La segnalazione sulle condizioni di sicurezza della spiaggia libera di Punta Ovest a Ostia arriva sul tavolo della Prefettura. Il X Municipio individua negli uffici centrali di Roma Capitale la struttura competente, ma salvamento, cartelli e servizi restano ancora da chiarire.
OSTIA – La Prefettura di Roma ha chiesto chiarimenti sulle condizioni di sicurezza della spiaggia libera “Punta Ovest”, sul lungomare Amerigo Vespucci 78, dopo la segnalazione presentata il 20 luglio 2026 da Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel X Municipio. Al centro del caso ci sono la segnalata assenza del servizio di salvamento, la mancata visibilità della cartellonistica informativa e il venir meno di servizi essenziali dopo la chiusura del chiosco. Il 21 luglio la Prefettura ha trasmesso la pratica al X Municipio, che il giorno successivo ha indicato nel Dipartimento capitolino competente sul litorale la struttura chiamata a fornire risposte e ad assumere gli eventuali provvedimenti.
Ostia, la Prefettura chiede aggiornamenti sulla sicurezza di Punta Ovest
Nella nota firmata dal capo di Gabinetto della Prefettura di Roma e indirizzata al presidente del X Municipio Mario Falconi viene richiamata la segnalazione relativa alle carenze riscontrate durante un sopralluogo. Il documento cita l’assenza dell’assistenza e del salvataggio lungo l’arenile e la mancanza di un’adeguata cartellonistica destinata ai bagnanti. La Prefettura chiede quindi di fornire «aggiornati elementi informativi», senza attestare già l’esistenza di violazioni o disporre direttamente il ripristino dei servizi.
Il passaggio porta la situazione di Punta Ovest a Ostia dentro un procedimento amministrativo tracciato da protocolli e comunicazioni ufficiali. Resta però da chiarire che cosa sia stato concretamente fatto sulla spiaggia e se, dopo la segnalazione, siano stati svolti sopralluoghi, installati cartelli o riattivato un presidio di sicurezza.
Il X Municipio trasmette il caso della spiaggia di Ostia agli uffici centrali di Roma Capitale
La risposta della Direzione tecnica del X Municipio, datata 22 luglio, non entra nel merito delle condizioni presenti sull’arenile. Il documento richiama invece il trasferimento delle competenze sulla gestione, valorizzazione e amministrazione del litorale alla struttura centrale di Roma Capitale, disposto con la deliberazione dell’Assemblea capitolina numero 160 del 2023.
La pratica viene quindi trasmessa al Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative, nella sua articolazione competente sul litorale, affinché proceda alle valutazioni e agli adempimenti necessari. Il Municipio chiede inoltre un riscontro sollecito alla Prefettura e agli altri soggetti interessati. In sostanza, l’amministrazione municipale individua chi dovrebbe rispondere, ma non fornisce ancora una soluzione operativa alla criticità denunciata.
Una competenza individuata, ma nessuna risposta nel merito
Mentre la spiaggia libera Punta Ovest continua a essere accessibile e frequentata, la corrispondenza tra gli uffici chiarisce la catena delle competenze ma non dice se il bagnino sia presente, se gli avvisi obbligatori siano stati collocati o chi debba garantire pulizia e servizi igienici. La pratica si è mossa, ma la sicurezza dei bagnanti a Ostia resta il nodo ancora aperto.
Dall’articolo de Il Marforio all’esposto di Conforzi
Il caso era stato portato all’attenzione pubblica da Il Marforio il 18 luglio. L’articolo segnalava una spiaggia libera affollata nonostante la chiusura del chiosco e l’assenza di bagni, pulizia e servizio di salvamento.
Nell’esposto inviato due giorni dopo, Conforzi descrive Punta Ovest come un arenile frequentato da famiglie, bambini, anziani e turisti, ma apparentemente privo di assistenti bagnanti, di una postazione operativa riconoscibile e di avvisi chiari sull’eventuale mancanza del presidio.
Nel documento viene evidenziata anche la presenza di un pattino collocato sotto una struttura ombreggiante. La sola disponibilità dell’imbarcazione, però, non equivale all’esistenza di un servizio di salvamento: servono personale abilitato, una postazione presidiata e dotazioni immediatamente utilizzabili.
Secondo le testimonianze raccolte, dopo la chiusura del chiosco sarebbero progressivamente venuti meno i servizi igienici, le attività ordinarie di pulizia e, successivamente, anche l’assistenza ai bagnanti.
Il soccorso del 12 luglio e il problema del presidio dedicato
L’esposto richiama anche un episodio avvenuto il 12 luglio nello specchio d’acqua antistante Punta Ovest a Ostia. Un bagnante in difficoltà sarebbe stato individuato da un cittadino su un SUP e poi soccorso dagli assistenti bagnanti del vicino stabilimento Gambrinus, intervenuti con un pattino.
Il fatto, così come ricostruito nella segnalazione, mostra il rischio di affidare la sicurezza di una spiaggia pubblica all’intervento occasionale delle strutture confinanti o dei cittadini presenti in mare.
Il documento cita inoltre la morte di un bagnante avvenuta il 18 luglio davanti alla spiaggia libera del Curvone, precisando che si tratta di un episodio distinto e che non viene stabilito alcun collegamento causale con Punta Ovest. Il richiamo serve però a evidenziare quanto la tempestività dei soccorsi e la presenza di un’organizzazione riconoscibile possano risultare decisive nelle emergenze in mare.
Cosa prevedono le regole per le spiagge libere senza salvamento
La questione non riguarda soltanto la presenza del bagnino. Nell’esposto vengono richiamate le disposizioni che, quando il servizio di salvamento non è attivo, impongono a Roma Capitale di collocare presso gli accessi e nei punti ben visibili cartelli multilingue sulla balneazione non sicura per mancanza del servizio di salvataggio.
Da qui nasce una domanda decisiva: quale sia oggi lo status amministrativo di Punta Ovest. Se l’arenile è ancora una spiaggia libera con servizi, occorre chiarire chi fosse tenuto a garantire il salvamento e perché il presidio sia cessato. Se invece viene considerato una spiaggia libera priva di servizi, deve comunque essere verificata la presenza degli avvisi obbligatori e l’effettiva informazione preventiva dei bagnanti.
L’esposto chiede un sopralluogo urgente, l’individuazione del soggetto responsabile della gestione, la verifica di contratti e turnazioni, il controllo della cartellonistica, il ripristino stabile del salvamento e l’accertamento delle condizioni igienico-sanitarie.
Viene inoltre chiesto di valutare eventuali profili di responsabilità amministrativa, contabile, civile o penale, senza anticipare conclusioni affidate agli organi competenti.
Punta Ovest a Ostia, Conforzi: «Legalità e sicurezza devono procedere insieme»
«È giusto perseguire la legalità e intervenire quando emergono irregolarità, come nel caso di Punta Ovest – commenta Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel X Municipio –. Ma il ripristino delle regole non può tradursi nell’abbandono di una spiaggia pubblica molto frequentata, senza un presidio di salvamento e senza informazioni chiare per i bagnanti».
«La Prefettura ha chiesto aggiornamenti e la Direzione tecnica del X Municipio ha trasmesso il caso alla struttura centrale di Roma Capitale competente sul litorale. Resta quindi incomprensibile il silenzio politico del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Tobia Zevi, che appena un anno fa presentavano Punta Ovest come parte del nuovo modello delle spiagge romane e oggi non chiariscono chi debba garantire sicurezza e servizi essenziali. Legalità e tutela dell’incolumità dei cittadini devono procedere insieme».
Al momento non risulta ancora una risposta nel merito del Dipartimento capitolino, né sono noti provvedimenti adottati per ripristinare il salvamento, installare la cartellonistica o assicurare nuovamente i servizi essenziali.
La vicenda resta quindi aperta. Il passaggio successivo dovrà chiarire non soltanto chi abbia la competenza formale, ma soprattutto chi debba intervenire, con quali tempi e con quali responsabilità, per evitare che una delle spiagge libere più frequentate di Ostia rimanga in una condizione di incertezza sulla sicurezza.
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