A Ostia crollano le nuove transenne installate da Gualtieri e Zevi all’ex stabilimento La Casetta. Mareggiate e degrado rendono l’area pericolosa per i bagnanti.
Le spiagge di Ostia vivono una situazione di degrado che, probabilmente, non si era mai toccata in passato come durante l’attuale estate. Alcuni arenili — tra aree libere e stabilimenti dove sono decadute le concessioni — versano oggi in condizioni di grave abbandono. Tra i punti più critici spicca l’ex stabilimento “La Casetta”, un tempo considerato il “salotto buono del Litorale”, ma oggi ridotto a un’area devastata dalle macerie, dalle mareggiate e dalle occupazioni abusive. Nemmeno gli ultimi interventi di Roma Capitale sembrano riuscire a tamponare le criticità ormai note di questo spazio.
La Casetta di Ostia cade a pezzi tra degrado e abbandono
Quello che per decenni è stato uno degli stabilimenti simbolo del Litorale Romano — punto di riferimento per la “Roma bene” — è oggi oggetto di una gestione comunale che sembra arrancare tra promesse e tentativi mal riusciti di contenimento. Se la strada per un possibile rilancio appare ancora lunga e incerta, negli uffici comunali si è tentato almeno di arginare i danni causati dalle mareggiate, ricorrendo a interventi di contenimento di fortuna.
Le transenne installate da Gualtieri e Zevi durano appena una settimana
Circa una settimana fa, l’assessore al Patrimonio di Roma Capitale Andrea Tobia Zevi e il sindaco Roberto Gualtieri avevano disposto l’installazione di nuove transenne in ferro, corredate da un telo verde, con lo scopo di contenere l’erosione marina e impedire ulteriori occupazioni abusive dell’area. Una soluzione già adottata in passato e che oggi lascia sul posto le vecchie recinzioni ormai arrugginite, sepolte in parte dalla sabbia.
Mare e vento travolgono le recinzioni: pericolo per i bagnanti
Le nuove transenne, installate in “pompa magna” con un’operazione monitorata dalla Polizia Locale, non hanno retto alla mareggiata che ha colpito lo stabilimento nella notte tra martedì e mercoledì. Dopo appena una settimana, le barriere sono state divelte dalla forza del mare: ora giacciono in terra tra pezzi di ferro e palette di legno, rendendo la zona ancora più pericolosa per i bagnanti. Passeggiare nell’area espone al rischio concreto di ferirsi con chiodi, schegge o altri materiali provenienti dalle vecchie cabine fatiscenti.
Ostia, un intervento a metà che lascia scoperta mezza spiaggia
Come racconta la signora Carla sul gruppo Facebook “Ostia Informa”, per l’ennesima volta il Campidoglio ha messo in mostra un lavoro svolto in modo incompleto e approssimativo. Approfondendo la situazione de “La Casetta”, si scopre che la rete di contenimento è stata posizionata solo sul lato sinistro della spiaggia, lasciando completamente scoperta l’altra metà. Una scelta che, nel giro di pochi giorni e sotto l’azione di vento e mare, ha contribuito ad aggravare ulteriormente lo stato già critico della struttura.


