Una persona presente abitualmente sull’arenile di Ostia racconta di avere chiamato il 112 alle 11:38 per segnalare un presunto giro di spaccio. Alle 14:16, secondo la testimonianza, nessun operatore era intervenuto direttamente sulla spiaggia.
Quasi tre ore di attesa dopo una chiamata al 112 per segnalare un presunto giro di spaccio sulla spiaggia dei cani di Ostia. È quanto raccontato a Il Marforio da una persona che frequenta abitualmente l’arenile, la cui identità è conosciuta e tutelata dalla redazione. La prima telefonata sarebbe partita venerdì 17 luglio alle 11:38; alle 14:16, secondo la ricostruzione fornita, nessun operatore sarebbe ancora intervenuto direttamente sul posto. La fonte riferisce di avere osservato almeno sei persone, un continuo viavai e presunte sostanze nascoste nella zona dei bagni.
La testimonianza riguarda la spiaggia per cani sul lungomare Duca degli Abruzzi, sotto il Porto di Ostia. Le circostanze più gravi non risultano al momento accertate e vengono riportate come dichiarazioni da verificare. Il dato di interesse pubblico è però preciso: la fonte sostiene di avere chiesto aiuto e atteso per quasi tre ore senza vedere arrivare operatori sulla spiaggia.
Ostia, la prima chiamata al 112 alle 11:38
Secondo il racconto affidato alla redazione, la prima richiesta di intervento sarebbe partita alle 11:38. Durante la telefonata, la testimone avrebbe descritto le persone presenti, i loro movimenti e gli accessi alla zona dei servizi igienici. Avrebbe inoltre spiegato di trovarsi sola e di temere possibili reazioni da parte dei soggetti segnalati.
Dopo circa tre quarti d’ora, non vedendo arrivare nessuno, avrebbe contattato nuovamente il numero unico di emergenza. In quell’occasione le sarebbe stato comunicato l’inserimento di un sollecito. L’attesa sarebbe proseguita. Alle 14:16, quasi tre ore dopo la prima chiamata, la testimone ha registrato il proprio sfogo e ricostruito quanto accaduto.
«Potevo essere già morta», afferma nell’audio, usando parole che restituiscono la paura e il senso di isolamento percepiti in quelle ore.
La descrizione dei soggetti e i successivi solleciti
La fonte riferisce di avere fornito agli operatori elementi utili a individuare i presenti, descrivendone l’aspetto e i movimenti. Questi dettagli non vengono pubblicati per evitare identificazioni arbitrarie e attribuzioni di responsabilità non accertate.
La redazione non dispone dei tabulati, del numero assegnato all’intervento o delle comunicazioni operative tra il 112 e le pattuglie. Gli orari indicati derivano dal materiale consegnato e dovranno essere riscontrati dagli uffici competenti.
«Almeno sei persone e un continuo viavai» sulla spiaggia dei cani di Ostia
Il passaggio più delicato riguarda il presunto spaccio sulla spiaggia dei cani di Ostia. Secondo la fonte, sull’arenile sarebbero state presenti almeno sei persone e si sarebbe verificato un continuo avvicendamento di soggetti. Alcune sostanze, ritenute stupefacenti dalla testimone, sarebbero state nascoste nella zona dei bagni e successivamente distribuite in diversi punti della spiaggia.
Si tratta di accuse rilevanti, che non possono essere considerate provate sulla sola base del racconto. La redazione non ha assistito a cessioni di droga e non dispone di immagini capaci di dimostrare la natura delle sostanze indicate. La testimonianza viene pubblicata perché descrive una situazione ritenuta pericolosa e una richiesta d’intervento rimasta, secondo la fonte, senza risposta tempestiva.
L’area è frequentata ogni giorno da residenti, proprietari di animali e persone che raggiungono il mare. Occorre quindi accertare se i movimenti descritti siano riconducibili ad attività illecite oppure abbiano una spiegazione diversa.
La pattuglia sarebbe passata senza fermarsi
Nel corso di una successiva telefonata, alla segnalante sarebbe stato riferito che una pattuglia era transitata davanti alla spiaggia senza rilevare anomalie. La fonte contesta però le modalità del controllo: sostiene che il veicolo non si sarebbe fermato, che nessun operatore sarebbe sceso sull’arenile e che nessuno l’avrebbe contattata.
«Mi hanno detto che erano passati con la macchina e non avevano visto niente», racconta nell’audio.
La testimone afferma inoltre di avere controllato la strada e di non avere notato il passaggio indicato.
Anche questo punto va verificato. Non è possibile stabilire, sulla base della sola registrazione, quale corpo fosse stato incaricato o se il passaggio sia avvenuto in un momento non osservato dalla fonte. Resta però il limite di un controllo compiuto soltanto dalla carreggiata, considerando che l’arenile è articolato tra accessi, bagni e strutture sulla sabbia.
La paura della testimone e il rischio di ritorsioni
La registrazione restituisce una persona agitata, arrabbiata e impaurita. La fonte riferisce di avere ricevuto nei giorni precedenti offese da alcuni frequentatori e di temere che le segnalazioni possano esporla a ritorsioni. Racconta inoltre che uno dei soggetti avrebbe diffuso affermazioni false sul suo conto, nel tentativo di associarla al gruppo presente sulla spiaggia.
Per queste ragioni Il Marforio non pubblica il nome della testimone né dettagli relativi alla sua attività. La sua identità è nota alla redazione, che ha ascoltato integralmente il materiale. La tutela della fonte non trasforma però il suo racconto in una prova: le dichiarazioni devono essere sottoposte agli accertamenti delle autorità.
Il precedente del giaciglio sotto il tendone di Ostia
La nuova segnalazione arriva il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo de Il Marforio sul giaciglio sotto la struttura ombreggiante della spiaggia dei cani di Ostia. Le fotografie mostravano sedie, lettini, indumenti e altri oggetti raccolti sotto il tendone, limitandone la normale fruizione.
Anche in quel caso era stato precisato che le immagini non documentavano cessioni di stupefacenti o altri reati. Alcuni frequentatori avevano però collegato le persone presenti sotto la copertura a precedenti movimenti ritenuti sospetti nella zona dei bagni. La testimonianza del 17 luglio aggiunge ora un elemento nuovo: la dichiarazione di una chiamata al 112 effettuata mentre il presunto viavai sarebbe stato ancora in corso.
Le segnalazioni sulla sicurezza dell’arenile
Nelle ultime settimane la spiaggia è stata al centro di segnalazioni riguardanti danneggiamenti, tensioni, utilizzo improprio degli spazi comuni e timori per la sicurezza. La presenza di persone sull’arenile non costituisce di per sé un illecito. Il problema nasce quando vengono denunciati comportamenti potenzialmente pericolosi o attività che richiedono accertamenti.
Ostia, servono verifiche sulla chiamata e sull’intervento
La vicenda pone domande precise. Occorre verificare se la chiamata delle 11:38 risulti registrata, a quale forza di polizia sia stata assegnata, quali disposizioni siano state impartite e se una pattuglia abbia effettivamente raggiunto o costeggiato l’area. Sarà inoltre necessario comprendere se siano stati effettuati controlli successivi.
La questione non riguarda soltanto il presunto spaccio, che resta da accertare. Riguarda anche la capacità di garantire una risposta tempestiva a chi segnala una situazione percepita come pericolosa in un luogo pubblico. Dopo settimane di denunce, la spiaggia dei cani di Ostia continua a essere raccontata più per le criticità che per il servizio offerto ai cittadini.
Chi frequenta l’arenile chiede controlli concreti, una presenza riconoscibile delle istituzioni e condizioni che consentano di utilizzare la spiaggia senza paura. Le testimonianze non sostituiscono le indagini, ma non possono neppure essere lasciate senza verifica. La risposta deve arrivare dai soggetti competenti.
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