L’attrazione del Tagadà è annunciata dal 22 luglio al 31 agosto nel Parco Giuseppe Pallotta di Ostia. Un residente ha segnalato l’avvio del montaggio, mentre Giuseppe Conforzi ha chiesto verifiche urgenti sulle autorizzazioni, sull’impatto acustico e sulle misure previste per la sicurezza.
È prevista per oggi, mercoledì 22 luglio 2026, l’apertura del Tagadà nel Parco Giuseppe Pallotta di Ostia, dove l’attrazione e le giostre annesse dovrebbero rimanere fino al 31 agosto. Alla vigilia dell’apertura annunciata, un residente ha segnalato alla redazione l’avvio del montaggio, mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, ha chiesto agli uffici competenti chiarimenti urgenti sulle autorizzazioni, sull’impatto acustico e sulle misure previste per la sicurezza e l’ordine pubblico.
La notizia dell’arrivo del Tagadà al Parco Pallotta circola attraverso una locandina promozionale diffusa sui social, che annuncia il ritorno dell’attrazione a Ostia e una permanenza di oltre un mese. Proprio la durata dell’iniziativa, la vicinanza alle abitazioni e il possibile utilizzo serale di musica amplificata stanno alimentando le preoccupazioni di una parte del quartiere.
Il montaggio del Tagadà segnalato alla vigilia dell’apertura
Nella giornata del 21 luglio un residente ha contattato Il Marforio con un breve messaggio audio, segnalando che le operazioni di allestimento sarebbero già iniziate.
«Mo rinizia il casino, André. Stanno a montà adesso. Bisogna annà a vedé», ha riferito l’uomo, la cui identità viene tutelata dalla redazione.
La testimonianza restituisce il clima di apprensione presente tra alcuni abitanti della zona, ma non permette, da sola, di accertare lo stato amministrativo dell’iniziativa. L’avvio del montaggio non dimostra né l’assenza né il completamento delle autorizzazioni necessarie, che dovranno essere chiarite dagli uffici responsabili e dagli organizzatori.
La locandina indica come periodo di attività quello compreso tra il 22 luglio e il 31 agosto 2026 e presenta l’evento come il ritorno del Tagadà dopo diversi anni. La promozione prevede anche contenuti social durante i fine settimana, elemento che lascia prevedere una programmazione rivolta a un pubblico numeroso, soprattutto nelle ore serali.
La richiesta di Conforzi sulle autorizzazioni del Tagadà al Parco Pallotta
La questione è arrivata formalmente all’attenzione delle istituzioni il 20 luglio, quando Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio del Municipio Roma X, ha trasmesso una PEC al Municipio, alla Polizia Locale, ai dipartimenti capitolini competenti, alla Prefettura, alla Questura, al Commissariato di Ostia e ai Vigili del Fuoco.
Nella lettera viene espressa una netta contrarietà politica e amministrativa all’installazione del Tagadà nel Parco Pallotta per il periodo annunciato. Conforzi chiede di sapere se siano state presentate richieste per la concessione e l’occupazione dell’area pubblica e se siano già stati adottati provvedimenti autorizzativi.
Qualora i titoli non fossero stati ancora rilasciati, il consigliere ne domanda il diniego; in caso contrario, sollecita un riesame in autotutela, con la possibile sospensione o revoca prima dell’apertura.
Sicurezza, collaudi e impatto acustico
La richiesta non riguarda soltanto la disponibilità del suolo pubblico. Nella PEC vengono domandate copie dell’autorizzazione allo spettacolo viaggiante, dei collaudi e dei codici identificativi delle attrazioni, del piano di sicurezza e di evacuazione, delle certificazioni degli impianti elettrici e delle strutture, della valutazione di impatto acustico e dell’eventuale deroga ai limiti di rumore.
Tra i documenti richiesti figurano anche gli orari autorizzati per l’apertura, la chiusura e l’utilizzo degli impianti di amplificazione, il piano di vigilanza, le modalità di raccolta dei rifiuti e il ripristino del parco al termine della manifestazione.
Il punto centrale, nel giorno dell’apertura prevista, è dunque capire quali prescrizioni siano state imposte e come verranno applicate. La presenza di un’autorizzazione, infatti, non esaurisce il problema della compatibilità dell’iniziativa con un’area verde inserita in un contesto densamente abitato.
Rumore e ordine pubblico, i timori del quartiere per il Tagadà
La vicinanza tra il Parco Pallotta e le abitazioni rappresenta uno dei nodi principali. Secondo la lettera inviata da Conforzi, le caratteristiche del Tagadà comportano normalmente musica ad alto volume, richiami vocali e una concentrazione significativa di pubblico, con possibili conseguenze sulla quiete e sulla vivibilità del quadrante.
Nel quartiere restano inoltre ricordi legati a precedenti allestimenti di attrazioni e manifestazioni nella stessa area. Alcuni residenti riferiscono di musica protratta fino a tarda sera, liti, situazioni di disordine e interventi delle forze dell’ordine.
Si tratta di testimonianze che richiedono riscontri documentali e che non possono essere automaticamente attribuite agli attuali organizzatori o al pubblico che frequenterà le giostre.
La PEC richiama anche racconti relativi a situazioni particolarmente spiacevoli vissute, in passato, da alcune ragazze allora minorenni. Il documento precisa di non formulare accuse nei confronti degli operatori attuali e di non attribuire responsabilità per episodi risalenti nel tempo e non verificati in quella sede.
È un passaggio che impone cautela, ma che rafforza la richiesta di una vigilanza adeguata nelle ore serali, con particolare attenzione alla tutela dei più giovani. Il problema non può essere ricondotto all’origine o all’appartenenza sociale delle persone presenti: la valutazione deve basarsi sui comportamenti, sul rispetto delle regole e sulla capacità delle istituzioni di prevenire disordini.
Il Parco Pallotta tra eventi e tutela dei residenti
La contestazione non riguarda l’utilizzo del Parco Pallotta come spazio pubblico di aggregazione. L’area ha già ospitato concerti, spettacoli e iniziative culturali e può continuare a rappresentare un luogo per il teatro all’aperto, la musica, lo sport e le attività rivolte alle famiglie.
La distinzione posta dai residenti e da Conforzi riguarda il tipo e la durata dell’iniziativa. Un evento temporaneo e regolamentato ha un impatto diverso rispetto a un’attrazione meccanica presente per oltre quaranta giorni, potenzialmente operativa ogni sera e collocata a breve distanza dalle finestre delle abitazioni.
Nella parte conclusiva della PEC si sostiene che il parco debba essere valorizzato attraverso manifestazioni compatibili con il quartiere, senza trasformarsi per più di un mese nella sede di un’attrazione rumorosa i cui effetti ricadano sui residenti.
Concerti, spettacoli teatrali, iniziative sportive e appuntamenti culturali possono contribuire a rendere vivo il Parco Pallotta. La richiesta avanzata da una parte del quartiere è però che tali attività siano proporzionate al luogo, controllate e compatibili con il diritto al riposo di chi vive nelle abitazioni circostanti.
Le risposte attese nel giorno dell’apertura
Con l’apertura del Tagadà al Parco Pallotta prevista oggi, restano da chiarire l’orario effettivo di funzionamento, le eventuali limitazioni alla musica, il piano di sicurezza, il presidio dell’area e le misure per proteggere il parco e garantire il riposo delle persone che vivono nelle vicinanze.
Al momento della pubblicazione, il tema non è stabilire preventivamente che l’iniziativa sia irregolare, ma verificare se tutte le autorizzazioni siano state rilasciate, quali condizioni contengano e se l’organizzazione sia in grado di rispettarle.
La lettera di Conforzi chiedeva un riscontro immediato e comunque precedente all’avvio dell’attività.
Il Marforio seguirà l’apertura e gli sviluppi della vicenda, raccogliendo le risposte delle istituzioni, la posizione degli organizzatori e le segnalazioni dei cittadini. La prova decisiva sarà rappresentata dal funzionamento concreto dell’area nelle prossime serate: rumore, sicurezza, rispetto degli orari e convivenza con il quartiere saranno i parametri con cui valutare l’impatto reale del Tagadà.
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