Il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Conforzi interviene in Consiglio municipale sulla situazione dell’ex Colonia Vittorio Emanuele di Ostia. Dopo la risposta della Prefettura, annuncia una lettera a Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi e Roberto Gualtieri per chiedere quale percorso sia previsto per gli occupanti abusivi e per il recupero della struttura.
Il caso dell’ex Colonia Vittorio Emanuele III di Ostia arriverà sul tavolo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Ad annunciare il nuovo passaggio istituzionale è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, intervenuto giovedì 3 settembre durante il Consiglio municipale, alla presenza del presidente Mario Falconi.
Al centro dell’intervento la risposta trasmessa dalla Prefettura di Roma sulla situazione del grande complesso pubblico del lungomare Paolo Toscanelli. Il documento indica la presenza di 30 occupanti abusivi, distinti da altre 17 persone cui è stata concessa la residenza per emergenza abitativa, e fa risalire al 1993 l’occupazione di una parte dell’immobile.
Proprio questi elementi, secondo Conforzi, rendono necessario chiedere alle istituzioni quale sia adesso il percorso previsto per riportare integralmente gli spazi nella disponibilità pubblica.
Ostia, Conforzi porta il caso della Vittorio Emanuele in Consiglio
Nel corso della seduta del Municipio X, Conforzi ha richiamato davanti all’Aula quanto comunicato dalla Prefettura e ha posto il tema dei tempi con cui le amministrazioni intendono affrontare una situazione che, nella porzione interessata dall’occupazione, si trascina ormai da oltre trent’anni.
Il punto politico sollevato dal capogruppo di Fratelli d’Italia riguarda soprattutto ciò che, nella risposta ricevuta, ancora non emerge: non viene indicato un calendario per uno sgombero né un programma per il recupero degli spazi occupati. La nota ricostruisce infatti la situazione presente e riferisce che, secondo la Compagnia Carabinieri Roma-Ostia, non sarebbero state riscontrate criticità o turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Una valutazione, quest’ultima, che riguarda specificamente l’ordine pubblico e che non elimina il diverso nodo amministrativo e patrimoniale rappresentato dalla presenza di persone indicate dalla stessa Prefettura come occupanti abusivi.
È proprio su questa distinzione che Conforzi intende insistere.
«Il fatto che non vengano rilevate oggi criticità per l’ordine pubblico non può significare che una situazione irregolare possa essere considerata normale dopo più di trent’anni. Se vengono certificati 30 occupanti abusivi all’interno di un bene pubblico, è legittimo chiedere quale sia il percorso per recuperare quegli spazi e in quali tempi si intenda intervenire», è la posizione espressa dal capogruppo di FdI.
La lettera a Meloni, Piantedosi e Gualtieri
Il prossimo passaggio annunciato da Conforzi sarà quindi una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
L’obiettivo sarà portare ai tre livelli istituzionali alcune domande che, dopo la risposta della Prefettura, restano aperte.
La prima riguarda inevitabilmente i 30 occupanti definiti abusivi: quale percorso è previsto nei loro confronti? Esiste una programmazione per liberare gli spazi? Quali sono gli interventi che competono a Roma Capitale e quali richiedono invece un coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine?
C’è poi la questione temporale. Se l’occupazione della porzione dell’ex Colonia risale, come ricostruito dalla Prefettura, al 1993, perché dopo oltre trent’anni non è stato ancora completato il recupero del bene?
E soprattutto: esiste oggi un cronoprogramma che permetta di evitare che anche la consiliatura municipale iniziata nel 2021 si concluda senza una soluzione per gli spazi occupati?
Ostia, il precedente intervento di Salvini sulla Vittorio Emanuele
Il tema era già arrivato all’attenzione del Governo durante l’estate.
Il 10 luglio Matteo Salvini aveva effettuato un sopralluogo davanti all’ex Colonia Vittorio Emanuele chiedendo lo sgombero degli occupanti senza titolo e sostenendo, allo stesso tempo, la necessità di accompagnare l’eventuale liberazione dell’immobile con un progetto immediato di messa in sicurezza e riqualificazione. In quella circostanza era intervenuto anche l’assessore capitolino al Patrimonio Andrea Tobia Zevi.
L’annunciata lettera di Conforzi punta ora ad aprire un nuovo confronto istituzionale dopo gli elementi forniti direttamente dalla Prefettura.
Ex Colonia Vittorio Emanuele di Ostia, resta anche il nodo delle utenze
Alla questione dell’occupazione si affianca quella delle utenze sostenute da Roma Capitale per il complesso.
Secondo la documentazione richiamata nell’esposto già presentato da Conforzi alla Procura regionale della Corte dei Conti, tra il 2020 e i primi mesi del 2026 le utenze riferite all’ex Colonia Vittorio Emanuele ammonterebbero complessivamente a 553.895,87 euro al netto dell’Iva.
Il dato richiede però una distinzione fondamentale: non dimostra che l’intera cifra sia riconducibile ai consumi degli spazi occupati abusivamente. Nel complesso operano infatti diversi servizi pubblici e istituzionali.
La domanda ancora aperta è quindi più precisa: quale quota di quei consumi riguarda eventualmente gli ambienti occupati senza titolo e in che modo sono separate le diverse utenze della struttura?
È uno degli aspetti sui quali sono stati richiesti accertamenti.
Una struttura pubblica con servizi e spazi occupati
La Vittorio Emanuele rappresenta inoltre un caso particolare perché non si tratta di un edificio pubblico completamente abbandonato.
Nel complesso trovano posto, tra gli altri, l’Ufficio Tecnico del Municipio X, la Biblioteca Elsa Morante e il centro anziani, mentre una porzione riqualificata è stata destinata al progetto Housing First.
Servizi pubblici, interventi sociali e spazi occupati convivono quindi nello stesso patrimonio immobiliare.
È anche per questo che Conforzi sostiene la necessità di arrivare a una decisione definitiva sul futuro della parte ancora occupata.
Dopo la risposta della Prefettura e l’intervento in Consiglio municipale, il nuovo passaggio sarà dunque la lettera a Palazzo Chigi, Viminale e Campidoglio. Il punto che il capogruppo di Fratelli d’Italia intende porre è essenzialmente uno: dopo oltre trent’anni di occupazione, quali istituzioni devono intervenire, con quali strumenti e soprattutto con quali tempi per restituire completamente il bene alla disponibilità pubblica?
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