Giuseppe Conforzi davanti al nuovo ascensore del ponte pedonale di Ostia Antica durante la prova del sistema di emergenza

Ostia Antica, il sistema di emergenza degli ascensori funziona: ma nessuno spiega come attivarlo

Nuovo sopralluogo sugli ascensori del ponte pedonale di Ostia Antica: il citofono d’emergenza risponde, ma solo dopo una pressione prolungata del pulsante. Dentro la cabina, però, mancano istruzioni chiare per gli utenti.

Il sistema di emergenza dei nuovi ascensori del ponte pedonale di Ostia Antica funziona. Ma per attivarlo correttamente bisogna tenere premuto il pulsante per diversi secondi consecutivi, una modalità che al momento non risulta spiegata da alcun avviso visibile all’interno della cabina. È questo il nuovo elemento emerso dal sopralluogo effettuato nella mattinata di venerdì 12 giugno dalla redazione de Il Marforio insieme a Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X.

La verifica arriva dopo la denuncia dell’attivista Andrea Fiorini, impegnato da anni sui temi legati ai diritti delle persone con disabilità, che nei giorni scorsi aveva documentato in video una prova all’interno degli ascensori appena inaugurati davanti alla stazione di Ostia Antica. Nel filmato, Fiorini provava ad attivare il citofono di emergenza senza ricevere risposta, denunciando il rischio concreto per chi, in caso di blocco o difficoltà nella cabina, avrebbe bisogno di chiedere aiuto dall’interno dell’impianto.

La nuova prova, però, restituisce un quadro più articolato. Non si può più dire che il dispositivo non funzioni in assoluto. Il sistema risponde. Ma la sua attivazione non è immediata, né intuitiva per un utente che si trovi in una condizione di emergenza.

Nuova verifica sugli ascensori di Ostia Antica dopo la denuncia di Fiorini

Gli ascensori del ponte pedonale di Ostia Antica erano già finiti al centro delle polemiche nei giorni successivi all’inaugurazione. Il primo tema sollevato riguardava la fruibilità degli spazi per persone con sedie a rotelle elettriche o ausili motorizzati più ingombranti. Durante le prime prove, infatti, era emersa la difficoltà di manovra in uscita dalla cabina, soprattutto per chi deve affrontare il percorso a “L” e non dispone di un accompagnatore.

A quella criticità se ne era poi aggiunta un’altra, ancora più delicata: quella del citofono di emergenza. Nel video realizzato da Andrea Fiorini, il pulsante veniva premuto, l’allarme sonoro sembrava attivarsi, ma dal centralino non arrivava alcuna risposta. Una situazione che, se confermata, avrebbe aperto un fronte pesante sul piano della sicurezza, soprattutto considerando la tipologia di utenza a cui questi ascensori sono destinati: persone anziane, cittadini con disabilità, turisti, famiglie con passeggini e residenti che attraversano quotidianamente il ponte pedonale della stazione.

Per questo, nella mattinata del 12 giugno, è stato effettuato un nuovo controllo sul posto. Conforzi, insieme alla nostra redazione, ha provato direttamente il sistema di emergenza all’interno della cabina.

Ostia Antica: il citofono d’emergenza risponde, ma solo dopo una pressione prolungata

Per i primi minuti, la prova sembrava confermare la ricostruzione iniziale. Premendo il tasto di emergenza in modo normale, si attivava la campanella d’allarme, ma dal citofono non arrivava alcuna risposta immediata. Una dinamica simile a quella denunciata da Fiorini e comprensibilmente sufficiente, per un utente comune, a far pensare che il sistema non fosse operativo.

Dopo diversi tentativi, però, Conforzi ha tenuto premuto il pulsante più a lungo, per circa 5-10 secondi consecutivi. A quel punto il dispositivo si è attivato. All’interno della cabina è partita una voce automatica: “Vi stiamo mettendo in contatto con i servizi d’emergenza, rimanete calmi”. Subito dopo, il display con il simbolo del telefono è passato da arancione a verde e dal centralino ha risposto un’operatrice, chiedendo quale emergenza fosse in corso.

Conforzi ha spiegato immediatamente che si trattava di una prova legata alle segnalazioni arrivate dai cittadini e alle criticità sollevate anche nel corso del Consiglio del X Municipio dell’11 giugno 2026, davanti al presidente Mario Falconi.

Il punto, dunque, cambia. Il sistema di sicurezza degli ascensori di Ostia Antica non è risultato inutilizzabile. Al contrario, durante il sopralluogo ha risposto. Resta però un problema evidente: per attivarlo correttamente serve una modalità precisa, che non viene comunicata in modo chiaro all’utente.

Dentro la cabina manca un avviso per spiegare come attivarlo

Al momento del sopralluogo, dentro la cabina non risultava presente alcun avviso visibile con le istruzioni per l’utilizzo del sistema di emergenza. Nessun cartello spiegava che il pulsante dovesse essere tenuto premuto per diversi secondi prima dell’avvio della chiamata. Nessuna indicazione chiariva la differenza tra il semplice allarme sonoro e il collegamento effettivo con il centralino.

Può sembrare un dettaglio, ma in una situazione di emergenza non lo è. Un cittadino che rimane bloccato, una persona anziana in difficoltà, un turista che non conosce l’impianto o una persona con disabilità motoria potrebbero premere il tasto per pochi istanti, sentire soltanto la campanella e convincersi che nessuno stia rispondendo. In quel momento, la percezione del mancato funzionamento diventerebbe essa stessa un problema di sicurezza.

È qui che la vicenda degli ascensori di Ostia Antica assume un significato più ampio. Non basta che un sistema sia tecnicamente operativo. Deve essere anche comprensibile, accessibile e utilizzabile da chiunque, soprattutto quando viene installato in un’opera pubblica pensata per superare le barriere architettoniche.

Accessibilità e sicurezza non sono solo questioni tecniche

La vicenda conferma un nodo già emerso nei giorni dell’inaugurazione: l’accessibilità non può essere misurata soltanto sulla presenza formale di un impianto. Un ascensore è davvero accessibile quando una persona può usarlo senza ostacoli, senza dover interpretare da sola il funzionamento dei comandi e senza dipendere dalla fortuna o dall’aiuto di altri utenti.

Nel caso del ponte pedonale di Ostia Antica, il tema diventa ancora più sensibile perché gli ascensori servono un collegamento strategico davanti alla stazione e in prossimità di un’area attraversata anche da turisti diretti agli scavi archeologici. La presenza di persone anziane, cittadini con ridotta mobilità, carrozzine, passeggini e utenti occasionali rende indispensabile una comunicazione semplice, immediata e visibile.

Il problema, quindi, non è più soltanto se il citofono risponda o meno. La domanda è un’altra: chi entra in cabina viene messo davvero nelle condizioni di sapere come chiedere aiuto?

Ostia Antica, Conforzi: “Al Comune chiederò una guida chiara, fruibile anche dai non vedenti”

“Sugli ascensori si è acceso un campanello mediatico non indifferente, tra segnalazioni al Garante della Disabilità e interrogazioni rivolte al sindaco Gualtieri per spazi ritenuti poco adeguati ai portatori di sedie a rotelle”, ha dichiarato Giuseppe Conforzi dopo la prova effettuata nella cabina.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X ha poi annunciato una nuova iniziativa nei confronti dell’amministrazione capitolina: “Al Comune scriverò una nuova lettera per chiedere l’inserimento di una guida chiara all’utilizzo dei sistemi di emergenza. Mi accerterò anche che il testo sia fruibile dai cittadini non vedenti, che devono poter utilizzare questi ascensori in condizioni di reale sicurezza”.

Una richiesta che sposta la discussione su un terreno concreto: non solo verificare il funzionamento degli impianti, ma rendere le istruzioni accessibili a tutti. Anche perché, se l’ascensore è pensato per abbattere una barriera architettonica, la comunicazione al suo interno non può diventare essa stessa una nuova barriera.

La polemica cambia, ma il nodo della fruibilità resta aperto

La nuova verifica cambia il quadro, ma non chiude la polemica. Il sistema di emergenza degli ascensori di Ostia Antica ha risposto durante il sopralluogo, e questo è un elemento importante da chiarire con onestà intellettuale. Allo stesso tempo, resta aperta una criticità evidente: senza istruzioni chiare, visibili e accessibili, un utente potrebbe non riuscire ad attivare correttamente il collegamento con il centralino nel momento del bisogno.

La vicenda, quindi, non può essere ridotta a una contrapposizione tra “funziona” e “non funziona”. La realtà emersa sul posto è più precisa: il sistema funziona, ma la sua attivazione è articolata e non immediatamente comprensibile. Per questo serve un intervento semplice, rapido e di buon senso: inserire all’interno delle cabine una guida chiara, leggibile e accessibile, capace di spiegare come usare il pulsante di emergenza.

Perché in un’opera pubblica destinata anche a persone fragili, anziani e cittadini con disabilità, la sicurezza non finisce con l’installazione di un dispositivo. Comincia quando ogni utente è messo nelle condizioni di utilizzarlo davvero.

 

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