Un libro fotografico per raccontare Ostia oltre il degrado e rilanciare la cultura della donazione: i Donatori del Grassi celebrano 30 anni tra volontariato, immagini e comunità.
Ostia non è solo cronaca nera, non è solo degrado, non è soltanto quella narrazione negativa che troppo spesso finisce sotto i riflettori mediatici.
Ostia è anche volontariato, comunità e impegno quotidiano.
È questo il messaggio forte emerso dalla conferenza stampa per il trentennale dell’Associazione Gruppo Donatori Amici dell’Ospedale Grassi di Ostia, che si è svolta nella mattinata di sabato 28 marzo 2026 presso l’Aula “Massimo Di Somma” del X Municipio di Roma Capitale.
Un evento che ha unito istituzioni, cultura e territorio, con la partecipazione del giornalista Gianni Maritati, del fotografo Pino Rampolla e del presidente dell’associazione Giuseppe Di Lorenzo.
Il trentennale dei Donatori del Grassi: 30 anni al servizio di Ostia
Il 31 marzo l’associazione celebrerà ufficialmente i suoi 30 anni di attività, un traguardo importante che racconta una storia fatta di impegno, sacrificio e presenza costante sul territorio di Ostia.
Non si tratta solo di numeri o di donazioni effettuate, ma di una vera e propria cultura costruita nel tempo.
Una cultura basata su un principio semplice ma potente: dare senza chiedere nulla in cambio.
Durante la conferenza è stato ribadito con chiarezza come il volontariato rappresenti una delle risorse più preziose per il territorio.
Più associazioni attive esistono, più una comunità è viva.
“Ostia, la bella”: il libro che racconta un’altra narrazione
Al centro dell’iniziativa, la presentazione del libro fotografico “Ostia, la bella”, realizzato con gli scatti di Pino Rampolla.
Un progetto che va oltre la semplice raccolta di immagini:
è un tentativo concreto di restituire al territorio una narrazione diversa.
1000 copie per il territorio: un progetto partecipativo
L’associazione ha deciso di stampare oltre 1000 copie del libro, con l’obiettivo di distribuirle gratuitamente a associazioni, comitati e cittadini attivi sul territorio di Ostia.
Un gesto simbolico ma anche estremamente concreto:
trasformare un prodotto culturale in uno strumento di diffusione e consapevolezza.
L’obiettivo è chiaro: creare una rete di “messaggeri” capaci di raccontare una Ostia diversa.
Ostia oltre il degrado: “Il 95% del territorio è bellezza”
Uno dei passaggi più forti della conferenza riguarda proprio la percezione del territorio.
Ostia, è stato detto, è bella al 95%.
Una frase che ribalta completamente la narrazione dominante.
Perché se è vero che esistono criticità, queste rappresentano solo una minima parte rispetto al patrimonio complessivo.
Un patrimonio spesso invisibile
Ostia è fatta di:
- mare
- pineta
- patrimonio archeologico
- storia e cultura
Eppure, tutto questo viene spesso oscurato da una comunicazione focalizzata esclusivamente sui problemi.
Il rischio è costruire una percezione distorta, dove il negativo prende il sopravvento sulla realtà.
L’intervista: “Ci si sveglia per dare, non per chiedere”
Durante la conferenza abbiamo posto una domanda al presidente Giuseppe Di Lorenzo, chiedendo quanto l’impegno dell’associazione sia legato anche alla volontà di raccontare una narrazione diversa di Ostia.
La risposta è stata chiara e diretta:
«Il primo motore della nostra associazione è il volontario. Sono persone che si svegliano la mattina per dare, non per chiedere».
La motivazione nasce dal territorio
Di Lorenzo ha sottolineato come la presenza di tante realtà attive rappresenti una spinta fondamentale.
«Essere qui oggi con tutte queste persone significa che stiamo andando nella direzione giusta».
Un lavoro quotidiano fatto di raccolte, attività nelle scuole e presenza costante sul territorio.
La cultura della donazione: un valore che supera ogni barriera
Il messaggio della conferenza non si limita alla donazione in senso stretto.
Si parla di cultura.
Una cultura che supera differenze politiche, religiose o sociali.
Donare sangue significa aiutare una persona, senza sapere chi sia.
Un sistema che funziona, ma che va sostenuto
Il centro trasfusionale dell’Ospedale Grassi è oggi autosufficiente.
Un dato positivo, che però richiede continuità.
Perché il fabbisogno è costante e non può essere dato per scontato.
Un calo delle donazioni comporterebbe:
- aumento dei tempi di ricovero
- maggiore pressione sul sistema sanitario
- incremento dei costi pubblici
Pino Rampolla: 60 anni di fotografia per raccontare Ostia
A dare forma visiva al progetto è stato Pino Rampolla, fotografo con oltre 60 anni di carriera.
Le sue immagini raccontano Ostia attraverso emozione, attesa e dedizione.
Non sono scatti casuali, ma il risultato di una ricerca costante.
Fotografare significa amare
Rampolla ha raccontato episodi di scatti realizzati sotto la pioggia, aspettando il momento giusto.
Perché fotografare, in questo caso, non è documentare.
È costruire un legame con il territorio.
Un messaggio per Ostia: comunità, volontariato e identità
“Ostia, la bella” non è solo un libro.
È un messaggio.
È il tentativo di riportare al centro una narrazione più equilibrata, capace di raccontare anche ciò che funziona.
Un invito a guardare il territorio con occhi diversi.
Perché Ostia non è solo quello che viene raccontato.
È anche, e soprattutto, quello che ogni giorno viene costruito da chi decide di restare e contribuire.


