Nella Pineta delle Acque Rosse a Ostia cresce una discarica abusiva tra rifiuti edili e sanitari, a pochi passi dalle scuole. Gli attivisti denunciano: “Bonifiche lente”.
Ostia, una discarica nella Pineta delle Acque Rosse
Le condizioni delle pinete di Ostia restano critiche, nonostante il sindaco Roberto Gualtieri abbia minimizzato il problema durante l’ultimo incontro del Partito Democratico al Parco Pietro Rosa. Dopo l’immensa discarica abusiva segnalata a Procoio, la situazione si ripete nella Pineta delle Acque Rosse, dove da anni ignoti abbandonano quintali di rifiuti lungo il perimetro della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Tra i materiali rinvenuti figurano immondizia domestica, scarti di ristrutturazioni edili e perfino accessori per sanitari, come tazze del water e bidet. Una scena che stride con la vicinanza di un plesso scolastico e che testimonia una gestione del territorio ormai fuori controllo.
Una discarica a cielo aperto nella pineta di Ostia

A documentare la situazione è Paola Torbidoni, attivista di Ostia e responsabile del gruppo Italia dei Diritti per il Municipio Roma X. Attraverso una serie di foto e segnalazioni, la Torbidoni mostra come il parcheggio di largo delle Marianne si sia trasformato in una discarica a cielo aperto, specialmente nelle ore notturne.
Proprio all’ingresso della Pineta delle Acque Rosse, i volontari hanno trovato resti di divani, mobili e numerosi sacchi di rifiuti, scaricati illegalmente da ignoti. “Ogni giorno troviamo nuovi materiali — racconta la Torbidoni — con il Comune di Roma che impiega settimane per bonificare e portare via tutto. Nel solo weekend scorso ho contato tre scarichi distinti: immondizia il sabato, sanitari la domenica, e scarti edili il lunedì”.
Il X Municipio e le pinete in balia degli scaricatori abusivi
Secondo i residenti, il problema è aggravato dalla mancanza di controlli costanti e dalla scarsità di sanzioni per chi abbandona rifiuti nella zona. Gli “scaricatori abusivi” — spesso operai o svuota-cantine — approfittano della scarsa sorveglianza per liberarsi dei materiali di scarto, risparmiando sui costi di smaltimento regolare.
All’alba o dopo il tramonto, furgoni e camion entrano nel perimetro della pineta, scaricando tutto dietro i cespugli. Il risultato è un ecosistema inquinato, esposto al rischio di incendi e contaminazione del suolo, in una delle aree verdi più importanti del litorale romano.
Serve un piano di bonifica strutturale per il Litorale Romano
Gli ambientalisti chiedono ora un intervento urgente di bonifica e un piano di monitoraggio continuo delle pinete di Ostia, dalla Pineta di Castel Fusano a quella delle Acque Rosse, spesso lasciate all’incuria.
L’obiettivo è restituire alla cittadinanza un patrimonio naturale di valore, oggi ridotto a deposito di rifiuti.
Come sottolinea Torbidoni, “servono controlli veri, telecamere e tempi rapidi di intervento, altrimenti queste pinete resteranno in mano agli incivili”.


