Cestello elevatore davanti a un edificio di via Forni a Ostia dopo l’incidente sul lavoro che ha provocato il decesso di un operaio

Ostia, operaio muore in via Forni dopo la caduta dal sesto piano: indagini sul cestello

Un operaio di 45 anni è morto a Ostia, in via Antonio Forni, mentre lavorava sulla facciata di un edificio. Le immagini acquisite dal Marforio permettono di stabilire che l’incidente era già avvenuto prima delle 15.08. Accertamenti sul cestello e sulle condizioni di sicurezza del cantiere.

Un operaio di 45 anni è morto a Ostia, nel pomeriggio di lunedì 14 settembre 2026, dopo essere precipitato mentre lavorava sulla facciata di un edificio al civico 10 di via Antonio Forni, nei pressi dell’incrocio con via del Sommergibile. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava su un cestello insieme a un collega quando la struttura avrebbe ceduto. La vittima è precipitata nel vuoto, mentre il secondo lavoratore sarebbe riuscito ad aggrapparsi all’impalcatura, venendo successivamente soccorso e trasportato all’ospedale Grassi. Sul posto sono intervenuti i sanitari, i carabinieri e gli ispettori competenti in materia di sicurezza sul lavoro.

La tragedia ha scosso Ostia Ponente e i residenti degli edifici di via Forni, dove da mesi erano in corso interventi di ristrutturazione. Lo stabile interessato, riconducibile al complesso delle cosiddette case Armellini, era in locazione al Comune di Roma e destinato ad alloggi popolari. Le immagini acquisite dal Marforio nell’immediatezza dell’accaduto permettono inoltre di ricostruire con particolare precisione la cronologia della tragedia: alle 15.08 l’operaio era già a terra, mentre alle 15.20 i sanitari risultavano presenti sul posto e impegnati nei soccorsi.

Operaio morto a Ostia: la tragedia al civico 10 di via Forni

L’incidente si è verificato nel cuore di Ostia Ponente, al civico 10 di via Antonio Forni, in una zona residenziale dove negli ultimi mesi erano ben visibili gli interventi di ristrutturazione sugli edifici conosciuti nel quartiere come le case Armellini.

L’operaio stava lavorando in quota sulla facciata dello stabile quando, per cause che dovranno essere chiarite dagli accertamenti, il cestello sul quale si trovava avrebbe improvvisamente ceduto.

Le ricostruzioni emerse nelle ore successive indicano che l’uomo sarebbe precipitato dal sesto piano dell’edificio, compiendo un volo di diversi metri fino alla strada. Quando i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente, le condizioni del lavoratore sono apparse immediatamente disperate e i sanitari hanno potuto successivamente constatarne il decesso.

Il collega che si trovava insieme a lui sarebbe invece riuscito a salvarsi aggrappandosi all’impalcatura. L’uomo è stato soccorso e successivamente trasferito all’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia.

La dinamica resta comunque oggetto degli accertamenti. Parlare già di una causa definitiva sarebbe prematuro: secondo le prime informazioni il cestello avrebbe ceduto, ma sarà necessario comprendere perché sia accaduto, in quali condizioni si trovasse il mezzo di sollevamento e quale sia stata l’esatta sequenza degli eventi.

Le immagini del Marforio: la caduta dell’operaio era già avvenuta prima delle 15.08

Un elemento consente al Marforio di ricostruire con maggiore precisione la cronologia dell’incidente sul lavoro avvenuto a Ostia.

Alle 15.08 di lunedì 14 settembre la redazione era già entrata in possesso delle prime immagini scattate immediatamente dopo la caduta, quando l’operaio si trovava già a terra davanti allo stabile di via Antonio Forni.

Una seconda documentazione fotografica acquisita dal giornale mostra poi, alle 15.20, i sanitari presenti sul luogo dell’incidente e impegnati nelle operazioni di soccorso.

La sequenza consente quindi di stabilire con certezza che la caduta sia avvenuta prima delle 15.08, mentre alcune delle prime ricostruzioni circolate nelle ore successive avevano indicato orari più tardivi. Il materiale a disposizione non permette invece di individuare con certezza il minuto esatto dell’incidente.

Le immagini documentano la drammaticità di quei momenti senza lasciare dubbi sulla rapidità con la quale la tragedia si è consumata: prima l’operaio a terra, quindi l’arrivo dei sanitari e le operazioni di soccorso, sotto gli occhi dei residenti che si trovavano nelle abitazioni affacciate sulla strada.

I soccorsi e il collega trasportato all’ospedale Grassi

Sul posto sono intervenuti i sanitari dell’Ares 118, insieme ai carabinieri della Stazione di Ostia e agli ispettori dello Spresal della Asl Roma 3.

Il secondo lavoratore coinvolto nell’incidente è stato preso in carico dai soccorritori e trasportato all’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia. Secondo le informazioni disponibili nelle ore successive alla tragedia, le sue condizioni non sarebbero state tali da far temere per la sua vita.

La zona è stata progressivamente circoscritta per consentire agli investigatori e ai tecnici di svolgere tutti gli accertamenti necessari sulla dinamica dell’incidente e sulle condizioni di sicurezza del cantiere.

Il magistrato sul posto e il trasferimento della salma intorno alle 18

Gli accertamenti sul luogo della tragedia sono proseguiti per diverse ore. Nel corso del pomeriggio sul posto è intervenuto anche il magistrato incaricato degli accertamenti, nell’ambito delle verifiche necessarie a ricostruire quanto avvenuto nel cantiere di via Forni.

Secondo quanto ricostruito dal Marforio, il magistrato avrebbe lasciato l’area intorno alle 17.30, dopo le attività svolte sul luogo dell’incidente.

Circa mezz’ora più tardi, intorno alle 18, in via Antonio Forni è arrivato il mezzo del servizio mortuario incaricato del trasferimento della salma. Solo dopo la conclusione delle procedure previste è stato quindi possibile procedere alla rimozione del corpo dell’operaio.

Una lunga sequenza di operazioni che ha mantenuto l’area interessata dalla tragedia sotto l’attenzione dei residenti per buona parte del pomeriggio.

In via Forni anche il padre e la sorella della vittima

Nel frattempo erano stati avvisati anche i familiari del lavoratore. Sul luogo della tragedia sono arrivati il padre e la sorella dell’operaio, chiamati ad affrontare una delle notizie più drammatiche che una famiglia possa ricevere.

Un momento particolarmente delicato, vissuto mentre in via Forni erano ancora in corso le verifiche degli investigatori e le operazioni necessarie prima del trasferimento della salma.

La presenza dei familiari aggiunge un ulteriore elemento umano a una vicenda che, al di là degli accertamenti tecnici e delle future responsabilità eventualmente individuate, resta innanzitutto la morte di un uomo mentre stava svolgendo il proprio lavoro.

Operaio morto a Ostia, Falconi e Sesa sul luogo dell’incidente a Ostia

Nel pomeriggio in via Antonio Forni sono arrivati anche alcuni rappresentanti istituzionali del territorio.

Sul posto si sono recati il presidente del Municipio X di Roma Capitale, Mario Falconi, e l’assessore municipale alle Politiche abitative Giuseppe Sesa, in considerazione anche della particolare natura dello stabile nel quale erano in corso gli interventi.

Il fabbricato interessato dalla tragedia rientra infatti nel complesso delle cosiddette case Armellini: immobili privati che risultavano utilizzati attraverso un rapporto di locazione con Roma Capitale e destinati ad alloggi popolari.

Le case Armellini di via Forni e i lavori nello stabile

L’incidente è avvenuto durante interventi di ristrutturazione al civico 10 di via Antonio Forni, in uno degli edifici storicamente conosciuti a Ostia come case Armellini.

Lo stabile, pur appartenendo al complesso immobiliare Armellini, era stato preso in locazione dal Comune di Roma per essere destinato ad alloggi popolari. Si tratta quindi di un edificio utilizzato dall’amministrazione capitolina nell’ambito delle proprie politiche abitative.

Negli ultimi mesi erano visibili interventi di ristrutturazione sull’immobile e il cantiere era ormai una presenza conosciuta da chi vive nella zona.

È proprio il contesto dei lavori uno degli aspetti che dovrà essere ulteriormente approfondito: sarà necessario comprendere quale intervento fosse materialmente in corso al momento dell’incidente, quale impresa stesse operando nello stabile e quali attrezzature venissero utilizzate dagli operai impegnati sulla facciata.

Su un punto è tuttavia necessario mantenere una linea rigorosa: allo stato attuale non è possibile attribuire responsabilità. Saranno gli accertamenti tecnici e giudiziari a stabilire se il cedimento sia stato determinato da un guasto, da un problema strutturale, da una questione legata alla manutenzione o da altre circostanze.

Indagini sul cestello e sulla sicurezza del lavoro

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe stato provocato dal cedimento del cestello di un mezzo di sollevamento, indicato nelle prime cronache anche come un montacarichi collegato alla gru di un autocarro.

Il cedimento avrebbe fatto precipitare uno dei due lavoratori, mentre il collega sarebbe riuscito ad aggrapparsi alla struttura evitando la stessa sorte.

Saranno quindi gli accertamenti tecnici a stabilire le condizioni del cestello, il suo funzionamento e lo stato del mezzo impiegato nel cantiere. Parallelamente dovrà essere verificato il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro e di tutte le procedure previste per le lavorazioni in quota.

Gli investigatori dovranno ricostruire la posizione dei due operai, il funzionamento dell’attrezzatura e ogni elemento utile a chiarire ciò che è accaduto nei secondi immediatamente precedenti alla caduta.

Soltanto al termine degli accertamenti sarà possibile determinare se vi siano responsabilità e a chi possano eventualmente essere attribuite.

Via Forni sotto choc per la morte dell’operaio

L’incidente è avvenuto in pieno pomeriggio, davanti alle finestre e ai balconi degli edifici circostanti. Diversi residenti hanno assistito alle fasi immediatamente successive alla caduta e all’arrivo dei soccorsi.

Le testimonianze raccolte restituiscono soprattutto lo sgomento di chi si è trovato davanti alla morte di un lavoratore a pochi metri dalla propria abitazione. Per ore via Forni è rimasta il luogo di una tragedia osservata da un quartiere incredulo, mentre sanitari, investigatori e tecnici effettuavano le operazioni necessarie.

La morte dell’operaio riporta inevitabilmente al centro anche il tema della sicurezza nei cantieri di Roma e Ostia, in particolare quando vengono svolti interventi in quota attraverso cestelli, piattaforme e altri mezzi di sollevamento.

La necessità di conoscere la verità sulla dinamica dovrà però procedere insieme alla prudenza sulle responsabilità e al rispetto per la vittima e per i suoi familiari.

Saranno gli sviluppi dell’inchiesta a chiarire cosa sia realmente accaduto al civico 10 di via Antonio Forni e se vi siano elementi che avrebbero potuto evitare la tragedia. Il Marforio continuerà a seguire gli accertamenti sul cestello, sul cantiere e sulle circostanze della morte del lavoratore.

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