Occupante dell'ex Faber Village di Ostia

Ostia, il degrado dell’ex Faber Village: tra spaccio, incendi e occupazioni non fermate dal ‘Mare Sicuro’ di Zevi

All’ex Faber Village di Ostia, il programma ‘Mare Sicuro’ fallisce: occupazioni, incendi e spaccio continuano nonostante le promesse di legalità.

Mentre il sindaco Roberto Gualtieri tenta di impartire lezioni di legalità, la realtà di Ostia mostra in modo evidente il fallimento delle sue politiche in materia. Lo stato delle spiagge lidensi è la chiara testimonianza di un degrado mai visto prima. All’ex Faber Village, dove sarebbe dovuta partire l’operazione “Mare Sicuro”, l’illegalità è ancora dominante. Nonostante il recente incendio, soggetti senza fissa dimora continuano a occupare le cabine, accendere fuochi all’interno e trasformare diverse aree della struttura in una vera e propria piazza di spaccio.

La visita di Simone Carabella all’ex Faber Village di Ostia

Il degrado visibile: occupazioni, fuochi e spaccio nell’ex stabilimento

Dopo l’attenzione dei giornalisti nelle settimane scorse, ieri mattina il noto youtuber Simone Carabella, da tempo impegnato nel denunciare il degrado di Roma, ha visitato il Faber Village. Invitato da Mauro Delicato, presidente dell’associazione “Giustizia X Ostia”, Carabella ha potuto constatare in prima persona la situazione di abbandono che affligge diverse spiagge lidensi. Una realtà che, purtroppo, viene ignorata dalle istituzioni locali del X Municipio di Roma Capitale.

Il fallimento del “Mare Sicuro” e la persistente illegalità

La piazza di spaccio e le condizioni di degrado all’interno del Faber Village

Gli occupanti dell’ex Faber Village, nonostante le dichiarazioni sul lancio del programma “Mare Sicuro” da parte dell’Assessore al Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi, continuano a dormire tranquillamente nell’ex stabilimento. Occupano le poche cabine rimaste in piedi dopo l’incendio che ha colpito l’area, sopravvivendo con espedienti e convivi con il persistente odore di fumo che pervade la zona in ogni momento della giornata.

Le cabine che sono rimaste in piedi sono completamente fuori controllo. Da pochi giorni, la polizia ha sequestrato lettini che venivano affittati illegalmente dagli occupanti, ma questi ultimi sembrano aver trovato altre sdraio da mettere in vendita, sempre in modo illegale, a ignari bagnanti che si trovano in quella zona. La situazione è ancora più preoccupante per la piazza di spaccio che si è sviluppata all’interno della struttura. La droga viene venduta in precise cabine, dove gli occupanti hanno creato degli spazi nascosti tra le strutture in legno per nascondere sostanze stupefacenti o altri oggetti di valore. In una cabina, a pochi passi dalla struttura in cemento, è stato trovato un incavo dove vengono depositati questi oggetti.

Le reazioni degli occupanti e la denuncia di Carabella e Delicato per l’ex stabilimento di Ostia

“Infami” e il grido degli occupanti durante la visita degli attivisti

L’esposizione mediatica e la denuncia pubblica sono percepite come minacce da parte di coloro che si trovano all’interno di questo spazio abbandonato. Mentre i due attivisti visitano il Faber Village, un grido viene lanciato da una delle cabine: “Infami”. Carabella e Delicato cercano di capire da chi provenisse il grido, ma nessuno viene trovato all’interno della struttura.

Un giovane trovato a occupare una cabina nello stabilimento di Ostia

La vulnerabilità dello spazio e i rischi di incendio e spaccio

Durante il sopralluogo, finalizzato a denunciare lo stato di degrado dell’ex Faber Village, un ragazzo viene trovato a bivaccare all’interno di una delle cabine, a pochi passi dall’ingresso sul lungomare Paolo Toscanelli. Il giovane, di chiara origine straniera, non è stato in grado di spiegare perché si trovasse lì. Ai suoi piedi, sono stati trovati dei blocchi di cenere, segno che in quel luogo erano stati accesi dei fuochi.

Questa presenza, pur non essendo accusabile di alcun reato, solleva importanti riflessioni. Come ha sottolineato Mauro Delicato, questo spazio continua ad essere vulnerabile, nonostante le promesse della politica romana e del sindaco Gualtieri. I soggetti che si rifugiano lì possono facilmente accendere incendi nelle cabine, sia per cucinare, per fumare una sigaretta, che per consumare droghe che necessitano di essere riscaldate, come eroina, crack o metanfetamine. Questa situazione è particolarmente preoccupante, dato che la zona è frequentata da tossicodipendenti, soprattutto per la vicinanza con il Serd di Ostia.

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