Depuratore Acea di Ostia, impianto di via Tancredi Chiaraluce al centro delle segnalazioni sui miasmi

Ostia, depuratore Acea: ASL rileva odori vicino agli ingressi, “proseguire verifiche e monitoraggi”

La ASL Roma 3 rileva una lieve presenza di odore acre vicino agli ingressi del depuratore Acea di Ostia e invita a proseguire i controlli. Intanto continuano le segnalazioni dei residenti, soprattutto nelle ore notturne.

La ASL Roma 3 ha rilevato una lieve presenza di odore acre in prossimità degli ingressi del depuratore Acea di Ostia, in via Tancredi Chiaraluce 102, durante un sopralluogo effettuato il 28 agosto 2026. La verifica è seguita a una segnalazione acquisita il 17 agosto. Nelle strade limitrofe, invece, gli operatori non hanno percepito odori particolari. Nella nota protocollata il 4 settembre, tuttavia, l’Azienda sanitaria ritiene opportuno che amministrazioni ed enti competenti proseguano le attività di verifica, controllo e monitoraggio, anche per valutare l’eventuale persistenza o intensificazione del fenomeno. Il nuovo atto arriva mentre a Ostia continuano le segnalazioni di residenti che riferiscono miasmi soprattutto nelle ore serali e notturne.

Il sopralluogo della ASL Roma 3 al depuratore di Ostia

Il documento della ASL aggiunge un elemento nuovo a un dossier aperto da mesi. Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica riferisce che il 28 agosto personale della struttura ha effettuato un sopralluogo in prossimità degli ingressi dell’impianto. Proprio in quell’area è stata riscontrata una “lieve presenza di odore acre”. La verifica è stata poi estesa alle vie limitrofe e, al momento dell’accertamento, non sono stati percepiti odori particolari.

La nota richiama inoltre una comunicazione di Acea Ato 2, acquisita dalla ASL il 10 agosto, con documentazione sul monitoraggio odorigeno effettuato presso il depuratore. Pur definendo il fenomeno riscontrato di lieve entità e circoscritto alle immediate vicinanze degli ingressi, la ASL indica la necessità di proseguire verifiche e monitoraggi, anche per valutare eventuali riflessi sotto il profilo igienico-sanitario per la popolazione delle aree limitrofe. Il documento non accerta un rischio sanitario né attribuisce definitivamente l’origine dei miasmi segnalati.

Ostia, le segnalazioni dei residenti continuano tra Lido Nord e Stella Polare

Nel frattempo, le segnalazioni non si sono fermate. Anche nelle ultime settimane alla redazione de Il Marforio e attraverso i canali social sono arrivate testimonianze di residenti che riferiscono cattivi odori in diverse zone di Ostia. Alcune indicazioni provengono anche dall’area di via dei Promontori, nel quadrante di Lido Nord verso Stella Polare.

L’episodio più recente segnalato riguarda la notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre. Secondo le testimonianze ricevute, gli odori sarebbero diventati percepibili intorno alle 23 e sarebbero stati avvertiti ancora intorno alle 8 del mattino successivo. In assenza di un accertamento tecnico svolto durante quelle stesse ore, non è possibile attribuirne con certezza la sorgente al depuratore Acea. Resta però il dato di un fenomeno riferito come ricorrente e spesso concentrato nelle fasce serali e notturne.

Un fenomeno già descritto come intermittente e prevalentemente notturno

La caratteristica non è nuova. Nella nota del 17 agosto firmata dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, erano stati ricostruiti diversi episodi segnalati nel corso di agosto: il 4 agosto indicativamente tra le 3 e le 8, il 5 agosto intorno alle 21.10, nella notte tra il 13 e il 14 agosto dalle 23 fino a tarda notte e ancora nella notte tra il 15 e il 16 agosto. La stessa comunicazione descriveva il fenomeno come “intermittente e prevalentemente notturno” e chiedeva controlli indipendenti anche nelle fasce nelle quali gli odori vengono maggiormente segnalati.

Il punto è rilevante per interpretare il sopralluogo del 28 agosto: una verifica in una singola finestra temporale fotografa ciò che accade in quel momento, ma può non intercettare episodi discontinui. Per questo il prosieguo dei controlli indicato dalla ASL assume un valore centrale.

Il precedente monitoraggio notturno di Acea in 50 punti

Il Marforio aveva già raccontato il monitoraggio notturno effettuato da Acea in 50 punti interni ed esterni al depuratore il 10 luglio. Tra le 2.10 e le 5.25, l’idrogeno solforato era risultato inferiore al limite di rilevabilità dello strumento utilizzato. Quel dato rappresentava un elemento tecnico utile, ma riguardava una specifica notte e non permetteva di ricostruire gli episodi segnalati in altre date.

Il tema, quindi, è capire se le verifiche riescano a intercettare un fenomeno descritto come discontinuo, soprattutto rispetto a durata dei monitoraggi e fasce orarie.

Depuratore di Ostia, cosa emergeva già dagli atti sull’impatto odorigeno

Un ulteriore tassello era emerso dai documenti relativi all’impatto odorigeno del depuratore di Ostia esaminati da Il Marforio ad agosto. Uno studio del febbraio 2023 modellizzava un isovalore odorigeno di 1 ouE/m³ fino a circa 800 metri verso ovest e sud-ovest, arrivando a lambire edifici residenziali e un edificio scolastico. Gli atti ricostruivano inoltre l’autorizzazione, nel maggio 2025, di una stazione destinata alla ricezione e al pompaggio di fanghi disidratati provenienti da altri depuratori gestiti da Acea Ato 2, con monitoraggi odorigeni semestrali dopo la messa a regime. Questi elementi sono richiamati anche nella nota del 17 agosto.

Quegli elementi non dimostrano che i miasmi oggi segnalati a Ostia provengano dal depuratore, ma confermano che il tema odorigeno rientra da tempo tra gli aspetti sottoposti a valutazione e controllo.

Monitoraggi più lunghi e nelle ore notturne? La questione resta aperta

Alla luce delle nuove segnalazioni, il nodo è soprattutto metodologico. Se gli episodi vengono riferiti come intermittenti e spesso notturni, potrebbe essere utile che gli enti pubblici competenti valutino un monitoraggio strumentale prolungato per più giorni, capace di coprire diverse fasce orarie. La scelta degli strumenti, dei parametri e dei punti di campionamento spetta naturalmente alle autorità tecniche competenti.

Un sistema più continuativo potrebbe consentire di mettere in relazione gli orari delle segnalazioni con condizioni meteorologiche, dati ambientali e attività svolte nello stesso momento nell’impianto. Potrebbero inoltre essere valutate, se ritenute opportune e compatibili con le procedure, verifiche non preannunciate. Non si tratta di anticipare conclusioni sull’origine degli odori, ma di costruire un quadro più ampio e confrontabile nel tempo.

La nota del 17 agosto chiedeva proprio che gli autocontrolli del gestore fossero affiancati da accertamenti indipendenti e che, in occasione di nuove segnalazioni, fossero possibili verifiche tempestive durante l’effettiva manifestazione del fenomeno.

Il caso dei miasmi a Ostia resta aperto

Il documento della ASL Roma 3 del 4 settembre non chiude quindi il dossier. Da una parte registra una lieve presenza di odore acre nelle immediate vicinanze degli ingressi del depuratore durante il sopralluogo del 28 agosto; dall’altra non rileva odori particolari nelle vie limitrofe in quella stessa occasione. Ma la richiesta di proseguire le attività di controllo mostra che servono ulteriori elementi per capire se il fenomeno persista, con quale intensità e con quale origine.

Resta ora da vedere come verranno organizzati i prossimi accertamenti e se comprenderanno anche le fasce notturne indicate dai residenti. Il Marforio continuerà a seguire il dossier, mantenendo distinti i dati verificati dalle segnalazioni ancora da accertare e restando disponibile a pubblicare eventuali aggiornamenti.

 

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