Jacopo Di Paolo indica il punto pericoloso sul cavalcavia di via Gaetano Chierchia a Ostia per i non vedenti

Ostia, rischio sul cavalcavia: “Così un non vedente può cadere nel vuoto”

A Ostia, sul cavalcavia di via Gaetano Chierchia, le siepi utilizzate come guida naturale per non vedenti risultano interrotte, creando un concreto rischio di caduta. La denuncia arriva da Jacopo Di Paolo: segnalazioni già fatte negli anni, ma gli interventi restano insufficienti.

Ostia, pericolo sul cavalcavia: la denuncia dei non vedenti

A Ostia esiste un punto della città dove camminare può diventare un rischio concreto, soprattutto per chi non vede. Siamo sul cavalcavia di via Gaetano Chierchia, a pochi passi dalla stazione di Lido Centro: qui, lungo i marciapiedi, le siepi che dovrebbero garantire sicurezza e orientamento alle persone con disabilità visiva risultano interrotte, creando veri e propri vuoti.

Un problema che, secondo chi lo vive quotidianamente, non è solo degrado urbano, ma un potenziale pericolo reale. Perché dove la “guida naturale” si interrompe, può esserci un dislivello, e quindi il rischio di una caduta.

A lanciare l’allarme è Jacopo Di Paolo, delegato dell’Associazione Disabili Visivi e membro della Consulta per la Disabilità del Municipio X, che ha deciso di riportare al centro dell’attenzione una criticità nota da anni.

Il caso di Ostia: cosa succede sul cavalcavia di via Chierchia

La “guida naturale” che diventa un rischio

Per comprendere la gravità della situazione, è necessario spiegare un concetto chiave: la guida naturale.
Per le persone non vedenti o ipovedenti, elementi continui come siepi, muri o cordoli rappresentano riferimenti fondamentali per orientarsi nello spazio.

Sul cavalcavia di Ostia, però, questa guida naturale è compromessa.

“La siepe deve essere continua, punto e basta”, spiega Di Paolo. “Quando è interrotta, crea un vuoto che può diventare pericoloso”.

In diversi punti del percorso, infatti, la vegetazione presenta buchi e interruzioni. Sotto questi varchi si trova un dislivello: non immediatamente percepibile, ma sufficiente a rappresentare un rischio per chi cammina senza riferimenti visivi.

“Così si rischia di cadere”: la testimonianza esclusiva

Il rischio concreto per chi non vede

Il problema non è teorico. È concreto.

“Se il bastone non intercetta bene il punto – racconta Di Paolo – può capitare che una persona metta il piede dove non dovrebbe. E lì si può cadere”.

Il bastone bianco, infatti, è uno strumento fondamentale ma non infallibile.
Per funzionare correttamente, deve coprire in modo completo lo spazio davanti alla persona. Ma nella realtà quotidiana, questo non sempre accade.

Un problema ancora più grave: la scarsa consapevolezza

A rendere tutto più critico è un dato poco noto:
molte persone ipovedenti, soprattutto anziane, non utilizzano il bastone bianco e non conoscono il concetto di guida naturale.

“Chi perde la vista a 60 o 70 anni – spiega Di Paolo – spesso non ha fatto corsi di orientamento e mobilità. E quindi non sa nemmeno cosa sia una guida naturale”.

Questo significa che il rischio riguarda una fascia molto ampia di cittadini, spesso invisibile.

Segnalazioni da anni a Ostia, ma interventi insufficienti

La cronologia: dal 2024 a oggi

La situazione non è nuova.
Secondo quanto ricostruito, la criticità è stata segnalata già nel 2024 come cittadino, e successivamente portata all’attenzione della Consulta per la Disabilità del Municipio X.

Sono state avviate commissioni, incontri istituzionali e momenti di confronto.

“Ci hanno ascoltato – riconosce Di Paolo – ma poi è stata fatta solo una pulizia. Il problema non è stato risolto”.

Il nodo: interventi parziali e non strutturali

Ed è proprio qui il punto centrale.

Gli interventi effettuati nel tempo non hanno riguardato la ricostruzione delle siepi mancanti né l’introduzione di elementi di sicurezza alternativi, come muretti o gradini protettivi.

Risultato: la criticità è rimasta invariata.

Manutenzione del verde e lavori pubblici: il problema strutturale

Dietro questa situazione, emerge un tema più ampio che riguarda l’intera Ostia e, in generale, Roma.

Da un lato, la manutenzione del verde, affidata a un servizio con personale ridotto.
Dall’altro, la necessità di interventi strutturali, che competono ai lavori pubblici.

“Il servizio giardini ha pochissimo personale – spiega Di Paolo – ma se manca una soluzione strutturale, il problema resta”.

Questa divisione di competenze rischia di tradursi in un rimpallo operativo, dove le criticità restano senza una soluzione definitiva.

Ostia e accessibilità: un problema che va oltre il cavalcavia

Una città non sempre pensata per tutti

Il caso del cavalcavia di via Chierchia non è isolato.
Rappresenta, piuttosto, un esempio di come l’accessibilità urbana venga spesso sottovalutata.

Rampe mancanti, segnaletica insufficiente, percorsi interrotti: sono problemi che incidono sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini.

Quando il degrado diventa pericolo

In questo contesto, il degrado urbano non è solo una questione estetica.

Diventa sicurezza.
Diventa rischio.
Diventa una barriera concreta.

Una criticità di Ostia nota da anni che attende ancora una soluzione

Il caso di Ostia solleva una domanda semplice ma decisiva:
quanto tempo deve passare prima che una segnalazione diventi una soluzione?

Il problema del cavalcavia di via Gaetano Chierchia è noto da anni, è stato segnalato più volte e discusso anche in sede istituzionale.

Eppure, ancora oggi, resta irrisolto.

“Non è mai successo nulla finora – conclude Di Paolo – ma il rischio c’è. E non possiamo aspettare che accada qualcosa”.

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