Discarica abusiva nel parcheggio di via dei Pescatori a Ostia

Ostia, rimossi i cassonetti da via dei Pescatori ma restano i rifiuti: lo slargo diventa una discarica

Le fotografie scattate tra il 22 e il 23 luglio 2026 mostrano rifiuti, ingombranti e materiali di risulta nello slargo di via dei Pescatori, vicino al Borghetto di Ostia. Nel settembre 2025, nello stesso punto, erano ancora presenti diversi cassonetti. I residenti chiedono il ripristino del servizio, la pulizia dell’area e maggiori controlli.

OSTIA – Sacchi, bottiglie, cartoni, ingombranti e materiali di risulta si accumulano nello slargo di via dei Pescatori, in prossimità del Borghetto dei Pescatori di Ostia. La situazione, fotografata tra il 22 e il 23 luglio 2026, è stata segnalata dal signor Tonino attraverso il gruppo Facebook “Ostia Comune”. Nello stesso punto, come documentano le immagini di Google Street View del settembre 2025, erano presenti diversi cassonetti per la raccolta dei rifiuti, oggi non più visibili. La loro rimozione, tuttavia, non avrebbe fermato gli abbandoni e avrebbe lasciato i residenti senza una postazione di conferimento vicina.

Il caso interessa uno slargo utilizzato anche come parcheggio, situato lungo il canale e nelle vicinanze di attività di ristorazione e strutture nautiche. Una zona frequentata non soltanto dagli abitanti del Borghetto, ma anche da clienti, visitatori e persone dirette verso il litorale romano.

Ostia, rifiuti e ingombranti nello slargo di via dei Pescatori

Le fotografie mostrano rifiuti di diversa natura sparsi lungo il margine della strada. Tra i materiali visibili compaiono buste di plastica, imballaggi, bottiglie, cartoni, pannelli, assi di legno, una sedia rovesciata, frammenti di laterizi e materiali apparentemente riconducibili a piccoli lavori edili.

Nel cumulo sono presenti anche lastre ondulate verdi, il cui materiale non può essere identificato con certezza attraverso le sole immagini. Altri rifiuti risultano dispersi tra la vegetazione spontanea e le sterpaglie secche, interessando un’area più ampia rispetto al deposito principale.

Non si tratta, dunque, di pochi sacchetti lasciati occasionalmente. Le fotografie restituiscono la presenza di materiali presumibilmente depositati in momenti differenti, con una progressiva trasformazione dello slargo in un punto di conferimento irregolare.

Un’area attraversata anche dai pedoni

La situazione incide anche sulla fruibilità dello spazio. Una delle immagini mostra alcune persone costrette a percorrere il margine della strada accanto ai rifiuti, alla vegetazione e a una superficie irregolare.

Tra buche, dislivelli, oggetti abbandonati e possibili materiali taglienti, il problema non riguarda soltanto il decoro urbano. Lo slargo si trova a ridosso della carreggiata e viene utilizzato come zona di passaggio, con conseguenze anche sulla sicurezza dei pedoni e sull’accessibilità dell’area.

Nel settembre 2025 erano ancora presenti diversi cassonetti in quel punto di Ostia

Il confronto con le immagini storiche consente di ricostruire un elemento decisivo. Nel settembre 2025, nello stesso tratto di via dei Pescatori, Google Street View mostrava una postazione composta da numerosi cassonetti allineati lungo il bordo della strada.

Tra i contenitori erano visibili anche quelli destinati a differenti tipologie di raccolta. La schermata conferma quindi che, meno di un anno prima delle fotografie attuali, nello slargo esisteva una postazione organizzata per il conferimento dei rifiuti urbani.

A distanza di circa dieci mesi, nelle immagini del luglio 2026, i cassonetti non compaiono più. Rimane però il comportamento di chi continua ad abbandonare i propri rifiuti nel punto in cui precedentemente si trovavano i contenitori.

I cassonetti sono spariti, ma gli abbandoni continuano

È proprio questo contrasto a dare maggiore forza alla segnalazione: i cassonetti sono stati rimossi, ma il problema non è scomparso. Al contrario, lo slargo continua a essere utilizzato per lasciare sacchi, ingombranti e materiali di diversa natura.

Secondo quanto raccontato dal signor Tonino, la vecchia postazione comprendeva quattro cassonetti per l’indifferenziato, un contenitore per la plastica, uno per la carta, una campana per il vetro e un cassone per l’organico.

Il residente sostiene che i contenitori sarebbero stati eliminati dopo numerose segnalazioni riguardanti i rifiuti lasciati all’esterno delle strutture. Questa ricostruzione, però, necessita ancora di un chiarimento ufficiale.

Le fotografie e Google Street View confermano la presenza dei cassonetti nel settembre 2025 e la loro assenza nel luglio 2026, ma non consentono di stabilire quando siano stati rimossi, chi abbia disposto l’intervento e quale sia stata la motivazione amministrativa.

La denuncia dei residenti: «Non siamo cittadini di serie B»

Nel suo intervento, Tonino utilizza un’espressione molto dura: “cittadini di serie B”. Il riferimento è alla percezione di una piccola comunità che si sente trascurata e che, pur pagando regolarmente le tasse, lamenta la perdita di un servizio considerato essenziale.

«Capisco che siamo una piccola comunità, portiamo pochi voti e siamo perlopiù anziani, ma le tasse le paghiamo».

Il residente chiede che al Borghetto dei Pescatori venga garantito un sistema di raccolta accessibile.

Il messaggio non assolve, naturalmente, chi continua ad abbandonare illegalmente i rifiuti. La responsabilità dei comportamenti incivili resta evidente. Allo stesso tempo, la rimozione di una postazione senza un’alternativa sufficientemente vicina rischia di creare un problema concreto per gli abitanti.

Il disagio per gli abitanti più anziani

Secondo la segnalazione, molti residenti sarebbero oggi costretti a percorrere una distanza maggiore per raggiungere gli altri punti di conferimento presenti nella zona.

Tonino parla di “centinaia di metri”. La distanza effettiva dovrà essere verificata, ma il tema resta rilevante: per una persona anziana, con difficoltà motorie o priva di automobile, anche il conferimento quotidiano dei rifiuti può trasformarsi in un disagio.

Il problema riguarda quindi non soltanto la pulizia dello slargo, ma anche la continuità e l’accessibilità del servizio pubblico di raccolta a Ostia.

Sterpaglie e rifiuti: i timori per le condizioni igieniche del parcheggio di Ostia

Le fotografie mostrano inoltre vegetazione secca e incolta, dentro cui sono finiti bottiglie, sacchi, cartoni e altri materiali. Una situazione particolarmente delicata durante la stagione estiva, quando le sterpaglie aumentano la vulnerabilità delle aree abbandonate.

I residenti chiedono una pulizia approfondita e temono che l’accumulo possa favorire la presenza di topi, rettili, insetti e zecche. Queste preoccupazioni devono però essere riportate con prudenza: le immagini documentano il degrado, la vegetazione e i rifiuti, ma non provano direttamente l’esistenza di un’infestazione.

Resta comunque evidente la necessità di un intervento che non si limiti alla rimozione dei sacchetti più visibili. La presenza contemporanea di rifiuti domestici, ingombranti, materiali apparentemente edili e sterpaglie richiede la pulizia dell’intero spazio e il ripristino delle condizioni minime di decoro.

La richiesta di ripristinare i cassonetti e installare telecamere

Il gruppo definito nella segnalazione come nuovo comitato dei “Cittadini di serie B” chiede il ripristino del servizio dei cassonetti, la rimozione dei rifiuti e l’installazione di telecamere di sorveglianza per individuare le persone responsabili degli abbandoni.

Il residente annuncia anche l’invio di una lettera-denuncia agli organi competenti. La richiesta di videosorveglianza nasce dalla convinzione che la sola eliminazione dei contenitori non possa contrastare comportamenti ormai consolidati.

Un eventuale sistema di controllo richiederebbe valutazioni tecniche e amministrative. Prima ancora, però, appare urgente rimuovere i rifiuti già presenti e chiarire quale modalità di raccolta sia oggi prevista per gli abitanti del Borghetto dei Pescatori.

Le domande rivolte ad AMA e al Municipio X

Restano aperte diverse questioni. Occorre sapere quando siano stati rimossi i cassonetti, per quale motivo, se siano stati trasferiti in un altro punto e dove debbano conferire oggi i residenti.

Servono inoltre tempi certi per la pulizia dello slargo e una strategia capace di impedire che, dopo l’intervento, l’area torni rapidamente nelle stesse condizioni. La rimozione dei rifiuti, infatti, rischierebbe di essere soltanto una soluzione temporanea in assenza di controlli e di un servizio adeguato alle necessità del quartiere.

Un problema che danneggia anche l’immagine di Ostia

La situazione assume un peso ulteriore per la posizione dell’area. Lo slargo si trova nelle vicinanze del Borghetto dei Pescatori, uno dei luoghi più riconoscibili e caratteristici del litorale romano, davanti ad attività frequentate da residenti e visitatori.

Il contrasto tra il valore storico e turistico della zona e l’accumulo di rifiuti è evidente. Il caso di via dei Pescatori non può quindi essere liquidato come una normale fotografia del degrado.

Le immagini del settembre 2025 e quelle del luglio 2026 raccontano un prima e un dopo molto chiari: la postazione di raccolta è scomparsa, ma i rifiuti sono rimasti. A pagarne le conseguenze sono i residenti, le attività economiche della zona e, ancora una volta, l’immagine complessiva di Ostia.

 

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