Partenza complicata per la spiaggia dei cani sotto il Porto di Ostia. A pochi giorni dalla riapertura, ignoti avrebbero sradicato nella notte i cartelli del divieto di balneazione. Il nodo resta quello della sicurezza: dopo un ricalcolo, davanti a Nuova Ostia il tratto di costa senza bagnini sfiora i 450 metri.
Ostia, sradicati nella notte i cartelli del divieto di balneazione alla spiaggia dei cani
Partenza amara per la spiaggia dei cani di Ostia, tornata fruibile da pochi giorni sotto il Porto Turistico di Roma e già costretta a fare i conti con i primi danni. Nella notte tra sabato e domenica, ignoti avrebbero infatti manomesso e sradicato i paletti con i cartelli del divieto di balneazione, installati nell’area per segnalare l’assenza del servizio di salvataggio in mare.
La scoperta sarebbe avvenuta domenica mattina, poco dopo l’apertura dell’arenile alle ore 9, quando i dipendenti della spiaggia si sono trovati davanti alla cartellonistica danneggiata. Un episodio che, preso da solo, potrebbe sembrare l’ennesimo atto vandalico contro una struttura pubblica o aperta alla fruizione dei cittadini. In realtà, in questo tratto di Ostia, il problema assume un peso diverso: quei cartelli non indicano un semplice regolamento di comportamento, ma avvertono i fruitori della spiaggia del divieto di balneazione per assenza del servizio di salvataggio.
A denunciare l’accaduto è stata una signora che frequenta l’area con il proprio cane. “I teppisti hanno sradicato i paletti coi cartelli del divieto di balneazione”, ha raccontato, riferendosi agli avvisi posizionati da pochi giorni anche dopo le segnalazioni emerse sul tratto di litorale davanti a Nuova Ostia, tra piazza Lorenzo Gasparri, il lungomare Duca degli Abruzzi e l’area sotto il Porto.
Ostia, la ditta ripristina i cartelli: avvisi ricollocati a proprie spese
La situazione, secondo quanto riferito dai frequentatori dell’arenile, sarebbe stata risolta nell’immediato dalla ditta concessionaria della spiaggia. I dipendenti sarebbero intervenuti a proprie spese per ricollocare i cartelli danneggiati, ricreando i paletti di sostegno necessari a piantarli nuovamente sulla sabbia e renderli visibili ai cittadini.
Un intervento rapido, che ha evitato di lasciare l’area priva degli avvisi di sicurezza proprio nel primo fine settimana successivo alla riapertura. Il punto, però, resta politico e amministrativo prima ancora che materiale: in un tratto dove il mare è indicato come non balneabile per assenza di bagnini, la cartellonistica rappresenta il primo presidio informativo per famiglie, residenti, turisti e proprietari di cani che raggiungono la spiaggia.
Nella foto del cartello presente sull’arenile si leggono chiaramente le indicazioni dell’Area Cani / Dog Area e, soprattutto, l’avviso principale: “Balneazione non consentita per assenza del servizio di salvataggio”. Seguono il divieto di campeggio, il divieto di accendere fuochi, l’obbligo di raccolta delle deiezioni canine e le regole di comportamento per chi accede allo spazio con il proprio animale. Il cartello, quindi, non è un elemento secondario dell’arredo balneare, ma uno strumento necessario per informare chi arriva in spiaggia sui limiti e sui rischi dell’area.
Il nodo sicurezza a Ostia: quasi 450 metri di costa senza bagnini
L’episodio si inserisce in una vicenda che Il Marforio segue da settimane: quella del tratto di costa davanti a Nuova Ostia, dove resta aperto il tema dell’assenza del servizio di salvataggio. In un primo momento, il fronte di arenile senza presidio era stato stimato in circa 220 metri. Dopo un ricalcolo, però, l’estensione del tratto critico risulterebbe molto più ampia, arrivando a sfiorare i 450 metri di costa senza bagnini.
È questo il dato che cambia il peso della vicenda. Perché il danneggiamento dei cartelli non riguarda soltanto il decoro della spiaggia dei cani di Ostia, ma tocca direttamente il tema della sicurezza balneare su un pezzo consistente di litorale. Un tratto che, nelle scorse settimane, era già finito al centro delle segnalazioni per la presenza di famiglie e bambini in acqua nonostante il divieto di balneazione e per la mancanza, o la scarsa visibilità, degli avvisi rivolti ai bagnanti.
Il problema è particolarmente delicato perché l’area si trova in una zona frequentata, a ridosso del Porto Turistico di Roma e non lontano da piazza Lorenzo Gasparri, in un quadrante dove convivono spiagge libere, aree di passaggio, residenti, famiglie, fruitori con cani e cittadini che spesso arrivano senza conoscere nel dettaglio le condizioni dello specchio d’acqua. In questo contesto, ogni cartello rimosso o danneggiato riduce la possibilità per le persone di comprendere immediatamente dove si può entrare in acqua e dove, invece, la balneazione non è consentita.
Dai precedenti articoli alla nuova criticità
Il Marforio aveva già documentato, nelle precedenti pubblicazioni, il nodo della costa davanti a Ostia senza presidio di salvataggio, la presenza di bagnanti nel tratto vietato e il ritorno della spiaggia dei cani sotto il Porto dopo settimane di tensioni e confronti. Il nuovo episodio non cancella quel percorso, ma lo aggiorna: dopo la riapertura dell’area, la priorità non è soltanto garantire la fruizione dello spazio, ma anche tutelare la sicurezza di chi lo frequenta e di chi transita sulla costa.
In altre parole, la vicenda della spiaggia dei cani non può essere letta solo come una questione legata agli animali domestici. Il punto riguarda la gestione complessiva di un tratto di litorale di Ostia che, nella stagione estiva, viene attraversato da centinaia di persone e che necessita di informazioni chiare, controlli adeguati e servizi coerenti con l’afflusso previsto.
Riapertura complicata tra dune di sabbia, ripascimento e servizi ancora da completare
La riapertura della spiaggia dei cani sarebbe avvenuta giovedì 11 giugno 2026, ma il primo fine settimana di attività non è stato privo di difficoltà. Secondo quanto raccontato da alcuni fruitori dell’area, l’arenile risultava ancora segnato dagli effetti dei lavori di ripascimento, con accumuli e dune di sabbia non completamente livellati.
“La spiaggia questo weekend era ancora pieno di grosse dune di sabbia, che ostacolavano la vista dei nostri cani”, ha spiegato un cittadino che frequenta lo spazio. Un dettaglio che può sembrare marginale, ma che per chi utilizza l’area con animali liberi o in movimento ha una ricaduta concreta sulla possibilità di controllare il proprio cane e vivere la spiaggia in condizioni di maggiore tranquillità.
Secondo quanto riferito dai residenti, la situazione sarebbe comunque in via di risoluzione. La ditta appaltatrice avrebbe incontrato nella giornata di sabato alcuni responsabili di Ama, che avrebbero promesso la rimozione delle concentrazioni di sabbia all’inizio della settimana successiva. Una volta completata questa operazione, dovrebbero arrivare anche ulteriori servizi, tra cui i bidoni per la raccolta differenziata, attualmente non presenti sull’arenile.
Anche questo passaggio è centrale. Una spiaggia riaperta al pubblico, soprattutto in un’area sensibile e molto discussa come quella sotto il Porto di Ostia, non può limitarsi a essere formalmente accessibile. Deve essere fruibile, ordinata, comprensibile nei divieti, dotata dei servizi minimi e controllata nelle ore più delicate, soprattutto di notte, quando episodi come quello dei cartelli possono verificarsi senza testimoni.
Ostia, la residente: “Quest’area divide da anni, servono controlli notturni”
Sul danneggiamento dei cartelli, una residente invita a non sottovalutare il clima che da anni accompagna la presenza della spiaggia dei cani sotto Nuova Ostia. La cittadina, senza attribuire responsabilità dirette, collega l’episodio alla forte divisione che lo spazio avrebbe generato nel tempo tra favorevoli e contrari.
“Da anni, questo spazio ha spaccato l’opinione pubblica tra chi vuole quest’area sotto la Nuova Ostia e chi no. Non vorremmo che questo clima abbia favorito l’altra notte l’azione sconsiderata e vandalica di qualche persona contraria a questa realtà. Ci auguriamo che il Comune si adoperi per garantire la sicurezza di questo spazio nella notte”, ha dichiarato.
Una riflessione che resta, appunto, una valutazione personale e non una ricostruzione accertata delle responsabilità. Ma il tema del controllo notturno resta concreto. Perché se un’area appena riaperta, già inserita in un quadro delicato di divieti, sicurezza balneare e servizi ancora da completare, viene colpita nei suoi cartelli principali, allora la questione supera il singolo episodio vandalico.
La spiaggia dei cani di Ostia riparte dunque tra riapertura, danni, ripristini e lavori ancora da completare. Il vero nodo, però, resta quello della sicurezza lungo il tratto di costa davanti a Nuova Ostia. Cartelli leggibili, divieti chiari, controlli notturni e servizi adeguati non sono dettagli amministrativi: sono le condizioni minime per evitare che un’area pensata per essere fruita dai cittadini diventi, ancora una volta, terreno di confusione, tensioni e rischi.
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