Dopo gli articoli de Il Marforio sulle condizioni del plesso Ater tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi, il caso arriva nella Commissione congiunta del Municipio X, svoltasi a Ostia. Al centro della seduta garage con umidità e rane, infiltrazioni, muffa negli appartamenti, grondaie degradate e manutenzione del verde.
Ostia, dalle denunce de Il Marforio alla Commissione del Municipio X
Dalle siringhe vicino all’area giochi alle infiltrazioni negli appartamenti, dai residenti costretti a tagliare da soli il verde condominiale fino alla presenza di rane nei garage interrati. Il caso delle case Ater di Ostia, nel plesso compreso tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi, è arrivato nella mattinata del 17 giugno 2026 sul tavolo della Commissione congiunta del Municipio Roma X.
La seduta, convocata alle ore 9 in modalità audio-video conferenza, ha riunito la Commissione II Politiche Sociali e Abitative e la Commissione III Lavori Pubblici e Mobilità. Un passaggio istituzionale non secondario, perché segna il passaggio dalla denuncia pubblica alla richiesta formale di interventi urgenti. Dentro la discussione non c’era un tema astratto di edilizia residenziale pubblica, ma la vita quotidiana di famiglie che da tempo segnalano problemi di salubrità, sicurezza, manutenzione e decoro.
Il dossier era stato raccontato da Il Marforio già a maggio, prima con l’articolo del 9 maggio 2026 sulle condizioni del complesso Ater di via della Martinica, poi con il seguito del 12 maggio 2026 sulla manutenzione del verde eseguita direttamente dai residenti. Oggi quelle criticità sono finite in una sede politica e amministrativa, con la presenza di Yuri Trombetti, Presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative del Comune di Roma, e dell’architetto Paolo Gratisti di Ater Roma.
Ostia: il plesso Ater tra via della Martinica, Tortuga ed Ebridi
Il cuore del caso riguarda il plesso di Ostia Ponente compreso tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi, un complesso di edilizia residenziale pubblica dove i residenti denunciano da tempo una somma di problemi che non possono più essere liquidati come semplici disagi condominiali.
Negli articoli pubblicati da Il Marforio erano emerse immagini e testimonianze pesanti: aree comuni degradate, garage murati, rifiuti, siringhe vicino agli spazi frequentati dai bambini, infiltrazioni negli appartamenti, perdite, topi e criticità nei locali interrati. Un quadro che aveva già sollevato interrogativi sulla capacità degli enti competenti di garantire una manutenzione adeguata e una condizione abitativa dignitosa.
La Commissione del 17 giugno ha confermato che il problema non riguarda un singolo episodio, ma una situazione più ampia e sedimentata. L’ordine del giorno ha infatti affrontato, per il plesso Ater, la richiesta di programmazione urgente degli interventi su garage, grondaie, terrazzi condominiali, infiltrazioni e muffa all’interno delle abitazioni. Tradotto: non si parla solo di decoro urbano, ma di sicurezza e igiene degli ambienti in cui vivono i residenti.
Rane nei garage di via della Tortuga: il degrado diventa emergenza igienico-sanitaria
Il punto più forte della Commissione riguarda il garage ubicato in via della Tortuga, dove è stata segnalata la presenza diffusa e persistente di rane nei locali sotterranei. Un’immagine che può sembrare quasi surreale, ma che in realtà racconta un problema molto concreto: umidità stagnante, possibili infiltrazioni d’acqua e alterazione delle condizioni ambientali dei locali interrati.
Nel testo dell’ordine del giorno, la presenza delle rane viene collegata a un possibile rischio igienico-sanitario, anche per la proliferazione di ulteriori agenti infestanti. È un passaggio importante, perché sposta la questione dal piano della semplice curiosità al piano della tutela della salute, soprattutto per i residenti più fragili.
Durante la seduta, l’architetto Paolo Gratisti di Ater Roma ha riconosciuto la particolarità della situazione nei locali sotterranei. Secondo quanto emerso dalla discussione, nei garage non ci sarebbe una quantità d’acqua tale da consentire un normale intervento di aspirazione con canal jet o pompa, ma ci sarebbe comunque sufficiente umidità da rendere l’ambiente critico e favorire la presenza di fauna anfibia. È proprio qui che si misura il paradosso della vicenda: non abbastanza acqua per trattare il caso come un allagamento ordinario, ma abbastanza umidità da rendere il garage insalubre.
A questo si aggiunge il tema dei rifiuti presenti nei locali comuni. Ater ha richiamato anche il problema degli abbandoni impropri, con materiali e ingombranti lasciati nei garage. Un elemento che non cancella la responsabilità manutentiva dell’ente, ma mostra come il degrado istituzionale e l’inciviltà privata finiscano spesso per alimentarsi a vicenda.
Infiltrazioni, grondaie e muffa: quando il problema entra nelle abitazioni
Se i garage rappresentano il volto più eclatante della vicenda, le infiltrazioni negli appartamenti sono probabilmente il problema più pesante per chi vive ogni giorno dentro quelle case. L’ordine del giorno della Commissione richiama infatti le criticità riscontrate nelle grondaie di via della Tortuga, il degrado delle strutture, le perdite d’acqua dai terrazzi condominiali e la presenza diffusa di muffa all’interno delle abitazioni.
Non è un dettaglio secondario. La muffa in casa non è solo un fastidio estetico, ma può diventare un problema serio per la salubrità degli ambienti, in particolare quando coinvolge anziani, bambini o persone con fragilità respiratorie. La Commissione lo ha messo nero su bianco, parlando di effetti negativi sulle condizioni di vita dei residenti più fragili.
Il problema viene segnalato anche per via delle Ebridi, altro asse del plesso Ater raccontato da Il Marforio. È qui che il tema diventa pienamente abitativo: non si tratta più soltanto di sistemare un cortile o tagliare l’erba, ma di impedire che acqua, umidità e muffa continuino a compromettere gli appartamenti.
La differenza, adesso, la faranno i tempi. La Commissione ha acceso il faro, ma per i residenti il punto decisivo resta uno solo: capire quando Ater programmerà interventi verificabili e risolutivi, non semplici sopralluoghi o riparazioni tampone.
Ostia, il verde tagliato dai residenti: “Paghiamo il servizio, ma facciamo tutto noi”
Dentro questo quadro torna anche il tema della manutenzione del verde condominiale, già raccontato da Il Marforio il 12 maggio. In quell’occasione alcuni residenti avevano denunciato di essere costretti a tagliare erba e siepi da soli, utilizzando mezzi propri, pur lamentando di pagare un servizio che dovrebbe essere garantito.
È un tema apparentemente meno grave rispetto alle infiltrazioni o alla muffa, ma in realtà molto significativo. Quando un residente si sente costretto a sostituirsi all’ente gestore per rendere vivibile uno spazio comune, il problema non è più solo il verde alto. È la rottura del patto minimo tra cittadini e istituzioni.
Nel plesso Ater di Ostia, il verde non curato diventa parte dello stesso racconto: garage degradati, aree comuni abbandonate, spazi esterni poco sicuri, manutenzione percepita come distante. La denuncia dei residenti non è soltanto “l’erba è alta”, ma “paghiamo e ci sentiamo lasciati soli”.
Il video sulle case Ater citato in Commissione
Un passaggio interessante della seduta riguarda anche il riferimento, da parte dell’architetto Paolo Gratisti di Ater Roma, a un video relativo alla situazione del plesso. Con ogni probabilità, il riferimento è al filmato diffuso da Il Marforio e circolato ampiamente sui social nelle settimane precedenti, contribuendo ad accendere l’attenzione pubblica sulle condizioni delle case Ater tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi.
È un dettaglio da non sottovalutare. Se confermato, dimostra come il materiale giornalistico e social prodotto sul territorio non sia rimasto confinato alla denuncia online, ma sia entrato anche nella consapevolezza tecnica degli uffici chiamati a intervenire. In altre parole, il racconto dei residenti ha superato i cortili del complesso ed è arrivato sul tavolo degli enti competenti.
Ostia: Ater prende atto delle criticità, ma ora servono tempi certi
La presenza dell’architetto Paolo Gratisti ha permesso di avere una prima risposta da parte di Ater Roma. Dalla discussione emerge una presa d’atto delle criticità segnalate, con l’impegno a verificare i problemi legati ai locali interrati, alle grondaie, ai terrazzi e alle infiltrazioni. Gratisti ha inoltre parlato della possibilità di una bonifica dei garage, pur richiamando le difficoltà operative e la necessità di coinvolgere gli uffici competenti per gli aspetti non direttamente riconducibili al suo settore.
Il punto, però, resta aperto. La Commissione ha prodotto un primo risultato: Ater è stata chiamata a rispondere pubblicamente. Ma non emergono ancora date certe, un cronoprogramma degli interventi o una scansione chiara delle priorità. Ed è proprio qui che si giocherà la partita più importante.
Per i residenti del plesso Ater di Ostia, la differenza non la farà l’ennesimo riconoscimento del problema, ma l’avvio di interventi concreti: bonifica dei garage, verifica delle infiltrazioni, ripristino delle grondaie, interventi sui terrazzi, rimozione della muffa, manutenzione del verde e chiarimento sulla situazione dei locali murati.
Il ruolo di Conforzi e la richiesta di risposte per i residenti
Il caso era stato seguito nelle scorse settimane anche dal consigliere Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che aveva effettuato un sopralluogo con i residenti e inoltrato segnalazioni agli enti competenti. In Commissione, Conforzi è tornato soprattutto sul tema dei garage e della manutenzione del verde, chiedendo risposte sugli interventi attesi dagli abitanti.
Il suo intervento si inserisce in una vicenda che ha ormai superato il livello della semplice segnalazione. Le criticità denunciate dai residenti sono state documentate, raccontate, portate all’attenzione pubblica e ora discusse in sede istituzionale. Da questo punto di vista, il passaggio in Commissione rappresenta un primo risultato politico e civico.
Yuri Trombetti e il nodo del tavolo tecnico con Ater
Nel corso della seduta, Yuri Trombetti, Presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative del Comune di Roma, ha richiamato la necessità di costruire un percorso con Ater per monitorare gli interventi. È un passaggio importante perché evita che la Commissione resti un atto isolato.
Il tema, infatti, non è soltanto denunciare il degrado. Il vero obiettivo, adesso, è seguire l’evoluzione della vicenda, verificare le risposte di Ater e capire se le criticità del plesso tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi saranno inserite in una programmazione reale.
Perché se è vero che una Commissione può accendere un faro, è altrettanto vero che il faro non basta se poi non arrivano le squadre, gli interventi, le bonifiche e i lavori.
Dopo la Commissione, Ostia aspetta gli interventi
La Commissione del 17 giugno rappresenta un passaggio importante per il plesso Ater di Ostia. Il caso raccontato da Il Marforio a maggio è arrivato davanti alle istituzioni, Ater ha preso atto delle criticità e i residenti hanno visto riconosciute, almeno sul piano politico-amministrativo, le loro denunce.
Ma non può essere considerato un punto d’arrivo. Le famiglie che vivono tra via della Martinica, via della Tortuga e via delle Ebridi non chiedono soltanto attenzione. Chiedono garage bonificati, spazi comuni sicuri, verde curato, grondaie sistemate, terrazzi riparati, muffa eliminata e risposte chiare sulle infiltrazioni.
Dopo gli articoli, i sopralluoghi e la Commissione, la vicenda entra nella sua fase decisiva. Quella in cui non basterà più dire che il problema esiste. Bisognerà dimostrare, con date e interventi, che qualcuno ha davvero intenzione di risolverlo.
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