Tende e area degradata sulla spiaggia davanti allo stabilimento Marechiaro a Ostia

Ostia, le spiagge diventano una tendopoli: aumentano gli accampamenti sul litorale e cresce l’emergenza sociale

A Ostia si allarga la tendopoli sull’arenile: decine di tende tra Ponente e Lido Centro, donne in difficoltà e nuovi camper su viale Mediterraneo. Residenti esasperati: “Situazione fuori controllo”.

Ostia vive un nuovo, pesante capitolo della sua emergenza sociale. Le spiagge tra il lungomare Toscanelli e il lungomare Duca degli Abruzzi si stanno trasformando, giorno dopo giorno, in una vera e propria tendopoli diffusa, con almeno una decina di accampamenti sorti tra il quadrante di Ponente e l’area di Lido Centro. Una fotografia che conferma, ancora una volta, come il territorio continui a scivolare in un degrado che l’Amministrazione del X Municipio non sembra più in grado di arginare.

Ostia e la nuova tendopoli: tende e bivacchi sull’arenile del lungomare Toscanelli

Le immagini scattate nelle ultime ore parlano da sole: piccole tende montate direttamente sulla sabbia, sacchi a pelo, coperte appese alle assi di legno, oggetti di fortuna usati come arredo minimale. Bottiglie, rifiuti e scarti alimentari completano un quadro che stride con la vocazione turistica dell’area di Ostia.

Secondo le testimonianze raccolte, gli accampamenti sarebbero sorti “dalla sera alla mattina”, con un aumento evidente negli ultimi giorni. Non solo nei pressi dello stabilimento Marechiaro, dove si contano almeno sei tende, ma anche in vari tratti di spiaggia libera che affacciano sul lungomare Toscanelli e su quello di Ponente.

Una situazione che si è aggravata subito dopo il recente divieto di campeggio introdotto su piazzale Magellano, provvedimento che sembra aver spinto parte delle persone in emergenza abitativa a spostarsi direttamente sull’arenile di Ostia.

Le prime segnalazioni: le tende sotto via del Sommergibile

La testimonianza del signor “Bruno”

A raccontare l’inizio del fenomeno sulla spiaggia di Ostia è stato il signor Bruno (nome di fantasia), che per primo ha segnalato ciò che stava accadendo sotto via del Sommergibile.

«Ieri pomeriggio, intorno alle 17:30, ho visto una piccola tenda chiusa a metà, con una persona che dormiva all’interno. Intorno aveva portato casse di legno, pezzi di pallet e persino un carrello della spesa arrugginito» riferisce.

Un’immagine che l’uomo descrive come “impressionante”, soprattutto per la quantità di rifiuti accumulati attorno all’accampamento sorto sull’arenile di Ostia.

Ostia, dal Curvone al Pontile: sei tende solo davanti al Marechiaro

Le segnalazioni del signor “Osvaldo”

Un’altra testimonianza arriva dal signor Osvaldo (nome di fantasia), che ogni mattina percorre il tratto che dal Curvone porta fino al Pontile lungo il bagnasciuga di Ostia.

«Davanti allo stabilimento Marechiaro ho contato almeno sei tende. In una ho visto una donna che usciva con le sue cose in mano. Ce ne sono altre verso il Curvone. È terribile vedere tutto questo in un posto dove la gente passeggia, prende un caffè, porta i bambini al mare» racconta.

Il residente denuncia anche episodi frequenti di ubriachezza, uso di sostanze e abbandono di rifiuti: «È diventato un ricovero improvvisato, senza alcun controllo».

Tenda e area degradata sulla spiaggia di Ostia vicino allo stabilimento Marechiaro
Tendopoli sulla spiaggia di Ostia, all’altezza dello stabilimento Marechiaro. – (www.ilmarforio.it)

L’altra emergenza: arrivano nuovi camper su viale Mediterraneo

Il racconto del signor “Edoardo”

Il fenomeno non si limita alla spiaggia di Ostia. Parallelamente, infatti, anche in altre zone del territorio si registrano nuovi insediamenti irregolari. Tra questi, viale Mediterraneo, area già da mesi al centro di criticità.

A parlarne è il signor Edoardo (nome di fantasia), residente della zona:

«Già in estate ci avevano detto che i camper sarebbero stati spostati da piazzale Magellano alla nostra via. E così è stato: negli ultimi giorni ne ho contati cinque, ma ieri ne è arrivato un altro».

L’uomo denuncia quello che definisce “un silenzio assordante delle istituzioni”, fatta eccezione – dice – per il consigliere Giuseppe Conforzi:

«Eccetto lui, nessuno sembra preoccuparsi della violazione del divieto di campeggio, né del degrado crescente. Noi residenti siamo allo stremo».

Ostia e la gestione dell’emergenza sociale: spostare i problemi non è una soluzione

Alla luce dei fatti, appare evidente come Ostia stia vivendo una situazione di emergenza sociale che non trova risposte strutturali. Il fenomeno degli accampamenti non riguarda più singole zone, ma si sta diffondendo a macchia d’olio: dalla spiaggia al lungomare, fino ai quartieri residenziali.

Il trasferimento dei camper o lo sgombero di un’area non risolve nulla se non accompagnato da strumenti e percorsi di reinserimento abitativo. L’impressione, condivisa da molti residenti, è che i problemi vengano semplicemente “spostati” da un punto all’altro del territorio, senza una strategia ampia e coordinata.

Intanto, l’arenile – cuore turistico e identitario di Ostia – diventa ogni giorno un po’ più una tendopoli improvvisata. E i segnali di disagio sociale, visibili ormai a occhio nudo, si moltiplicano.

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