Ostia, Case Armellini su via Enea Picchio durante il sopralluogo tecnico richiesto dai residenti

Ostia, primo sopralluogo dei tecnici “privati” alle Case Armellini: “Vogliamo sapere in che condizioni viviamo”

Dopo mesi di incertezze, i residenti delle Case Armellini di Ostia hanno chiamato un perito indipendente per verificare lo stato degli edifici. Presenti l’avvocato Pascucci e l’associazione “Giustizia X Ostia”.

Ostia, sopralluogo tecnico alle Case Armellini: i residenti chiedono chiarezza

Se il Municipio Roma X mette per iscritto di essere sprovvisto dei fascicoli tecnici relativi alle condizioni delle Case Armellini di Ostia, ci pensano i residenti a colmare il vuoto.
Nella mattinata di ieri, infatti, si è svolto il primo sopralluogo indipendente presso gli stabili di lungomare Duca degli Abruzzi e via Enea Picchio, nel cuore della Nuova Ostia.
Presenti l’avvocato Guido Pascucci, il presidente dell’associazione “Giustizia X Ostia” Mauro Delicato e un ingegnere strutturale incaricato di redigere una relazione tecnica.

L’obiettivo: ottenere una perizia reale e attendibile sullo stato delle palazzine, dopo anni di segnalazioni, proteste e incertezze sulla loro sicurezza.

Un quartiere sotto pressione: “Noi non vogliamo andare via”

Intorno alle 8:30 del mattino, la tensione era già palpabile su via delle Ancore, dove i residenti delle Case Armellini si sono radunati per assistere al sopralluogo.
«Noi non siamo disposti a uscire di casa, specie se ci mandano chissà dove», racconta un giovane affacciandosi dal balcone. «Dopo trent’anni vengono a fare i lavori nel palazzo e ora ci dicono di andare via».

Un’altra residente aggiunge: «Qui c’è gente che vive da cinquant’anni. Chi parla di un trasferimento di massa non considera che nel lotto G ci sono anziani disabili e malati oncologici. Molti hanno bisogno di rimanere vicino alla Casa della Salute e all’ospedale Grassi. Spostarci significherebbe isolare le persone più fragili».

Tra i presenti anche una madre di due ragazzi con disabilità visiva, residente in via Picchio: «Negli anni ho reso la casa accessibile, eliminando ogni barriera architettonica. Se mi mandano a Dragoncello, chi mi garantisce che troverò le stesse condizioni per i miei figli?».

Il sopralluogo nel “Garage degli orrori” di Nuova Ostia

Interno dei garage delle Case Armellini di Ostia con auto bruciate e soffitti puntellati
Interno dei garage delle Case Armellini su via delle Ancore, ribattezzato “il Garage degli Orrori”, con un’auto bruciata e una vettura abbandonata. In basso a destra, il soffitto puntellato con impalcature. – (www.ilmarforio.it)

Verso le 8:45, i tecnici iniziano le prime fotografie delle facciate e delle palazzine.
La prima tappa è il garage delle Case Armellini, ribattezzato dai residenti “il Garage degli Orrori”: un ambiente buio, degradato e in alcuni punti pericolante.

Le impalcature sostengono parti di struttura tra via Enea Picchio e lungomare Duca degli Abruzzi. A terra, auto bruciate, ferraglie e rifiuti.
La società incaricata della pulizia dei locali interrati ammette apertamente: «Attenti a camminare, potrebbero cadere calcinacci. È già successo».

Il quadro è desolante: muri sgretolati, intonaci caduti, soffitti puntellati con impalcature temporanee. La mancanza di manutenzione decennale è evidente.

Gli appartamenti e le prime verifiche

Dopo quasi mezz’ora di ispezione nel garage, i tecnici passano agli stabili abitativi tra via Picchio e lungomare Duca degli Abruzzi.
Due appartamenti ai piani alti vengono visitati e fotografati per documentare crepe, infiltrazioni e altre criticità.
Il sopralluogo, durato complessivamente circa un’ora, ha fornito un primo quadro complessivo sullo stato di salute delle strutture e sulla differenza tra gli interventi eseguiti dai singoli cittadini e le parti comuni mai ripristinate.

Pascucci: “Serve una perizia reale e neutrale”

L’avvocato Guido Pascucci, che da tempo segue la vicenda insieme a “Giustizia X Ostia”, sottolinea l’importanza di un’indagine tecnica indipendente:

“Oggi abbiamo la necessità di una perizia reale e neutrale che consenta ai residenti di conoscere davvero le condizioni delle proprie case. Non bastano più rassicurazioni generiche: servono documenti e dati oggettivi”.

Pascucci aggiunge:

“Nel garage abbiamo constatato problemi gravi di manutenzione, probabilmente trascurata da decenni. Gli appartamenti mostrano una situazione migliore, ma solo perché molti cittadini hanno provveduto da soli alle ristrutturazioni. Ora spetta ai tecnici certificare quanto queste strutture siano realmente sicure”.

Un caso simbolo per Ostia e per Roma

La vicenda delle Case Armellini di Ostia è diventata ormai un caso simbolo del rapporto fragile tra istituzioni e cittadini.
Da un lato, il Municipio Roma X che ammette di non possedere i fascicoli tecnici sugli edifici; dall’altro, un intero quartiere che si organizza per verificare in autonomia la sicurezza delle proprie abitazioni.

Il prossimo passo sarà l’elaborazione della perizia tecnica da parte dell’ingegnere incaricato. I risultati saranno determinanti per il futuro del complesso e per la tutela di centinaia di famiglie.

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