L’ex Faber Village di Ostia è oggi un simbolo di abbandono: occupazioni abusive, discariche, rischio incendi e totale assenza di interventi istituzionali. Cittadini e associazioni denunciano da oltre un anno un degrado ormai fuori controllo.
Ostia è costretta ancora una volta a fare i conti con il degrado dell’ex Faber Village, uno stabilimento balneare confiscato alla criminalità e oggi completamente abbandonato. Da oltre un anno cittadini e associazioni denunciano occupazioni abusive, discariche diffuse, pericoli strutturali e totale assenza di interventi istituzionali.
Ostia e il caso Faber Village: un bene pubblico lasciato crollare
L’ex Faber Village, situato sul lungomare di Ostia Ponente, è diventato negli ultimi mesi il simbolo dell’abbandono. Un bene pubblico che doveva rappresentare riscatto, legalità e trasparenza, ma che si è trasformato – secondo i residenti – in una zona rossa dove regnano degrado e insicurezza.
Nonostante blitz, segnalazioni, interrogazioni e richieste formali, la situazione rimane immutata. I cittadini parlano di “inerzia totale” da parte del Patrimonio di Roma Capitale e del Comune di Roma.
Le immagini del degrado: rifiuti, baracche, spaccio e pericolo incendio
Le fotografie scattate dall’attivista Mauro Delicato, presidente dell’associazione Giustizia X Ostia, documentano uno scenario inquietante: rifiuti ovunque, strutture crollate, cabine incendiate e materiali abbandonati che rendono l’area simile a una discarica a cielo aperto.
Rifiuti ovunque e materiali pericolosi
Nel perimetro dell’ex stabilimento si trovano:
- sacchi di plastica accumulati
- legname marcio e travi pericolanti
- resti di arredi da spiaggia
- reti metalliche, tubi e cavi esposti
- materassi, frigoriferi usati e mobilio distrutto
- oggetti potenzialmente incendiabili
Secondo numerosi residenti, il rischio incendio è concreto: “Basta un mozzicone per far saltare tutto”, denunciano in molti.
Le occupazioni abusive e la dimensione sociale
Le cabine in legno, molte delle quali senza porte, sono state occupate da persone in grave emergenza abitativa. All’interno si notano coperte, sacchi a pelo, sedie, fornelli improvvisati e un numero crescente di oggetti personali.
Chi non riesce a trovare spazio nelle cabine si accampa direttamente sulla spiaggia, come mostrano le immagini: tende posizionate a pochi metri dall’acqua, senza alcuna tutela né sicurezza.
Alcuni residenti riferiscono anche di movimenti sospetti e, in più di un’occasione, della presenza di attività di spaccio nelle ore notturne.

Le promesse istituzionali mai mantenute: la demolizione fantasma dello stabilimento di Ostia
Il Comune aveva annunciato, già a fine estate, la demolizione della struttura in muratura dell’ex Village. Una promessa che, però, non ha ancora trovato seguito: nessuna data ufficiale, nessun cantiere, nessun cronoprogramma pubblico.
Nell’attesa, l’area resta totalmente accessibile, nonostante il pericolo legato a rifiuti, crolli e presenza di materiali altamente degradati.
Il post Facebook di Mauro Delicato: la denuncia che scuote Ostia
Il 21 novembre, Mauro Delicato ha pubblicato un post durissimo sui social, definendo l’ex Village “la prova vivente dell’abbandono istituzionale più totale”. Un testo diventato virale e che ha riacceso il dibattito sul futuro dell’area.
Nel post, l’attivista denuncia:
- l’inerzia del Patrimonio di Roma Capitale
- l’assenza di bonifiche
- la mancata vigilanza dell’operazione “Mare Sicuro”
- l’aumento delle occupazioni abusive
- la crescita incontrollata della discarica
- la mancanza di un progetto chiaro dell’amministrazione
La chiusura del testo è una domanda che sta facendo il giro di Ostia: “Quanto ancora devono sopportare i cittadini prima che qualcuno, nelle istituzioni, decida di fare il proprio lavoro?”
Le richieste dei cittadini: sicurezza, bonifica, legalità
Le associazioni e i residenti di Ostia chiedono interventi immediati e concreti. Le priorità individuate sono quattro:
1. Bonifica immediata dell’area
Rimozione dei rifiuti, pulizia del sito e smaltimento dei materiali pericolosi.
2. Messa in sicurezza
Transennamento adeguato, interdizione delle zone più pericolanti e prevenzione dei rischi di crollo o incendio.
3. Controlli e vigilanza
Un presidio costante delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore serali e notturne.
4. Piano pubblico di demolizione e riqualificazione
Il territorio chiede una data certa per la demolizione e un reale progetto di recupero del lungomare.
Ostia non può più aspettare: la costa chiede una svolta
Il caso dell’ex Faber Village non riguarda soltanto il decoro urbano, ma la sicurezza, la legalità e la dignità stessa del territorio di Ostia. Dopo un anno di denunce e silenzi, i cittadini chiedono interventi immediati e un cambio di passo da parte delle istituzioni.


