A Ostia la spiaggia dei cani è stata riaperta in un’area interdetta alla balneazione. Conforzi (FdI): “Così il Comune mette a rischio cittadini e animali”.
Ostia, la spiaggia dei cani riaperta in zona a rischio
Emergono pasticci amministrativi sul tratto costiero di Ostia. L’ultima vicenda riguarda la spiaggia dei cani sul lungomare Duca degli Abruzzi, dove pochi giorni fa due donne e un cane hanno rischiato di annegare: una tragedia sventata solo grazie al coraggio di una bagnante con un passato da nuotatrice e surfista.
A questa emergenza, che ha messo in luce la mancanza di sicurezza e sorveglianza, si aggiunge un problema più ampio: perché la spiaggia dei cani è stata collocata in un’area in cui vige un chiaro divieto di balneazione?
Le carte e le scelte del Campidoglio per le spiagge di Ostia
Dal “waterfront green” alle proteste dei padroni
Per capire la vicenda occorre tornare a maggio, quando l’Assessore al Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi, presentava il progetto di un nuovo “waterfront green” sul modello della Barceloneta. In quella visione, almeno fino a giugno, non era prevista alcuna spiaggia dedicata ai cani: l’idea era che stabilimenti e spiagge libere si facessero carico, a propria disponibilità, di ospitare un numero limitato di animali.
La scelta si è però rivelata fallimentare. I proprietari di cani non hanno mai trovato spazi per i loro animali e facendo così montare una protesta cittadina, che ha costretto il Campidoglio a fare marcia indietro e riaprire un’area dedicata.
Il ritorno sul lungomare Duca degli Abruzzi, ma con troppe incognite
Così, dopo resistenze burocratiche e l’iniziale contrarietà del sindaco Roberto Gualtieri, è stata riaperta la spiaggia dei cani davanti a Nuova Ostia, nella seconda settimana di luglio 2025.
Il problema? Si tratta di un tratto di litorale notoriamente pericoloso: già nel 2024 si erano registrati tre decessi dovuti alle forti correnti. Inoltre, l’area non prevede la presenza fissa di bagnini, pur essendo in un punto con divieto di balneazione. Una contraddizione che solleva più di un dubbio sulla gestione amministrativa.
Cosa dice la Capitaneria di Porto
Secondo la normativa, spiegata anche dagli interventi pubblici di Alessandro Rocca (Sezione Lifeguard Italiani), quel tratto di spiaggia presenta diverse anomalie rispetto all’Ordinanza della Capitaneria di Porto.
Il documento individua come “zone vietate ai bagnanti” quelle all’interno dei porti o entro 200 metri da imboccature e strutture foranee. La spiaggia dei cani di Nuova Ostia rientra proprio in quest’ultimo caso. Una situazione che non coinvolge direttamente la cooperativa incaricata della gestione, ma che grava interamente sulle scelte del Comune di Roma.
Una scelta amministrativa rischiosa per la spiaggia dei cani a Ostia
L’errore di fondo, evidenziano gli esperti, è stato ignorare il comportamento prevedibile di chi usufruisce del servizio: un proprietario di cane, trovandosi su una spiaggia, può avere il desiderio di entrare in acqua con l’animale. Una eventualità ovvia, ma dimenticata dai tecnici comunali, che hanno così esposto cittadini e animali a rischi concreti.
La contraddizione è evidente: da un lato il Campidoglio proclama l’intenzione di riportare la legalità sulle spiagge, dall’altro apre un servizio pubblico in violazione di un’ordinanza vigente e in un tratto già teatro di incidenti.
Conforzi: “La legalità non è una passerella politica”
L’attacco del capogruppo FdI in Municipio X
A sollevare la questione è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, che in estate ha svolto numerosi sopralluoghi sugli arenili.
Con una lettera all’Assessorato al Patrimonio, dopo l’incidente sfiorato, Conforzi ha dichiarato:
“Al sindaco Gualtieri, alla sua Giunta e al presidente Falconi dico una cosa: la legalità non è un vestito da indossare per le cerimonie o quando si va in televisione. È una cosa seria. Qui invece si prendono in giro i cittadini lidensi”.
Le accuse: contratti pirata, falò e abusivismo
Il consigliere rincara:
“È inquietante che l’Amministrazione, che parla di legalità e punta il dito contro gli stabilimenti, sia la prima a non rispettare le proprie ordinanze. Ignora i contratti pirata ad alcuni bagnini delle spiagge libere, non controlla i punti con divieto di balneazione, non contrasta falò e abusivismo. A Ostia viviamo una situazione grottesca nel silenzio del Campidoglio”.
Una domanda inevasa: non era meglio un’altra spiaggia?
La domanda finale resta aperta: perché non individuare un tratto più idoneo, tra le diverse spiagge libere disponibili sul litorale, per ospitare i cittadini con i loro animali?
Una scelta che avrebbe evitato rischi e contestazioni, e che avrebbe reso coerente l’azione del Comune con la tanto citata legalità. Così, invece, Ostia si trova ancora una volta davanti a una legalità a intermittenza, dove decisioni affrettate rischiano di compromettere la sicurezza dei cittadini e la credibilità delle istituzioni.



1 commento su “Ostia, legalità a intermittenza sul litorale: la spiaggia dei cani aperta dove vige il divieto di balneazione”
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