A Ostia arriva l’ordine improvviso del Comune di Roma: smontare i nuovi chioschi sorti nell’estate 2025. Imprenditori colti di sorpresa, investimenti a rischio e timori per il ritorno del degrado sulle spiagge libere.
Ostia, nuovo stop ai chioschi balneari: il Comune ordina lo smontaggio delle strutture
Colpo di scena sulle spiagge di Ostia, dove i nuovi chioschi balneari realizzati durante l’estate 2025 dovranno essere smontati immediatamente. È quanto sarebbe stato comunicato dal Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma, con una direttiva arrivata a sorpresa e riferita – per ora – solo per via informale. Una scelta che ha spiazzato gli imprenditori coinvolti e apre un nuovo fronte di tensione sulla gestione del litorale.
La direttiva, comunicata in modo non ufficiale e senza documenti formali depositati, avrebbe imposto la rimozione delle strutture di legno montate sulle spiagge libere tra Ponente e Levante. Per gli operatori, che pensavano di poter avviare la destagionalizzazione e lavorare anche nel periodo natalizio, si tratta dell’ennesima battuta d’arresto dopo un’estate già complicata dalla gestione degli arenili da parte del Campidoglio.
La marcia indietro del Comune di Roma sui nuovi chioschi di Ostia
Secondo quanto riferito dagli imprenditori, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre sarebbe arrivata una telefonata dal Dipartimento Patrimonio: ordine di smontaggio immediato. Le strutture, sorte in estate per tamponare le difficoltà amministrative sulla gestione delle spiagge, dovranno sparire già da oggi.
Gli imprenditori colti di sorpresa
Cinque gli imprenditori coinvolti, nessuno dei quali – stando alle loro parole – sarebbe stato informato preventivamente di questa nuova volontà politica dell’Amministrazione Gualtieri.
Alcuni concessionari, anzi, stavano eseguendo lavori di miglioramento in vista della prossima stagione. Investimenti annullati nel giro di poche ore: tutto deve essere smontato immediatamente, con danni economici non indifferenti.
Ostia, la direttiva “controproducente” che costerà nuovi lavori ai concessionari
Gli operatori parlano di un provvedimento «controproducente», anche perché le stesse strutture dovranno essere rimontate tra marzo e aprile, sempre a spese dei concessionari. Nel frattempo, alcuni chioschi – come L’Alba Beach sul lungomare Paolo Toscanelli – hanno già iniziato a transennare l’area e procedere allo smontaggio.

La risposta del Dipartimento Patrimonio lascia perplessi
A chi ha provato a sollevare dubbi e perplessità, sarebbe arrivata una risposta lapidaria: «Purtroppo il sistema funziona così e come Comune non possiamo fare nulla».
Una dichiarazione che ha irritato molti operatori, al punto che qualcuno starebbe valutando di non rinnovare l’impegno economico per il prossimo anno. Il rischio, concreto, è quello di ritrovarsi con spiagge libere prive di servizi, meno sicure e più esposte al degrado.
Il confronto tra concessionari e Comune di Roma
In assenza di una comunicazione ufficiale, la situazione generata dal “passaparola” ha aumentato la confusione. Per questo, oggi alle ore 12, i concessionari incontreranno i funzionari del Dipartimento Patrimonio per un confronto urgente.
Le richieste degli imprenditori
Da una parte si cercherà di capire quale sia l’indirizzo politico effettivo del Campidoglio; dall’altra verranno esposte le difficoltà economiche e organizzative derivanti da questa scelta improvvisa. Un incontro decisivo per il futuro dei chioschi balneari di Ostia e per la prossima stagione.
La testimonianza: “Ho dovuto mandare via i dipendenti in 24 ore”
La rimozione dei chioschi non comporta solo la perdita delle strutture, ma anche pesanti ricadute sul lavoro. Un imprenditore, che aveva inaugurato il proprio chiosco ad agosto, racconta:
«Nel giro di pochi giorni mi sono dovuto privare di almeno sei dipendenti: ragazzi che gestivano i tavoli, il bancone e il cuoco. Ora ho tenuto solo il manutentore per smontare la struttura».
Una decisione “improvvisa”, dicono gli operatori, che distrugge qualsiasi possibilità di pianificazione aziendale.
I chioschi di Ostia come presidio di sicurezza e decoro sulle spiagge
Oltre all’impatto economico, la rimozione delle strutture solleva un altro tema fondamentale: il rischio di ritorno al degrado sulle spiagge libere di Ostia.
Il caso della Spiaggia Gialla ed ex Colonia Vittorio Emanuele
Prima dell’installazione dei nuovi chioschi, alcune aree erano state segnate da tende, bivacchi e gravi problemi sociali. La Spiaggia Gialla, sotto l’ex colonia Vittorio Emanuele, è l’esempio più significativo:
- Il chiosco ha riqualificato l’area.
- Ha creato bagni pubblici.
- Ha garantito presenza e vigilanza h24.
- Ha restituito alla comunità uno spazio sicuro, frequentato anche la sera da residenti e proprietari di cani.
Il timore degli imprenditori
Senza i chioschi, avvertono gli operatori, potrebbero tornare in massa clochard, bivacchi e tendopoli, riportando insicurezza e degrado in zone oggi vivibili. E, con la prossima estate a rischio, il Comune potrebbe dover intervenire nuovamente per ripristinare l’ordine, con ulteriori costi pubblici.


