A Ostia esplode la polemica sulla sicurezza in mare. Secondo Lifeguards Italiani, nel tratto tra il Porto e piazza Scipione l’Africano sarebbero operative solo 4 postazioni di salvataggio sulle 11 necessarie. Nel mirino anche spiagge assegnate tramite bando ma prive dei servizi previsti.
A pochi giorni dall’avvio pieno della stagione balneare, su Ostia esplode un nuovo allarme legato alla sicurezza in mare. Nel tratto di litorale compreso tra il Porto turistico e piazza Scipione l’Africano, secondo la denuncia della Sezione Lifeguards Italiani – Delegazione Litorale Romano e Lazio, dovrebbero essere operative almeno 11 postazioni di salvataggio. Attualmente, però, ce ne sarebbero soltanto 4.
Una situazione definita “gravissima” dagli addetti ai lavori e che rischia di aprire una nuova polemica sulle condizioni del mare di Ostia proprio all’inizio dell’estate 2026, nel momento in cui migliaia di famiglie, residenti e turisti iniziano a riversarsi sulle spiagge del litorale romano.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, il problema non riguarderebbe soltanto la presenza ridotta dei bagnini, ma anche l’esistenza di interi tratti di spiaggia privi di presidi di sicurezza, in una zona dove negli anni non sono mancati incidenti e tragedie in mare.
Ostia, esplode l’allarme sicurezza sulle spiagge di Ponente
Il caso riguarda in particolare il quadrante di Ostia Ponente, uno dei punti più frequentati del litorale romano durante la stagione estiva. Nel comunicato diffuso dalla Sezione Lifeguards Italiani viene descritto un vero e proprio “vuoto di sicurezza” lungo numerosi tratti di spiaggia.
Secondo quanto riportato dall’associazione, presso l’ex “Aneme e Core” servirebbe una postazione di salvataggio che però non sarebbe presente. La situazione sarebbe ancora più critica nell’area dell’ex Faber Beach, dove le postazioni necessarie sarebbero due ma, stando alla denuncia, non risultano operative.
Nel mirino finiscono anche il Faber Village, il tratto del Bahia e la spiaggia di fronte alla Colonia Vittorio Emanuele, indicati come aree prive di adeguati presidi di salvataggio. Criticità segnalate inoltre presso l’ex Spiaggia degli Sposi e lungo ulteriori tratti del litorale di Ostia, dove — secondo il comunicato — mancherebbero completamente i punti di sicurezza per la balneazione.
La denuncia arriva in uno dei momenti più delicati dell’anno, con il mare di Roma che nelle prossime settimane si preparerà ad accogliere migliaia di persone. Ed è proprio questo il punto su cui insiste maggiormente l’associazione: il rischio che cittadini e turisti possano entrare in acqua convinti di trovarsi in aree presidiate, quando invece alcuni tratti risulterebbero privi di bagnini e sistemi di soccorso immediato.
“Solo 4 postazioni dove ne servirebbero 11”: la denuncia di Lifeguards Italiani
A rendere ancora più pesante la situazione è il numero diffuso dalla Sezione Lifeguards Italiani: nel tratto che va dal Porto fino a piazza Scipione l’Africano servirebbero almeno 11 postazioni di salvataggio, ma al momento ne sarebbero presenti appena 4.
Un dato che Alessandro Rocca, delegato della sezione Litorale Romano e Lazio, definisce senza mezzi termini “una follia”.
“Da lì a piazza Scipione l’Africano ce ne vogliono 11, ne hanno messi solo quattro”, spiega Rocca in una dichiarazione privata raccolta dal nostro giornale. “Hanno fatto praticamente un bando per quattro bagnini: è assurdo”.
Parole che sintetizzano perfettamente il clima di forte tensione che si respira in queste ore sul litorale di Ostia, dove il tema della sicurezza balneare rischia di trasformarsi in uno dei casi politici e amministrativi più delicati dell’estate romana.
Le spiagge senza presidio di salvataggio
Nel comunicato ufficiale, l’associazione punta inoltre il dito contro diverse spiagge assegnate tramite bando pubblico che, secondo Lifeguards Italiani, non starebbero ancora garantendo i servizi previsti dalle concessioni.
Tra le aree indicate compaiono Spiaggetta, SPQR, ex Faber Beach, ex Spiaggia degli Sposi, piazza Scipione l’Africano e la spiaggia davanti alla Colonia Vittorio Emanuele.
La contestazione dell’associazione non riguarda esclusivamente il servizio di salvataggio, ma più in generale la mancata erogazione dei servizi obbligatori previsti dall’ordinanza balneare e dai bandi pubblici, tra cui pulizia, bagni, sicurezza e assistenza all’utenza.
Il nodo delle spiagge assegnate tramite bando ma senza servizi
Uno dei punti più forti del comunicato riguarda proprio il tema delle concessioni sul litorale di Ostia. Secondo Lifeguards Italiani, infatti, non sarebbe accettabile che alcune spiagge risultino assegnate e operative “sulla carta”, senza però garantire concretamente i servizi previsti dagli accordi.
L’associazione contesta in particolare la giustificazione legata ai ritardi delle autorizzazioni paesaggistiche o dei permessi per i chioschi. Una motivazione che, secondo i firmatari della denuncia, non potrebbe giustificare l’assenza del servizio di salvataggio.
“Se una spiaggia viene assegnata tramite bando pubblico, i servizi devono essere garantiti immediatamente”, si legge nel comunicato. “Il salvataggio, la pulizia, i bagni e la sicurezza fanno parte integrante della concessione. Non sono facoltativi”.
“Il salvataggio non è un optional”
La frase scelta per la campagna lanciata dall’associazione è chiara e diretta: “La sicurezza non è un optional”.
Un messaggio accompagnato anche da una locandina diffusa online nelle ultime ore, dove vengono elencate le postazioni mancanti e le spiagge considerate non in regola con i servizi previsti.
Nel documento, la Sezione Lifeguards Italiani chiede controlli immediati da parte della Capitaneria di Porto e del Comune di Roma, oltre all’attivazione urgente delle postazioni di salvataggio mancanti.
Secondo l’associazione, il rischio sarebbe quello di creare enormi “buchi di sicurezza” lungo il mare di Ostia, in un periodo in cui la presenza di bagnanti aumenterà progressivamente settimana dopo settimana.
Il tratto più delicato del litorale di Ostia: “Qui negli anni ci sono state vittime”
A rendere ancora più delicato il quadro è anche la segnalazione raccolta da una fonte che ha chiesto di restare anonima.
Secondo quanto riferito al nostro giornale, il tratto compreso tra piazza Willy Ferrero — dal lato di via Giovanni Ingrao — e lungomare Duca degli Abruzzi 48 resterà senza postazioni di salvataggio per circa 220 metri.
Nell’area, riferisce la fonte, sarebbe previsto soltanto un cartellone multilingue che segnala il divieto di balneazione, con personale incaricato di informare i cittadini sulla pericolosità del tratto di mare.
Una situazione che preoccupa particolarmente anche per il passato di quella zona del litorale di Ostia. Secondo quanto riferito, negli ultimi anni lì sarebbero morte complessivamente quattro persone.
A rendere il quadro ancora più delicato sarebbe inoltre la presenza di numerosi frequentatori occasionali e turisti che, spesso, ignorerebbero i divieti di balneazione o sottovaluterebbero i rischi del mare.
La protesta dei bagnini: “Il problema non è la mancanza di personale”
Nel comunicato trova spazio anche il tema della condizione lavorativa dei bagnini, che secondo Lifeguards Italiani rappresenterebbe una delle cause principali della crisi del settore.
L’associazione respinge infatti la narrazione secondo cui il problema sarebbe la mancanza di personale qualificato. “I bagnini ci sono”, si legge nella nota. “Il problema è che questo lavoro viene reso ogni anno meno dignitoso e meno sostenibile”.
Nel mirino finiscono la riduzione delle stagioni lavorative, la precarietà contrattuale e la tendenza ad aprire pienamente le attività soltanto nei mesi economicamente più redditizi, comprimendo così tempi di lavoro e tutele.
Una situazione che, secondo l’associazione, starebbe progressivamente allontanando molti professionisti da un mestiere fondamentale per la sicurezza delle spiagge di Ostia e del litorale romano.
Il precedente articolo del Marforio e l’estate che preoccupa Ostia
La vicenda rappresenta l’evoluzione di un tema che Il Marforio aveva già affrontato nelle scorse settimane, raccontando il problema di un “salvataggio a due velocità” sul litorale romano, tra spiagge coperte e altre prive di bagnini a pochi giorni dall’inizio dell’estate.
Ora però il quadro descritto dalla Sezione Lifeguards Italiani sembra alzare ulteriormente il livello dell’allarme, trasformando quella che fino a poche settimane fa appariva come una criticità organizzativa in un vero tema di sicurezza pubblica.
Con l’arrivo del caldo e l’aumento delle presenze sul mare di Ostia, il nodo delle postazioni di salvataggio rischia infatti di diventare uno dei dossier più delicati dell’estate 2026. Perché, come ribadiscono gli operatori del settore, il salvataggio non riguarda soltanto la gestione delle spiagge o il rispetto delle concessioni: riguarda la tutela della vita umana in mare.
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