La Pineta delle Acque Rosse a Ostia è sprofondata nel degrado. Accampamenti abusivi, rifiuti, rischi igienico-sanitari e promesse mancate: la denuncia di Mauro Delicato riaccende l’emergenza.
La situazione della Pineta delle Acque Rosse, nel cuore di Ostia, è diventata il simbolo di un’emergenza ambientale e sociale che va avanti da mesi senza alcuna risposta concreta. In questa porzione di Riserva Naturale del Litorale Romano cresce la rabbia dei residenti, stanchi di attendere promesse di bonifica mai trasformate in azioni, mentre il territorio viene progressivamente divorato dal degrado.
A rilanciare il caso — ancora una volta — è l’attivista lidense Mauro Delicato, presidente dell’associazione Giustizia X Ostia, che da oltre sette mesi documenta lo stato disastroso di questo lembo di pineta, a pochi passi dalla scuola elementare Acque Rosse e dalle case popolari dell’Ater di via dell’Appagliatore.
La pineta invasa da accampamenti abusivi e rifiuti
La denuncia parte da un dato semplice: le condizioni della Pineta delle Acque Rosse non sono cambiate di una virgola in sette mesi.
Né dopo i servizi televisivi di Rai 3, né dopo la visita sul posto del presidente del Municipio X Mario Falconi, né dopo i sopralluoghi di assessori e funzionari comunali.
Addentrandosi per appena cinquanta metri tra i sentieri, si incontra tutto ciò che non dovrebbe esistere in un’area protetta:
- accampamenti abusivi nascosti dietro i cespugli;
- tendopoli dove vivono clochard in emergenza abitativa;
- scarti alimentari in decomposizione;
- discariche abusive composte da plastiche, vetri e rifiuti gettati tra le frasche;
- latrine rudimentali, realizzate in legno e rivestite con coperte.
Una fotografia impietosa che descrive un’area completamente compromessa dal punto di vista ambientale, igienico e sanitario.

Ostia, la denuncia video di Delicato: “Situazione immutata, è una vergogna”
Nel video girato ieri mattina, Mauro Delicato mostra passo per passo cosa accade dietro i canneti di via dell’Acqua Rossa. La sua ricostruzione è cruda, diretta e senza filtri.
Racconta di aver organizzato due manifestazioni, ottenuto articoli su Il Tempo e La Repubblica, riportato il caso su Canale 10 e accompagnato personalmente Mario Falconi sul posto. Ma nulla è cambiato.
“È diventata una discarica a cielo aperto. Plastica ovunque, cibo avariato, rifiuti. Se fossero intervenuti in tempo, oggi non avremmo questo scempio.”
Delicato punta il dito sui ritardi dell’amministrazione:
- Valentina Prodon, assessora all’Ambiente del Municipio X;
- Mario Falconi, presidente del Municipio X;
- Denise Lancia, assessora alle Politiche Sociali.
Le promesse mancate e l’incendio di agosto ignorato
Nonostante una serie di sopralluoghi istituzionali, la realtà è rimasta immobile.
A fine agosto, poi, un violento incendio aveva messo in luce il livello dell’emergenza: le fiamme erano esplose dentro un accampamento abusivo, a pochi metri dalle case Ater.
Le immagini fecero il giro dei social e arrivarono anche su testate internazionali, ma neppure questo ha accelerato gli interventi.
Ostia, un rischio igienico e sanitario sempre più grave
Rifiuti e cibo avariato a pochi metri dalla scuola
A due passi dalla scuola Acque Rosse si trovano rifiuti, avanzi di cibo marcio e giacigli improvvisati. Per i residenti si tratta di una situazione “inaccettabile e pericolosa”.
Clochard costretti a vivere in condizioni estreme
I senzatetto dormono in tende rattoppate, circondati da rifiuti, senza servizi igienici. Una condizione umanamente drammatica, che però non giustifica l’abbandono dell’area da parte delle istituzioni.
Il post di denuncia: “Pineta trasformata in una zona rossa di degrado”
Nel suo recente post Facebook, Delicato sintetizza:
- immobilismo istituzionale;
- degrado ambientale crescente;
- rischio sanitario grave;
- assenza totale di interventi.
“La pineta è stata trasformata in una zona rossa di degrado. Vergognatevi tutti!”
Ostia, un polmone verde lasciato morire
La Pineta delle Acque Rosse era un patrimonio naturale, un confine vivo tra Ostia Ponente e Lido Nord. Oggi è una foresta ferita, sommersa dai rifiuti e dall’abbandono.
I cittadini chiedono una sola cosa: interventi immediati, seri e definitivi per restituire dignità a un’area che non può essere lasciata morire.


