A Ostia un clochard entra alla Posta Centrale con un coltello da cucina. Nessuno interviene per oltre 40 minuti. Paura tra i cittadini in fila agli sportelli.
A Ostia, purtroppo, anche recarsi all’ufficio postale è diventato pericoloso. L’episodio è avvenuto ieri mattina presso la sede centrale delle Poste del territorio lidense, quando all’interno della storica struttura è entrato un clochard. L’uomo, che sembrava avere la necessità di ricaricare la propria PostePay, non appariva alterato e, anzi, salutava con cordialità gli addetti agli sportelli. Tuttavia, da una delle tasche dei pantaloni si intravedeva chiaramente la lama di un coltello da cucina.
Clochard armato entra alla Posta Centrale di Ostia
Il coltello spunta dalla tasca: cittadini allarmati ma l’uomo è tranquillo
La scena si è svolta intorno alle 10 del mattino, in un momento in cui l’Ufficio Postale era gremito di persone in attesa di inviare raccomandate o usufruire dei servizi finanziari. Il clochard, già noto nella zona di Lido Centro e considerato “una persona che non ha mai dato particolari problemi”, si è avvicinato all’ingresso della struttura con il proprio carrello. Mentre si metteva in fila, molti utenti lo hanno riconosciuto e salutato, ricevendo in cambio un sorriso. Tuttavia, da una delle tasche sporgeva una lunga lama da cucina. Qualcuno, notando il particolare e non conoscendo l’uomo, ha deciso di segnalare la presenza dell’arma a un addetto allo sportello, chiedendo che venissero allertate le forze dell’ordine.
Le segnalazioni agli sportelli e le chiamate al 112
In tre chiamano le forze dell’ordine: “C’è un uomo con un’arma”
Dopo aver ricevuto la segnalazione, un operatore allo sportello si è accertato della situazione e ha attivato la procedura interna per richiedere l’intervento del 112. Come ha spiegato poi agli utenti, la prassi prevede che l’episodio venga segnalato ai responsabili della struttura, i quali si occupano di contattare le forze dell’ordine. Alla chiamata dei funzionari postali si sono aggiunte, nel giro di pochi minuti, anche le segnalazioni di almeno due cittadini. Tutti hanno descritto la presenza di un uomo armato di coltello: alcuni lo hanno indicato come una lama da cucina, altri addirittura come un machete.
Nessun intervento per oltre 40 minuti alla Posta di Ostia
Tensione tra i presenti: alcuni abbandonano l’Ufficio Postale per paura
Il tempo è passato, con l’uomo che ha continuato a muoversi tranquillamente tra la zona della fontana della Posta Centrale e l’ampia sala d’attesa. Dopo oltre quaranta minuti, nessuna pattuglia né agente si era ancora presentato all’interno dell’Ufficio Postale. Alcuni utenti hanno espresso nervosismo, altri – impauriti – hanno deciso di rinunciare alle proprie operazioni e lasciare la struttura, preoccupati per la loro incolumità.
La denuncia dei cittadini: “Servono più controlli e sicurezza”
“Poteva finire in tragedia: assurdo che nessuno sia intervenuto”
Una delle persone presenti ha criticato duramente la gestione dell’episodio:
“Mi sono accorto della lama e sono stato tra i primi utenti a segnalare la vicenda al personale. In 40 minuti, se la persona fosse stata ubriaca o sotto l’effetto di droghe, avrebbe potuto compiere una strage. Mi lascia sinceramente perplesso come uno spazio del genere venga lasciato privo di un’adeguata sicurezza, nonostante rappresenti un servizio prioritario per una vasta fetta di cittadini di Ostia.”
Il clochard di Ostia si difende: “La strada è pericolosa, porto il coltello per proteggermi”
“Veniamo aggrediti mentre dormiamo, la notte è un incubo per noi senzatetto”
Dopo 45 minuti di attesa in fila, il clochard ha deciso di allontanarsi, riprendendo a camminare per le vie di Ostia. Lo abbiamo raggiunto poco dopo lungo corso Duca di Genova e, con una scusa, gli abbiamo fatto notare la presenza del coltello. La sua risposta è stata diretta:
“Tranquilli, non ho mai accoltellato nessuno. Purtroppo, la strada – almeno in questa zona – è diventata molto pericolosa per noi senzatetto: siamo costretti a difenderci come possiamo, soprattutto da chi ci infastidisce di notte.”
“Non è semplice vivere in un giaciglio,” prosegue l’uomo, “soprattutto perché la nostra condizione non interessa a nessuno. Parlano di noi come fonte di degrado, ma nessuno racconta che ogni notte dobbiamo difendere il nostro giaciglio da altri senzatetto o da bulli che ci prendono a calci mentre dormiamo, o tentano persino di darci fuoco. È una situazione schifosa. Ogni giorno dobbiamo essere dei leoni per sopravvivere e arrivare al giorno dopo.”


