Monopattino lasciato sul marciapiede a Ostia in via dei Promontori, ostacolo pericoloso per pedoni e non vedenti

Ostia, monopattino sul marciapiede: non vedente rischia di cadere. “Ostacolo invisibile”

A Ostia un uomo non vedente urta un monopattino lasciato sul marciapiede e rischia di farsi male. La denuncia riaccende il tema sicurezza e accessibilità negli spazi pubblici.

Passeggiava lungo il marciapiede con il suo bastone bianco, nel pomeriggio, a Ostia. Un gesto quotidiano, semplice, quasi automatico. Poi, all’improvviso, l’impatto. Il braccio contro qualcosa di duro, inatteso, invisibile fino all’ultimo istante. Era il manubrio di un monopattino lasciato in mezzo al passaggio.

È successo in viale dei Promontori, a Ostia, e a raccontarlo è Jacopo Di Paolo, delegato dell’Associazione Disabili Visivi alla Consulta per la Disabilità del Municipio X di Roma Capitale. Una persona non vedente che, durante una normale passeggiata, ha rischiato seriamente di cadere e farsi male.

Un episodio che riaccende una questione concreta: i monopattini lasciati sui marciapiedi possono diventare barriere invisibili.

Ostia, il racconto di Jacopo Di Paolo: “Un ostacolo invisibile”

“Ho urtato con il braccio il manubrio di un monopattino lasciato in mezzo al marciapiede. Un ostacolo invisibile fino all’ultimo momento”. Le parole di Jacopo Di Paolo restituiscono con precisione il senso di ciò che è accaduto a Ostia.

Per chi vede, un monopattino può rappresentare un semplice intralcio. Per chi non vede, o vede poco, può trasformarsi in un pericolo improvviso. Non segnalato, non percepibile in anticipo, capace di provocare cadute anche gravi.

Il punto non è solo l’ingombro, ma l’imprevedibilità dell’ostacolo.

Nel caso specifico, il contatto è avvenuto con il manubrio, una parte del mezzo che sporge e che può colpire direttamente il corpo, senza alcun preavviso.

Non è un caso isolato: incidenti già avvenuti a Roma

Quello accaduto a Ostia non è un episodio isolato. Lo stesso Di Paolo ricorda altri casi concreti. Una donna cieca, sempre a Roma, è caduta dopo aver urtato un monopattino lasciato sul marciapiede, riportando la frattura del polso in due parti. Un incidente serio, con conseguenze fisiche importanti.

E non si tratta di un caso unico. Anche un suo amico, non vedente, è caduto per lo stesso motivo.

Quando gli episodi si ripetono, il problema non è più occasionale, ma sistemico.

Il rischio non è teorico. È reale, documentato, già accaduto.

Monopattini a Ostia sui marciapiedi: pericolo per tutti

Il tema non riguarda soltanto le persone non vedenti. I monopattini lasciati sui marciapiedi a Ostia rappresentano un ostacolo per una vasta platea di cittadini.

Per le persone con disabilità motoria, che utilizzano una carrozzina e si trovano davanti a passaggi ostruiti.
Per le persone con disabilità uditiva, che non percepiscono l’arrivo dei mezzi in movimento.
Per le persone con disabilità intellettiva o relazionale, che possono essere disorientate da mezzi improvvisi.
Per gli anziani e i genitori con passeggini, costretti a deviare o a scendere dal marciapiede.

Il marciapiede dovrebbe essere uno spazio sicuro, lineare, libero da ostacoli. E invece, sempre più spesso, si trasforma in un percorso a ostacoli.

Il problema non è solo il parcheggio selvaggio, ma anche l’uso improprio dei mezzi.

Monopattini che sfrecciano a velocità sostenuta dove non dovrebbero, creando ulteriori situazioni di rischio.

Targhe ai monopattini, ma resta il nodo delle biciclette elettriche

Negli ultimi mesi si è tornati a parlare dell’introduzione delle targhe per i monopattini elettrici. Una misura che potrebbe rappresentare un passo avanti, soprattutto sul piano dei controlli.

La possibilità di identificare un mezzo consente anche di segnalarlo alla Polizia Locale.

Ma il quadro resta incompleto. Le targhe, infatti, non verranno installate sulle biciclette elettriche, comprese quelle a noleggio. E anche queste, sempre più diffuse, vengono spesso lasciate sui marciapiedi o utilizzate in modo improprio.

Il rischio è creare una regolamentazione a metà.

Un sistema che interviene su una parte del problema, lasciando scoperta un’altra area critica. Per questo, secondo Di Paolo, sarebbe necessario estendere le misure anche ad altri mezzi di micromobilità.

Accessibilità e sicurezza: cosa dice la legge

La questione non riguarda solo il buon senso o il rispetto delle regole. Esiste un quadro normativo preciso.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006 e ratificata dall’Italia nel 2009, stabilisce principi chiari.

Articolo 9: accessibilità degli spazi pubblici

Gli Stati devono garantire l’accesso agli spazi pubblici, eliminando ostacoli e barriere.

Articolo 20: mobilità personale

Deve essere garantita la possibilità di muoversi in modo autonomo e sicuro.

Se i marciapiedi sono occupati, questi principi vengono meno.

Non si tratta quindi solo di decoro urbano o di educazione civica. Si tratta di diritti.

Ostia, la domanda resta aperta: dov’è la sicurezza?

Alla luce di quanto accaduto a Ostia, la domanda è inevitabile. Come si può parlare di accessibilità e mobilità sicura se i marciapiedi sono occupati da ostacoli e attraversati da mezzi pericolosi?

Serve responsabilità individuale, ma anche intervento istituzionale.

Perché quando un fenomeno diventa diffuso, non può più essere affrontato solo con appelli al senso civico. Servono regole chiare, controlli efficaci e azioni concrete.

Il marciapiede deve tornare ad essere ciò che dovrebbe sempre essere stato: uno spazio libero, accessibile, sicuro.

Per tutti.

La sicurezza non è un favore. È un diritto.

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