Dopo la chiusura della sede di via Gian Carlo Passeroni a Ostia, CISL FP e UIL FP contestano la disposizione sulle ferie obbligatorie per il personale e chiedono al Municipio X l’apertura urgente del confronto sindacale.
Ostia, uffici sociali chiusi: la posizione di CISL FP e UIL FP sulla vicenda che tocca i dipendenti
Ostia, dopo la chiusura di via Passeroni esplode il caso ferie
Il caso della sede delle Politiche Sociali di via Gian Carlo Passeroni a Ostia si allarga e diventa anche una vertenza sindacale. Dopo la chiusura degli uffici dal 23 giugno al 31 luglio 2026, legata ai lavori urgenti di manutenzione nella struttura comunale, CISL FP Roma Capitale Rieti e UIL FP Roma Capitale contestano la gestione del personale e chiedono al Municipio X di sospendere la disposizione relativa alla fruizione obbligatoria delle ferie.
La vicenda si collega direttamente al caso già emerso nelle scorse ore sulla sede municipale di via Passeroni, dove sono stati affissi cartelli di chiusura e dove, sul posto, è stata documentata la presenza di una ditta specializzata in bonifica amianto. Il primo fronte era quello della sicurezza dell’edificio e dei chiarimenti chiesti sulla possibile presenza di materiali contenenti amianto. Ora se ne apre un secondo, non meno delicato: quello dei diritti dei lavoratori, delle ferie programmate e delle relazioni sindacali.
Secondo quanto ricostruito dalle organizzazioni sindacali, la comunicazione relativa alla chiusura della sede avrebbe previsto per il personale in servizio la fruizione delle ferie residue dell’anno 2025 e, in subordine, delle ferie 2026 in alternanza con il lavoro agile. Una scelta che i sindacati contestano, ritenendola eccessivamente generalizzata e non adeguatamente condivisa.
Ostia, la CISL FP chiede lo stop alla fruizione obbligatoria delle ferie
La CISL FP Roma Capitale Rieti, con una nota inviata il 24 giugno al direttore del Municipio Roma X, Marcello Visca, e per conoscenza al direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, esprime “forte perplessità” sulle modalità adottate dall’Amministrazione dopo la chiusura della sede di via G. Passeroni n. 24.
Il sindacato chiarisce di comprendere le esigenze organizzative connesse agli interventi di manutenzione programmati, ma contesta il ricorso generalizzato e obbligatorio alle ferie. Secondo la CISL FP, infatti, questa impostazione non sarebbe coerente con l’articolo 38 del CCNL Funzioni Locali, che individua nelle ferie un diritto del lavoratore e prevede una programmazione capace di contemperare le esigenze dell’Amministrazione con quelle del personale.
Il punto politico e sindacale è chiaro: la chiusura temporanea della sede non può trasformarsi automaticamente in una compressione della programmazione individuale delle ferie. Soprattutto in piena stagione estiva, quando molti dipendenti potrebbero avere già organizzato periodi di riposo, impegni familiari o vacanze in momenti diversi rispetto a quelli imposti dalla nuova disposizione.
Smart working e altre sedi come possibili alternative
Nella nota, la CISL FP sottolinea anche un passaggio rilevante: la stessa previsione del ricorso al lavoro agile dimostrerebbe l’esistenza di soluzioni organizzative alternative alla fruizione forzata delle ferie. In sostanza, se una parte dell’attività può essere svolta in smart working, allora la collocazione obbligatoria e generalizzata in ferie non appare l’unica strada possibile.
Per questo il sindacato chiede la sospensione della disposizione nella parte relativa alle ferie obbligatorie e la convocazione tempestiva delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL Funzioni Locali e della RSU. L’obiettivo dichiarato è individuare soluzioni condivise, dal lavoro agile all’assegnazione temporanea ad altre sedi, fino ad altre modalità capaci di garantire la continuità delle attività senza incidere unilateralmente sulle ferie dei dipendenti.
La UIL FP diffida l’Amministrazione: “Collocamento generalizzato in ferie”
Ancora più dura la posizione della UIL FP Roma Capitale, che nella propria comunicazione parla di formale contestazione e arriva a diffidare l’Amministrazione. Anche in questo caso la nota è indirizzata al direttore del Municipio Roma X e, per conoscenza, al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane.
La UIL FP riferisce di aver preso visione della comunicazione sulla chiusura della sede di via Passeroni dal 23 giugno al 31 luglio 2026, con la quale sarebbe stato disposto che tutto il personale in servizio nella struttura debba fruire delle ferie residue del 2025 fino a esaurimento e, se terminate, alternare settimanalmente ferie 2026 e smart working.
Secondo il sindacato, il potere datoriale di programmazione delle ferie non può tradursi in un collocamento d’ufficio “generalizzato, automatico e indiscriminato” del personale, fondato esclusivamente sulla temporanea indisponibilità della sede di servizio. Una formulazione netta, che sposta il confronto dal piano della semplice organizzazione interna a quello del rispetto delle garanzie contrattuali.
Il richiamo al CCNL Funzioni Locali
Anche la UIL FP richiama l’articolo 38 del CCNL Funzioni Locali del 16 novembre 2022, ricordando che le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile e non monetizzabile e che la loro fruizione deve essere programmata tenendo conto sia delle esigenze di servizio sia di quelle del dipendente.
Il sindacato contesta inoltre la mancata attivazione delle relazioni sindacali, richiamando gli articoli 4 e 5 del CCNL Funzioni Locali. Secondo la UIL FP, il provvedimento incide direttamente sull’organizzazione del lavoro, sulle modalità di esecuzione della prestazione e sulla gestione del tempo di lavoro: tutte materie che richiederebbero informazione preventiva e confronto con le organizzazioni sindacali.
Da qui la richiesta di sospendere immediatamente la disposizione nella parte relativa al collocamento obbligatorio in ferie, convocare sindacati e RSU del Municipio X e definire soluzioni alternative come smart working, assegnazione temporanea ad altre sedi o altre modalità idonee a garantire la continuità lavorativa.
Ostia, dal caso amianto alla tutela dei dipendenti comunali
La vicenda di Ostia assume quindi una doppia dimensione. Da una parte resta aperto il tema della sede chiusa, dei lavori urgenti e dei chiarimenti sulla possibile presenza di materiali contenenti amianto all’interno della struttura. Dall’altra emerge il nodo della gestione dei dipendenti comunali, che secondo i sindacati non possono essere messi davanti a una soluzione imposta senza un confronto preventivo.
È proprio questo il passaggio che rende il caso via Passeroni più ampio di una semplice chiusura temporanea. Quando un edificio pubblico diventa indisponibile per lavori, soprattutto se il contesto riguarda uffici delle Politiche Sociali e servizi rivolti a utenti fragili, l’Amministrazione deve garantire due obiettivi contemporaneamente: la sicurezza degli ambienti e il rispetto dei diritti dei lavoratori.
Nel caso specifico, CISL FP e UIL FP non negano le esigenze organizzative legate alla manutenzione della sede. Contestano però il metodo. Per i sindacati, l’Amministrazione avrebbe dovuto aprire un confronto, valutare preventivamente le alternative e costruire una soluzione capace di non scaricare sui dipendenti il peso della chiusura della struttura.
Municipio X chiamato al confronto
Ora la palla passa al Municipio X e agli uffici competenti di Roma Capitale. Le organizzazioni sindacali chiedono un riscontro rapido, la sospensione della disposizione sulle ferie obbligatorie e l’apertura del confronto. La UIL FP si riserva anche ulteriori iniziative a tutela dei diritti del personale e delle prerogative sindacali, qualora non arrivino risposte e non venga avviato il tavolo richiesto.
Il caso di Ostia, dunque, non si chiude con i cartelli affissi davanti alla sede di via Passeroni. Al contrario, si allarga. Dopo i dubbi sulla sicurezza dell’edificio e sulla gestione della chiusura al pubblico, arriva il fronte dei lavoratori. E qui la domanda diventa inevitabile: era davvero necessario imporre ferie generalizzate ai dipendenti, oppure era possibile organizzare diversamente il servizio attraverso smart working, trasferimenti temporanei e confronto sindacale?
La risposta non riguarda solo una sede municipale. Riguarda il modo in cui Roma Capitale gestisce le emergenze organizzative nei propri uffici, soprattutto quando a essere coinvolti sono servizi sociali, dipendenti pubblici e cittadini fragili. A Ostia, dopo il caso via Passeroni, la richiesta dei sindacati è netta: meno decisioni unilaterali, più trasparenza e un confronto immediato sulle soluzioni da adottare.
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