Ex sede dei Vigili del Fuoco di Ostia e lettera del Ministero sull’ex Ostello Litus

Ostia, il Ministero dell’Interno conferma: “Ex Ostello Litus sede temporanea dei Vigili del Fuoco”

Il Ministero dell’Interno indica l’ex Ostello Litus come sede temporanea del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Ostia. La manutenzione straordinaria della vecchia caserma spetta a Roma Capitale, ma restano senza risposta i nodi su tempi, lavori e fondi.

Il futuro del presidio dei Vigili del Fuoco di Ostia comincia a prendere una direzione, ma il quadro resta incompleto. Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno ha indicato l’ex Ostello Litus di via Adolfo Cozza 7 come possibile sede temporanea del Distaccamento, dopo il trasferimento disposto per le gravi condizioni della caserma di via Angelo Celli. La struttura è stata ritenuta compatibile con le esigenze operative dopo una verifica statica effettuata da una commissione comunale. La risposta chiarisce inoltre che la manutenzione straordinaria della vecchia sede compete a Roma Capitale, proprietaria dell’immobile. Restano però senza una data il trasferimento, il recupero della caserma e il ritorno a una piena operatività sul territorio.

L’ex Ostello Litus indicato come sede temporanea dei Vigili del Fuoco di Ostia

La novità emerge dalla nota protocollata il 13 luglio 2026 dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile. Il documento risponde alla richiesta inviata il 4 giugno da Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che aveva chiesto chiarimenti sul trasferimento del presidio e sulle garanzie offerte al territorio.

Secondo il Ministero, dopo la segnalazione di una «grave criticità» e di un «avanzato ammaloramento» della sede di via Angelo Celli, il Comando dei Vigili del Fuoco di Roma ha effettuato un sopralluogo insieme a personale di Roma Capitale e del X Gruppo Mare della Polizia Locale. La verifica ha riguardato l’ex Ostello Litus di via Adolfo Cozza 7, a Ostia.

La soluzione è stata giudicata accettabile per l’operatività del Corpo dopo un controllo delle condizioni statiche, affidato a una commissione comunale richiesta dal Comando. Il Dipartimento ha inoltre comunicato la disponibilità a sostenere eventuali spese per la manutenzione ordinaria della sede temporanea. La nota, tuttavia, non specifica se i lavori siano iniziati, quali interventi siano indispensabili e quando le squadre potranno entrare nella struttura.

Sede di via Angelo Celli a Ostia, la manutenzione straordinaria spetta a Roma Capitale

Un secondo chiarimento riguarda la ripartizione delle competenze sulla caserma di via Angelo Celli 4A. Il Ministero precisa che la sede del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Ostia è di proprietà del Comune di Roma. Gli interventi di manutenzione straordinaria e quelli legati alle condizioni strutturali spettano quindi a Roma Capitale.

Il Dipartimento afferma invece di avere sostenuto le utenze e la manutenzione ordinaria, regolarmente eseguita come utilizzatore dell’immobile. La distinzione indirizza verso il Campidoglio le domande sugli interventi necessari per recuperare la sede e renderla nuovamente sicura.

La risposta non chiarisce se Roma Capitale fosse già stata informata dell’ammaloramento della caserma, quali segnalazioni fossero state trasmesse e se esistesse un programma di lavori prima dell’emergenza. Non sono indicati neppure un progetto, una stima economica o un cronoprogramma per la riapertura.

Il Ministero non conferma il “crollo”, ma parla di avanzato ammaloramento

Il Marforio aveva raccontato il caso il 5 giugno 2026, ricostruendo il trasferimento dei Vigili del Fuoco di Ostia dopo il cedimento nella caserma avvenuto il 29 maggio, senza feriti, e il conseguente trasferimento temporaneo del presidio a Fiumicino. Nella risposta ufficiale il Ministero non utilizza la parola “crollo” e non descrive nel dettaglio l’episodio, ma conferma una situazione grave attraverso le espressioni «grave criticità» e «avanzato ammaloramento».

La distinzione è rilevante: il cedimento resta legato alla ricostruzione raccolta dopo l’emergenza, mentre il documento istituzionale certifica le condizioni problematiche dell’immobile e la necessità di trovare una sistemazione alternativa.

Nessuna data per il trasferimento e il ritorno del presidio a Ostia

Il punto più delicato resta quello dei tempi. La nota individua l’ex Ostello Litus come soluzione temporanea, ma non indica quando l’edificio sarà pronto né quando il personale potrà lasciare la sede provvisoria fuori dal territorio lidense. Non viene precisato neppure se il Distaccamento sia già tornato a operare stabilmente da Ostia o continui a fare riferimento a Fiumicino.

L’incertezza riguarda direttamente la sicurezza di residenti, lavoratori e persone che frequentano il litorale durante l’estate. La distanza da Fiumicino, il traffico lungo la viabilità di collegamento e le congestioni presso il Ponte della Scafa possono incidere sui tempi di intervento. Il tema pesa ancora di più nei mesi caldi, quando pinete e aree verdi di Ostia sono maggiormente esposte agli incendi.

La risposta non fornisce dati sui tempi medi di arrivo delle squadre né chiarisce quali misure siano state adottate per garantire una copertura equivalente a quella assicurata dalla caserma di via Angelo Celli.

Restano aperti i nodi sui canoni e sui fondi annunciati

La lettera di Conforzi chiedeva anche se fossero maturate morosità o situazioni di mancato pagamento dei canoni relativi alla sede. Il Ministero dichiara di avere pagato regolarmente utenze e manutenzione ordinaria, ma non risponde in modo esplicito sui canoni e non chiarisce la natura dei rapporti amministrativi con Roma Capitale.

Resta aperto anche il capitolo dei finanziamenti. Nell’articolo del 5 giugno, Il Marforio aveva richiamato gli oltre 6,5 milioni di euro annunciati nel 2023 per interventi sulle caserme e sulle strutture strategiche della Capitale. La nota non indica se una parte di quelle risorse fosse destinata a Ostia, se siano stati progettati lavori per via Angelo Celli o se esistano finanziamenti già disponibili.

Va precisato che la PEC del 4 giugno non conteneva una domanda specifica sui 6,5 milioni. Il tema era stato sviluppato nell’articolo e nelle dichiarazioni politiche successive. Alla luce delle condizioni accertate, la destinazione delle risorse resta comunque una questione di interesse pubblico.

La richiesta partita dal Municipio Roma X

Nella lettera inviata al ministro dell’Interno, all’assessore capitolino al Patrimonio, alla Prefettura e agli altri enti interessati, Conforzi aveva rappresentato la preoccupazione per l’allontanamento del presidio da Ostia. Tra i punti sollevati figuravano il possibile aumento dei tempi di intervento, le criticità della viabilità e la necessità di individuare un immobile pubblico alternativo.

La risposta offre una prima indicazione concreta con l’ex Ostello Litus, ma non chiude il caso. La soluzione resta temporanea e non sono indicati i tempi per il recupero definitivo della sede storica.

Vigili del Fuoco a Ostia, ora le risposte devono arrivare da Roma Capitale

Il prossimo passaggio riguarda soprattutto il Campidoglio. Dopo il chiarimento del Ministero sulla proprietà dell’immobile e sulla competenza per la manutenzione straordinaria, Roma Capitale dovrà spiegare quali interventi intenda realizzare nella caserma di via Angelo Celli, con quali fondi e secondo quale calendario.

Servono inoltre informazioni precise sui lavori necessari nell’ex Ostello Litus e sulla data in cui il presidio potrà tornare pienamente operativo a Ostia. Finché non emergeranno un cronoprogramma e una soluzione definitiva, la città continuerà ad avere una sede individuata sulla carta, ma nessuna certezza sul futuro della propria caserma dei Vigili del Fuoco.

 

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