Poliziotti e Ama buttano via gli oggetti del mercatino nomade su viale della Vittoria, a Ostia: sul posto anche alcuni ragazzi di etnia rom.

Ostia, stop al mercatino abusivo sotto il Cisternone: blitz interforze tra Ama e polizie

Blitz ad Ostia contro un mercatino abusivo sotto il Cisternone: la lotta a degrado e illegalità prosegue con un colpo anche ai nomadi a Roma.

Blitz ad Ostia Levante: il mercatino sotto il Cisternone stroncato all’alba

Non sarà il colpo finale, ma di certo ha messo un freno — almeno per un giorno — al “mercatino delle pulci” abusivo che si allestisce sotto il Cisternone di Ostia. Ieri all’alba, una task force composta da operatori Ama, agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale ha interrotto la vendita di oggetti raccolti dalla spazzatura lungo viale della Vittoria. Una zona tristemente nota per questi “mercatini” che, da decenni, coinvolgono una comunità nomade dedita al degrado e al commercio illegale.

Denuncia diretta e intervento deciso

Ama interviene al mercatino nomade di viale della Vittoria a Ostia: raccolti quintali di rifiuti e oggetti di dubbia provenienza.
Ama ritira l’immondizia venduta dai mercatini nomadi a Ostia Levante. – (Mauro Delicato) – (www.ilmarforio.it)

La vicenda è emersa grazie a Mauro Delicato, presidente dell’associazione “Giustizia X Ostia”, che da mesi documenta con video e foto il degrado a pochi passi dal parco Pietro Rosa. Erano quasi le 8 del mattino quando le forze dell’ordine hanno ripulito l’area: cianfrusaglie ammassate e vendute come merce (spesso raccolta nei cassonetti Ama) sono state caricate e smaltite. Un segnale chiaro: lo Stato prova a disincentivare questi fenomeni nel Municipio X — e oltre.

Il contesto più ampio di Ostia: blitz estivi nei campi nomadi di Roma

L’azione di Ostia si inserisce in una campagna più ampia contro l’illegalità nei campi nomadi. È recente il maxi-blitz, avvenuto il 28 agosto 2025, nel campo nomadi di via Luigi Candoni, nella periferia sud-ovest della città. In quell’operazione interforze (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale) è emersa una vera e propria stock-house di prodotti griffati rubati — borse, cinture, profumi, abiti di lusso — stoccati in roulotte e trolley a uso mercato parallelo.

Sono stati identificati decine di occupanti, molti con precedenti, e due cittadini (di origine bosniaca) sono stati accompagnati all’Ufficio Immigrazione per valutazione di eventuali espulsioni. La refurtiva tracciata è stata messa in sicurezza nei depositi giudiziari in attesa di restituzione ai legittimi proprietari, che potranno reclamarla presentando denuncia e documentazione fotografica.

Questo blitz rappresenta un passo concreto della strategia messa in campo dalla Questura di Roma, rivolta a colpire la ricettazione e spezzare le reti di smistamento della merce rubata, rendendo più sicure le periferie.

Due fronti della stessa battaglia

Che si tratti di cianfrusaglie vendute sotto il Cisternone o di stock-house di lusso in un campo nomadi, il quadro è chiaro: degrado, illegalità e commercio illecito continuano a contaminare spazi urbani e periferie. Le istituzioni reagiscono — ma serve una strategia vincente e sistemica.

Per Ostia, l’azione riflette una risposta urgente ai disagi quotidiani dei cittadini. A fine agosto, il blitz a via Candoni ha colpito il cuore della filiera criminale. Insieme, queste operazioni testimoniano un approccio integrato: pulizia urbana, sicurezza e inclusione, come previsto dal Piano d’Azione Capitolino 2023–2026.

Prospettive future: cosa serve per fermare il ciclo a Ostie e a Roma

Serve più di un blitz isolato. Serve un modello che integri:

  • Controlli mirati e frequenti nei punti critici come mercatini abusivi e campi nomadi;

  • Intervento sanitario e sociale: l’ASL Roma 3 dovrebbe attivare sopralluoghi igienico-sanitari dove si verificano situazioni di vendita spazzatura — per garantire salute pubblica;

  • Inclusione reale: politiche abitative alternative e percorsi di integrazione, anziché lasciare emergere solo soluzioni coercitive;

  • Coinvolgimento dei cittadini: continuerà a essere essenziale il lavoro di associazioni locali come “Giustizia X Ostia”, che denunciano il degrado e spingono per risposte concrete.

Lo Stato ha già mosso dei passi: sgomberi, sequestri, interventi interforze. Ma ora serve continuare sulla strada della prevenzione, puntando su strumenti duraturi e strutturati.

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