scontro sulle competenze, mentre i cittadini restano esposti al rischio.

Parco del Drago a Roma: rischio sicurezza tra alberi crollati e rimpallo istituzionale

Il Parco del Drago, tra Dragona e Dragoncello, torna al centro delle segnalazioni per un problema che non è più solo legato al degrado urbano, ma riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini. Nella notte tra il 30 e il 31 marzo, un grande pino è crollato a ridosso delle abitazioni, confermando un rischio che da tempo i residenti denunciano. Un episodio che poteva avere conseguenze ben più gravi e che oggi apre una questione ancora più delicata: chi deve intervenire per mettere in sicurezza l’area?

Le immagini documentano alberi spezzati, vegetazione incolta e una gestione che, nei fatti, appare assente. Ma il punto più critico non è solo lo stato del parco: è il vuoto di responsabilità che emerge dalle risposte ufficiali delle istituzioni.

Parco del Drago tra Dragona e Dragoncello: un’area senza gestione chiara

Il Parco del Drago rappresenta una delle aree verdi più estese del quadrante sud-ovest di Roma, a cavallo tra Dragona e Dragoncello, nel territorio del Municipio X. Un’area che, per dimensioni e posizione, dovrebbe essere oggetto di una gestione strutturata e costante, ma che negli anni è diventata terreno di segnalazioni e criticità.

Un parco grande, ma senza un referente operativo evidente

Proprio l’estensione del parco, superiore ai 20.000 metri quadrati, è uno degli elementi che emergono nelle comunicazioni ufficiali e che contribuisce alla complessità della gestione. Tuttavia, questa dimensione non dovrebbe tradursi in una mancanza di interventi, soprattutto quando sono in gioco condizioni di rischio documentate.

Albero crollato vicino alle case: il rischio non è più teorico

Il crollo del pino avvenuto a fine marzo segna un passaggio fondamentale nella vicenda. Non si tratta più di una segnalazione preventiva o di un’ipotesi di pericolo, ma di un evento concreto già verificatosi, che ha interessato un’area a ridosso delle abitazioni.

Un episodio che riaccende l’allarme sicurezza

Il cedimento dell’albero evidenzia una criticità strutturale legata alla manutenzione del verde. La presenza di alberature non controllate, unita alla crescita incontrollata della vegetazione, espone il territorio a rischi che possono aggravarsi in caso di maltempo o eventi atmosferici intensi.

Il rimpallo tra Comune e Municipio X sul Parco del Drago

È però dalle risposte istituzionali che emerge il nodo più delicato. Il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, rispondendo a una segnalazione protocollata, ha chiarito che l’intervento sul Parco del Drago non rientra nelle proprie competenze, rimandando la questione al Municipio X.

Municipio X: “Nessuna titolarità sull’area”

A sua volta, il Municipio X ha dichiarato di non avere titolarità giuridica né amministrativa sull’area, anche in ragione delle dimensioni del parco. Una posizione che, di fatto, esclude anche il livello municipale dalla gestione diretta.

Parco del Drago, il paradosso: nessuno interviene mentre il rischio resta

Il risultato è un paradosso che lascia i cittadini senza risposte. Da una parte il Comune, dall’altra il Municipio, ma nessuno dei due livelli istituzionali sembra riconoscere una competenza operativa sul Parco del Drago.

Segnalazioni protocollate ma senza interventi

Le segnalazioni inviate nei giorni successivi al crollo del pino, tra fine marzo e metà aprile, risultano acquisite e protocollate. Tuttavia, a queste comunicazioni non è seguito alcun intervento concreto di messa in sicurezza dell’area, lasciando di fatto invariata la situazione.

La convenzione urbanistica: esiste un responsabile per il parco?

All’interno della vicenda emerge un ulteriore elemento che potrebbe cambiare il quadro. Secondo quanto segnalato dall’associazione “Insieme per la Curtis Draconis”, esisterebbe una convenzione urbanistica attiva, che individuerebbe un soggetto responsabile della manutenzione dell’area.

Un nodo ancora da chiarire

Se confermata, la presenza di una convenzione aprirebbe un interrogativo preciso: perché questo soggetto non interviene? E soprattutto, perché non viene indicato in modo chiaro come riferimento operativo per la gestione del parco?

Tra alberi secchi e sterpaglie cresce anche il rischio incendi

Alla questione della sicurezza legata alle alberature si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il Parco del Drago presenta condizioni che potrebbero favorire lo sviluppo di incendi, a causa della presenza di erba alta, sterpaglie e vegetazione secca.

Un rischio che riguarda direttamente le abitazioni

La vicinanza dell’area verde alle zone residenziali amplifica la portata del problema, trasformando un potenziale incendio in una minaccia concreta per il quartiere.

Degrado e sicurezza: il Parco del Drago sempre meno controllato

La mancanza di manutenzione e accessibilità incide anche sul controllo del territorio. Alcune aree del Parco del Drago risultano difficilmente fruibili, favorendo situazioni di degrado e riducendo la percezione di sicurezza da parte dei residenti.

Le richieste dei cittadini: sicurezza e tempi certi per l’area verde

L’associazione “Insieme per la Curtis Draconis”, insieme ai comitati locali, ha avanzato richieste precise alle istituzioni. Tra queste, l’individuazione chiara del soggetto responsabile, l’attivazione immediata degli interventi di messa in sicurezza e la pulizia dell’area in funzione preventiva.

Una domanda che resta aperta

Al centro della vicenda resta una domanda semplice ma decisiva: chi deve intervenire per garantire la sicurezza al Parco del Drago?

Parco del Drago, la domanda resta: chi deve intervenire?

Nel Parco del Drago, a Roma, il problema non è più solo ambientale o legato al degrado urbano. È una questione di responsabilità. Mentre le istituzioni si rimpallano competenze e ruoli, il rischio resta sul territorio, visibile e documentato. E a pagare il prezzo di questa incertezza sono, ancora una volta, i cittadini.

 

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