Alla rotonda tra via delle Caroline, via Carlo Marenco di Moriondo e via Costanzo Casana, a Ostia, un video girato nella mattinata del 19 giugno mostra operatori con soffiatori lungo il margine stradale. L’attivista Paola Torbidoni denuncia: “I rifiuti non vengono raccolti, vengono buttati dentro la pineta”.
Il video girato a Ostia alla rotonda delle Acque Rosse
Una nube di polvere si alza dal bordo della strada e viene spinta verso l’area verde, a ridosso della Pineta delle Acque Rosse. È questa la scena ripresa nella mattinata di venerdì 19 giugno 2026, intorno a mezzogiorno, alla rotonda che collega via delle Caroline, via Carlo Marenco di Moriondo e via Costanzo Casana, a Ostia. Nel filmato, segnalato dall’attivista Paola Torbidoni, si vedono operatori impegnati con un soffiatore lungo il margine stradale, in un punto particolarmente delicato del litorale romano, vicino all’area verde della pineta e al contesto della Riserva Naturale del Litorale Romano.
Le immagini mostrano almeno due operatori con divisa da lavoro scura. Uno porta sulle spalle un soffiatore a motore e indirizza il getto d’aria verso il bordo della carreggiata e la banchina sterrata. L’altro lo affianca con una scopa o un rastrello. L’effetto visibile è immediato: polvere, foglie e materiale leggero vengono sollevati dal suolo e spinti verso la vegetazione, mentre sulla strada transitano auto e scooter. Il video non consente di stabilire se, dopo il passaggio del soffiatore, sia avvenuta una successiva raccolta del materiale. Proprio questo, però, è il nodo della segnalazione.
Ostia, la denuncia di Paola Torbidoni: “Buttano i rifiuti dentro la pineta”
Secondo Paola Torbidoni, da tempo attenta alle condizioni della zona, il problema non sarebbe episodico ma legato al modo in cui viene svolta la pulizia. Nell’audio inviato alla redazione, l’attivista pone una domanda semplice e pesante: “Come mai la pineta è piena di rifiuti?”. La risposta, nella sua ricostruzione, è altrettanto netta: “Perché vengono con il soffiatore. Sono in tre: uno usa il soffiatore, l’altro passeggia con il rastrello senza usarlo e l’altro sta sul camioncino seduto. Praticamente buttano tutti i rifiuti all’interno della pineta. Non tolgono niente, non ramazzano niente, non spazzano niente. Buttano da una parte all’altra”.
È una denuncia dura, che chiama in causa non solo il singolo intervento, ma l’intera logica della manutenzione urbana in un’area sensibile di Ostia. Dal filmato visionato si distinguono chiaramente due operatori e l’uso del soffiatore lungo il bordo stradale. La presenza di un terzo addetto sul camioncino viene invece riferita da Torbidoni e andrà eventualmente verificata dagli enti competenti. Resta il dato visivo: il materiale presente a terra viene movimentato verso l’interno dell’area verde, senza che nel filmato sia riconoscibile una fase di raccolta contestuale.
Pulizia urbana o semplice spostamento del problema?
Il punto centrale, a questo punto, non è trasformare il video in un processo sommario contro gli operatori. Sarebbe sbagliato e anche troppo facile. La domanda vera è un’altra: una pulizia stradale può dirsi efficace se polvere, foglie e rifiuti vengono soltanto spostati dal ciglio della strada verso una zona verde? Perché se l’intervento si limita a liberare l’asfalto trasferendo il materiale nella vegetazione, il degrado non viene eliminato. Cambia solo posto.
A Ostia, dove il tema della pulizia delle strade e delle aree verdi è da anni al centro delle segnalazioni dei cittadini, il video della rotonda delle Acque Rosse tocca un nervo scoperto. Il cittadino vede il servizio in azione, vede il mezzo, vede gli operatori, vede il soffiatore. Ma poi si chiede dove finiscano realmente i rifiuti. E se la risposta è “nella pineta”, allora il problema diventa non solo di decoro, ma anche di metodo, controllo e rispetto del territorio.
Ostia, una zona delicata vicino alla Riserva Naturale del Litorale Romano
La rotonda interessata dall’episodio non si trova in un punto qualsiasi del quartiere. Siamo in un quadrante di Ostia segnato dalla presenza della Pineta delle Acque Rosse, con alberature, vegetazione secca e spazi verdi che richiedono attenzione particolare, soprattutto nei mesi estivi. In un’area simile, anche il semplice accumulo di materiale leggero, cartacce, plastiche, foglie secche e polvere può diventare un fattore di degrado progressivo. Non si tratta solo di vedere una strada più pulita per qualche ora, ma di capire se l’intervento rispetti davvero l’area circostante.
Il tema è ancora più delicato perché la zona si colloca nel contesto ambientale del litorale romano, dove la manutenzione dovrebbe essere compatibile con la tutela delle aree verdi. Una cosa è soffiare il materiale verso un punto in cui poi viene raccolto. Altra cosa è spingerlo verso la vegetazione, lasciando che finisca tra arbusti, sterpaglie e pini. In quel caso la pulizia diventa apparente: migliora il margine stradale, ma peggiora l’area naturale.
I punti da chiarire sul servizio di pulizia
Ora servono risposte precise. Chi era incaricato dell’intervento alla rotonda tra via delle Caroline, via Carlo Marenco di Moriondo e via Costanzo Casana? Gli operatori appartenevano al servizio ordinario di pulizia urbana, a una ditta incaricata o ad altro soggetto? L’uso dei soffiatori in prossimità della Pineta delle Acque Rosse è previsto dai protocolli? Dopo il passaggio del soffiatore era programmata una raccolta del materiale? E, soprattutto, i rifiuti sono stati effettivamente rimossi o sono rimasti all’interno dell’area verde?
Sono domande che riguardano il Comune, il Municipio X, il soggetto incaricato della pulizia e, più in generale, tutti gli enti che hanno competenza sul decoro e sulla tutela ambientale del territorio. Perché davanti a un video simile non basta dire che “il servizio è stato svolto”. Bisogna spiegare come è stato svolto, con quali procedure e con quale risultato finale.
Il caso Acque Rosse e la manutenzione che serve a Ostia
Il video di Paola Torbidoni, al di là dell’episodio specifico, apre una questione più ampia: la manutenzione delle aree verdi di Ostia non può essere gestita come una semplice operazione cosmetica. La città non ha bisogno di interventi che spostano il problema da un marciapiede a una pineta, da una carreggiata a una banchina sterrata, da un punto visibile a uno meno visibile. Ha bisogno di pulizie complete, tracciabili, controllate e realmente efficaci.
Il caso della rotonda delle Acque Rosse racconta proprio questo cortocircuito. Da una parte c’è la necessità di tenere pulite le strade, soprattutto in un quadrante attraversato da auto, scooter e residenti. Dall’altra c’è il dovere di non trasformare l’area verde in una zona di accumulo. In mezzo ci sono i cittadini, che documentano, segnalano e chiedono conto di ciò che vedono.
La vicenda merita quindi un chiarimento pubblico. Se il materiale soffiato è stato poi raccolto, gli enti competenti potranno spiegarlo e documentarlo. Se invece i rifiuti sono stati soltanto spinti verso la pineta, allora il problema non riguarda più soltanto quell’intervento, ma l’organizzazione stessa della pulizia urbana in uno degli angoli più sensibili di Ostia. Perché una pineta non può diventare il retrobottega della strada. E la pulizia, quando è fatta davvero, non nasconde il degrado: lo rimuove.
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