Il sopralluogo del Principe Doria al cantiere coinvolto in un'esplosione Ostia.

Ostia, incendio doloso al cantiere nautico: confermata la pista criminale. Arpa Lazio rassicura sui dati ambientali

Confermato l’atto doloso nell’incendio al cantiere nautico di Ostia. Indagini in corso sulla pista criminale. Arpa Lazio: “Livelli inquinanti sotto le soglie di pericolo”.

Sul devastante incendio che nei giorni scorsi ha distrutto un cantiere nautico a Ostia, le prime dichiarazioni lasciavano già intravedere la pista dolosa. «Qualcuno ha voluto farmi un dispetto, menomale che mia figlia mi ha svegliato mentre mi trovavo in barca», aveva commentato il proprietario poche ore dopo l’incidente.

Dopo alcuni giorni di indagini, gli inquirenti hanno raccolto elementi utili a confermare che dietro il disastro ambientale ci sia un’azione intenzionale.

L’incendio al cantiere nautico di Ostia: confermato l’atto doloso

Secondo fonti investigative, non si esclude che dietro il rogo ci sia la mano della criminalità organizzata. Si tratterebbe di un atto di sabotaggio contro il molo di via delle Orcadi 94, a poca distanza dal Porto di Ostia e dalla foce del Tevere.

L’esplosione, avvenuta di prima mattina, resta in parte avvolta dal riserbo: le autorità non hanno confermato l’eventuale utilizzo di ordigni o materiali esplosivi. Il bilancio è comunque pesantissimo: quattro barche e due magazzini completamente distrutti. L’assenza di feriti è dovuta unicamente alla fortuna e alla prontezza di chi si trovava sul posto.

Il sopralluogo del Principe Doria al cantiere distrutto di Ostia

Resti di una barca coinvolta nella deflagrazione del cantiere nautico a via delle Orcadi 94 a Ostia.
Barca smembrata al cantiere nautico esploso di Ostia. – (Marco Andrea Doria) – (www.ilmarforio.it)

Nel pomeriggio di oggi si è svolto un nuovo sopralluogo, alla presenza del Principe Marco Andrea Doria, da anni impegnato nella gestione dei beni confiscati alle mafie e membro della Seconda Commissione Speciale Antimafia, Camorra e Beni Confiscati.

Le immagini fornite in esclusiva mostrano uno scenario quasi completamente disintegrato: le strutture in metallo che sorreggevano i locali sono carbonizzate, mentre le imbarcazioni colpite dalla deflagrazione sono ridotte a cumuli di legno e materiale nautico accatastati sul molo.

“La vicenda del cantiere nautico di via delle Orcadi è un grande campanello d’allarme”, spiega Doria. “Girando nella zona dell’incendio, ho individuato un grosso cimitero di barche vecchie ammassate, che mostravano il chiaro segno dell’abbandono. Se le fiamme avessero toccato il terreno dov’erano depositate, probabilmente ci saremmo trovati davanti un incendio dalle più grosse dimensioni e soprattutto ulteriormente impattante per l’ambiente. E’ necessario che qualcuno monitori questa situazione e attivi tutti gli iter per prevenire ulteriori disastri a pochi passi dalla foce del Tevere”.

Danni ingenti anche ai container

La stessa sorte è toccata ai container presenti nello spazio lungo il Tevere: le lamiere, per la forza dell’esplosione, si sono deformate “a cavolfiore”, segno dell’estrema violenza dell’evento.

La voce dei residenti: “Ancora odore di fumo”

Oltre ai danni diretti al cantiere, i quartieri limitrofi stanno subendo le conseguenze dell’incendio. Damiana, residente in via dell’Appagliatore, racconta: «Dall’incidente al molo, notte e giorno c’è puzza di fumo. Ho evitato di stendere i panni in terrazza, ma molte vicine mi hanno detto che i vestiti puzzavano di benzina o di bruciato, costringendole a rilavarli».

I dati di Arpa Lazio: “Situazione non preoccupante a Ostia”

Secondo le rilevazioni di ARPA Lazio, effettuate nelle ore successive al rogo, i livelli di inquinanti nell’aria non risultano particolarmente preoccupanti.

Le diossine (TEQ) sono inferiori a 0,1 pg/m³, in linea con i valori medi urbani indicati dall’OMS e ben al di sotto della soglia di 0,3 pg/m³ che indica una fonte localizzata di emissione. Il benzo(a)pirene è stato rilevato a meno di 0,1 ng/m³, molto sotto il limite annuo di legge di 1 ng/m³.

I PCB si attestano a 680 pg/m³, un valore intermedio nella forbice OMS (3-3.000 pg/m³), tipico di aree urbane con attività produttive.

In sintesi, pur confermando la presenza di sostanze prodotte dalla combustione, il monitoraggio non ha rilevato picchi tali da far temere una contaminazione acuta dell’aria.

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