Un video girato il 21 agosto mostra numerose giovani piante apparentemente secche nella Pineta delle Acque Rosse a Ostia. Le immagini arrivano dopo le sostituzioni effettuate a luglio e riaprono il nodo su irrigazione, manutenzione e attecchimento.
OSTIA – Un nuovo video girato il 21 agosto 2026 nella Pineta delle Acque Rosse, nel pratone adiacente al Cineland, riporta l’attenzione sulle condizioni delle giovani piante messe a dimora nell’area. Le immagini mostrano numerosi esemplari apparentemente secchi o in forte sofferenza, a poche settimane da una seconda piantumazione effettuata a luglio dopo le pesanti fallanze registrate nel primo intervento. A pubblicare il filmato nel gruppo Facebook “Salviamo la Pineta delle Acque Rosse” è stata una residente, che sostiene inoltre che alberi e arbusti non sarebbero più stati annaffiati dal mese di luglio. Un’affermazione che richiede una verifica amministrativa, ma che rende centrale una domanda: come viene gestita la manutenzione delle nuove piantumazioni a Ostia?
Ostia, cosa mostra il video girato nella Pineta delle Acque Rosse
Il filmato, della durata di pochi secondi, parte da una ripresa ravvicinata di una delle giovani piante protette da rete e tutore, per poi allargarsi sull’area. Nel campo visivo compaiono numerose protezioni distribuite sul terreno e diversi esemplari che appaiono privi di vegetazione verde, con rami secchi o comunque in condizioni di evidente sofferenza.
Le immagini non consentono, da sole, di certificare la morte biologica di ogni pianta presente nel pratone. Permettono però di documentare una criticità apparentemente diffusa e non limitata a un singolo esemplare. Nella didascalia pubblicata insieme al video, la residente scrive che le piante «sono tutte morte» e riferisce che non sarebbero più state annaffiate da luglio. È proprio questo secondo elemento, se confermato, a diventare il nodo principale della vicenda.
Sotto il post sono comparsi anche alcuni commenti critici. Una residente osserva che «forse dovevano pensare ad un impianto di irrigazione», mentre un’altra parla di «sperperasoldi». Valutazioni che fotografano il malcontento di una parte dei cittadini, ma che non possono sostituire i dati tecnici necessari per stabilire cause, responsabilità e reale percentuale di attecchimento.
La seconda piantumazione di luglio dopo le prime pesanti fallanze
Il punto che rende il nuovo video particolarmente rilevante è la cronologia degli interventi. Dopo una prima fase di piantumazione, una parte molto consistente degli esemplari non aveva superato i mesi successivi. Per questo, nel luglio 2026, nell’area è stata effettuata una nuova piantumazione con la sostituzione di piante morte o non attecchite.
Il video del 21 agosto arriva quindi a poche settimane da quell’intervento e mostra nuovamente numerosi esemplari secchi o fortemente debilitati. Non è ancora possibile stabilire quanti appartengano alla prima messa a dimora e quanti alla fase di sostituzione di luglio, ma il dato visibile riapre il problema che aveva già accompagnato il progetto: non soltanto piantare, ma garantire che le giovani essenze riescano a superare la fase più delicata dell’attecchimento.
La stessa residente, nel testo che accompagna il filmato, indica il primo maggio 2026 come data della piantumazione degli alberi e degli arbusti ripresi. La ricostruzione degli interventi mostra però anche una successiva fase di sostituzione nel mese di luglio. Sarà quindi necessario chiarire quali esemplari siano stati effettivamente sostituiti, in quali settori e con quale programma di irrigazione.
Acque Rosse, una vicenda che Il Marforio segue da quasi due anni
La situazione attuale non nasce nell’agosto 2026. La Pineta delle Acque Rosse di Ostia è al centro di lavori, segnalazioni e interrogativi almeno dalla fine del 2024, quando nell’area cominciarono a comparire i primi interventi preparatori legati al progetto di riforestazione.
Nel gennaio 2025 il tema arrivò anche nelle commissioni del X Municipio, mentre nei mesi successivi divennero più chiari la natura dell’intervento e il coinvolgimento della Città Metropolitana di Roma Capitale. Nel corso del 2025 emersero però le prime criticità legate all’attecchimento delle nuove piante, con segnalazioni e ricognizioni che documentavano una quota significativa di esemplari secchi.
Il 31 gennaio 2026 Il Marforio era tornato sul posto raccontando una nuova fase di piantumazione e ponendo una domanda precisa: sarebbe stata davvero l’occasione per un cambio di passo rispetto agli errori precedenti? Il video del 21 agosto rende quella domanda di nuovo attuale.
Ostia, il progetto prevede cinque anni di manutenzione e irrigazione
C’è poi un elemento amministrativo che rende la vicenda ancora più rilevante. Il portale istituzionale “Roma si Trasforma”, nella scheda dedicata alla forestazione delle Acque Rosse, indica per l’intervento un piano di coltivazione della durata di cinque anni. Tra le attività previste figurano la sostituzione delle piante morte, l’irrigazione ordinaria e straordinaria, la protezione delle giovani piante, lo sfalcio e il controllo delle specie esotiche invasive.
Questo significa che il tema non riguarda soltanto il numero di alberi collocati nel terreno, ma soprattutto la loro gestione nel tempo. Se il piano contempla esplicitamente irrigazione e sostituzione delle fallanze, diventa essenziale sapere come queste attività siano state eseguite durante l’estate 2026 e con quale frequenza.
Il 19 agosto, appena due giorni prima del video girato alle Acque Rosse, Città Metropolitana ha inoltre richiamato il programma di monitoraggio e manutenzione delle riforestazioni PNRR, precisando che gli esemplari non attecchiti devono essere sostituiti e che le fallanze superiori alla soglia fisiologica prevista ricadono, secondo le condizioni comunicate dall’ente, sull’impresa esecutrice.
Chi doveva annaffiare le nuove piante?
È questa la domanda che ora richiede una risposta documentata. Occorre chiarire chi avesse la responsabilità dell’irrigazione nel pratone adiacente al Cineland, quante annaffiature fossero previste tra luglio e agosto, quante siano state effettivamente eseguite e quanti esemplari siano stati sostituiti nel secondo intervento.
Servono inoltre dati aggiornati sulla percentuale di attecchimento e sulle verifiche tecniche effettuate dopo la seconda piantumazione. Solo questi elementi possono stabilire se le immagini del 21 agosto rappresentino una fisiologica quota di fallanze oppure una criticità più ampia nella gestione dell’intervento.
Da Acque Rosse a Castel Fusano, il problema delle nuove alberature a Ostia
Il caso delle Acque Rosse si inserisce in un quadro più ampio che riguarda le nuove piantumazioni nelle aree verdi di Ostia. Il 21 agosto Il Marforio ha pubblicato anche nuove fotografie scattate nella Pineta di Castel Fusano, lungo viale del Circuito, dove sono visibili giovani esemplari in sofferenza e restano aperti interrogativi su manutenzione, percentuali di attecchimento e sostituzioni.
I due interventi non devono essere automaticamente sovrapposti: a Castel Fusano risultano progetti e aree differenti e non è dimostrato che tutte le piante fotografate appartengano allo stesso programma che interessa le Acque Rosse. Il collegamento, però, è giornalisticamente evidente: nelle due principali pinete di Ostia il tema non è più soltanto quanti alberi vengano messi a dimora, ma quanti riescano realmente a sopravvivere e quale manutenzione venga garantita nei mesi successivi.
Per la Pineta delle Acque Rosse, il video del 21 agosto aggiunge quindi un nuovo tassello a una storia iniziata quasi due anni fa. Dopo le prime fallanze, le sostituzioni e una seconda piantumazione estiva, le immagini mostrano ancora una volta numerosi esemplari in evidente sofferenza. Ora servono numeri, controlli e risposte ufficiali per capire se si tratti di una criticità circoscritta o dell’ennesimo problema in un intervento che avrebbe dovuto restituire nuovo verde a Ostia.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie da Ostia in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


