Impianto di depurazione con vasca di trattamento, immagine a corredo dell’articolo sui miasmi segnalati a Ostia

Ostia, miasmi nella notte: Conforzi chiede monitoraggi prolungati nell’area del depuratore

Nuove segnalazioni di miasmi a Ostia nella notte tra il 7 e l’8 settembre. Conforzi scrive agli enti e chiede controlli su più giorni, anche nelle ore notturne.

A Ostia tornano le segnalazioni di miasmi nelle ore notturne e il caso dell’area del depuratore Acea di via Tancredi Chiaraluce entra in una nuova fase. Dopo gli episodi riferiti dai residenti nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2026, Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha scritto ad ASL Roma 3, ARPA Lazio, Città Metropolitana, Acea Ato 2, Roma Capitale e Municipio X chiedendo di valutare monitoraggi più lunghi, distribuiti su più giorni e comprensivi delle fasce serali e notturne.

La nuova comunicazione, inviata l’8 settembre, arriva dopo il sopralluogo effettuato dalla ASL Roma 3 il 28 agosto presso il depuratore di Ostia. L’Azienda sanitaria aveva rilevato una lieve presenza di odore acre nelle immediate vicinanze degli ingressi dell’impianto, senza riscontrare odori particolari nelle strade limitrofe in quel preciso momento, indicando tuttavia l’opportunità di proseguire le attività di verifica, controllo e monitoraggio.

Ostia, miasmi segnalati per tutta la notte tra il 7 e l’8 settembre

L’ultimo episodio indicato nella documentazione riguarda la notte tra lunedì 7 e martedì 8 settembre. Secondo le testimonianze raccolte, i cattivi odori sarebbero diventati chiaramente percepibili intorno alle 23 e sarebbero proseguiti durante la notte, risultando ancora particolarmente intensi tra le 7 e le 8 del mattino successivo.

Le nuove segnalazioni, secondo quanto riferisce Conforzi, non riguarderebbero soltanto le aree già interessate nei mesi scorsi. Testimonianze sarebbero arrivate anche da viale dei Promontori, nel quadrante che comprende Lido Nord e si sviluppa in direzione di Stella Polare.

Il dato resta, allo stato attuale, quello delle segnalazioni dei cittadini: non esistono ancora accertamenti tecnici che permettano di stabilire l’origine degli odori percepiti durante questi specifici episodi. Proprio il carattere intermittente del fenomeno è però alla base della nuova richiesta avanzata agli organismi competenti.

Cosa ha rilevato la ASL Roma 3 al depuratore di Ostia

Il passaggio istituzionale più recente risale al sopralluogo del 28 agosto 2026. Come raccontato dal Marforio nell’approfondimento sulla risposta della ASL Roma 3 sul depuratore di Ostia, il personale del Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha riscontrato una lieve presenza di odore acre in prossimità degli ingressi dell’impianto. Esteso il controllo alle strade circostanti, in quel momento non sarebbero invece stati percepiti odori particolari.

La ASL non ha quindi individuato la sorgente dei miasmi denunciati dai residenti né ha attribuito gli episodi al depuratore. Nella propria comunicazione ha però ritenuto opportuno che amministrazioni ed enti competenti continuino le verifiche e i monitoraggi, anche per valutare l’eventuale persistenza o intensificazione del fenomeno.

È da questo punto che parte la nuova iniziativa di Conforzi.

Conforzi chiede monitoraggi prolungati anche nelle ore notturne

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, una verifica svolta in una sola giornata potrebbe non essere sufficiente a intercettare un fenomeno che i residenti descrivono da tempo come discontinuo e concentrato soprattutto nelle ore serali, notturne e del primo mattino.

«Un sopralluogo effettuato in una determinata giornata può fotografare correttamente ciò che accade in quelle ore – sostiene Conforzi – ma il problema è che i cittadini continuano a descrivere episodi che iniziano spesso la sera o durante la notte e possono durare diverse ore».

Nella comunicazione dell’8 settembre viene quindi chiesto agli enti tecnici di valutare un monitoraggio continuativo o comunque ripetuto per più giorni consecutivi, includendo proprio le fasce orarie nelle quali vengono registrate più frequentemente le segnalazioni.

Segnalazioni, meteo e attività dell’impianto da mettere a confronto

La richiesta non indica quale tecnologia debba essere utilizzata né quali parametri debbano essere misurati, decisioni che vengono lasciate agli organismi tecnici competenti.

L’obiettivo proposto è piuttosto costruire un quadro più ampio, provando, ove tecnicamente possibile, a mettere in relazione gli orari delle segnalazioni dei residenti, le condizioni meteorologiche, i dati ambientali rilevati e le attività contemporaneamente svolte presso l’impianto.

Un metodo che potrebbe aiutare a comprendere se gli episodi presentino ricorrenze precise e se esista una sorgente identificabile.

L’origine dei miasmi a Ostia resta da accertare

Su questo punto occorre mantenere distinti i dati acquisiti dalle ipotesi. Gli elementi disponibili non consentono oggi di attribuire automaticamente al depuratore Acea l’origine dei miasmi segnalati a Ostia.

La stessa comunicazione di Conforzi precisa che l’obiettivo non è formulare preventivamente una conclusione, ma ottenere controlli sufficientemente estesi da consentire agli enti competenti di individuare eventualmente una sorgente e comprenderne frequenza e caratteristiche.

Una distinzione rilevante anche alla luce dei numerosi episodi denunciati durante l’estate 2026, quando i cattivi odori sono stati riferiti soprattutto durante le notti caratterizzate dalle temperature più elevate.

Il dossier sui miasmi e sul depuratore di Ostia

Il problema viene seguito da mesi dal Marforio attraverso segnalazioni, risposte degli enti e documentazione amministrativa.

Ad agosto, nell’approfondimento dedicato agli atti sull’impatto odorigeno del depuratore di Ostia, erano emersi alcuni elementi tecnici risalenti agli anni precedenti. Uno studio del febbraio 2023 modellizzava un isovalore odorigeno di 1 ouE/m³ fino a circa 800 metri verso ovest e sud-ovest, mentre gli atti del 2025 ricostruivano l’autorizzazione di una stazione destinata alla ricezione e al pompaggio di fanghi disidratati provenienti da altri impianti Acea Ato 2.

Anche questi documenti non dimostrano che gli episodi registrati nel 2026 abbiano origine dal depuratore, ma confermano che il tema delle emissioni odorigene è già stato oggetto di valutazioni e prescrizioni tecniche.

La nuova richiesta dell’8 settembre punta ora a un passaggio ulteriore: capire se verranno predisposti controlli sufficientemente lunghi da intercettare gli episodi nel momento in cui vengono effettivamente segnalati. Conforzi ha chiesto inoltre agli enti di comunicare quali ulteriori verifiche siano state programmate dopo la nota della ASL Roma 3 e quali iniziative saranno intraprese qualora emergano elementi utili a identificare la sorgente del fenomeno.

 

🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie da Ostia in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Focus!

Potrebbero anche interessarti: