A Ostia, 150 metri di spiaggia accanto al Porto senza bagnini né servizi. Residenti preoccupati: “I nostri figli non possono fare il bagno, è troppo pericoloso”.
La spiaggia di Nuova Ostia dimenticata dalle istituzioni. Nonostante il lotto sia andato deserto nell’ultimo bando per la concessione dei chioschi, il Comune di Roma avrebbe dovuto gestire questo tratto di costa – particolarmente complesso per via delle correnti marine – con l’ausilio di Zètema. Nonostante la presenza del pubblico per la gestione dei servizi, gli uffici comunali non sono riusciti nemmeno a garantire il servizio di salvataggio in mare in questo tratto del litorale.
Un tratto di spiaggia senza salvataggio accanto al Porto di Ostia
Tra via Carlo Avegno e via delle Ancore: 150 metri scoperti
Il problema si manifesta nel tratto compreso tra via Carlo Avegno e via delle Ancore: una spiaggia frequentata quotidianamente, soprattutto ora che accanto al Porto Turistico di Roma è stata allestita una nuova area balneare per i cani. In una zona già colpita dalla mancanza di ripascimento costiero, il salvataggio non è previsto per oltre 150 metri di arenile. Un’enormità, aggravata dalla presenza di un pennello di scogli costruito dopo via delle Ancore, che rende impossibile anche l’intervento dei bagnini provenienti dalle postazioni situate davanti a piazza Lorenzo Gasparri.
Correnti, scogli e ostacoli: ecco perché il salvataggio è impossibile
Intervenire in mare, in queste condizioni, diventa proibitivo. Dall’ultima postazione attiva a Nuova Ostia, un bagnino dovrebbe percorrere oltre cento metri a piedi sul bagnasciuga: uno sforzo fisico che potrebbe diventare fatale nel momento in cui fosse necessario effettuare un salvataggio, specialmente in presenza di forti correnti. Con il pattino, la situazione si complica ulteriormente: l’operatore dovrebbe uscire dal pennello, spingersi per un breve tratto al largo e rientrare all’interno del secondo pennello prima del porto, cercando di mantenere la rotta controcorrente e evitando di essere spinto contro gli scogli con tutto il mezzo nautico di salvataggio.
“Mio figlio non può entrare in acqua”: il racconto dei residenti di Nuova Ostia
Una storia che si ripete da decenni: i divieti tramandati in famiglia
Siamo scesi sulla spiaggia libera davanti a via delle Ancore, già nota per le operazioni di manutenzione “fai da te” portate avanti dai residenti della zona: qui gli abitanti hanno riparato la passerella per scendere sulla sabbia, sistemato i tubi per l’utilizzo della fontanella e provveduto persino alla doccia pubblica.
Ignorati i cartelli di divieto: qui si è già rischiata la tragedia
Una signora ci racconta: “È sempre stato così. Mio figlio, fin da bambino, aveva il divieto di entrare in acqua. Oggi ha 34 anni, e lo stesso avvertimento è stato tramandato ai suoi figli. Questo è uno dei punti più pericolosi di Ostia, dove in molti ignorano i cartelli che segnalano il divieto di balneazione. Solo lo scorso anno, proprio in questo tratto, si sono registrate diverse morti per annegamento”.

Una spiaggia libera dimenticata: niente bagni né servizi alla Nuova Ostia
I bagni chimici più vicini? A 150 metri, come minimo
La spiaggia libera sotto Nuova Ostia vive in condizioni estremamente spartane. Chi arriva da via delle Ancore si trova costretto a scegliere tra due soluzioni, entrambe distanti: i bagni chimici della spiaggia per cani distano circa 150 metri, mentre le strutture igieniche in plastica del primo stabilimento attrezzato, su piazza Gasparri, si trovano a circa 180 metri. Distanze che diventano insostenibili, soprattutto per una spiaggia che dovrebbe godere degli stessi diritti delle altre aree gestite direttamente dal Comune di Roma. Arenili che, per onor di cronaca, presentano comunque difficoltà analoghe sul piano dei servizi igienici.
La denuncia dei cittadini: “Il Comune ci ha abbandonati”
Una cittadina ci confida: “Questa spiaggia è l’emblema di come lo Stato, e anche il Comune di Roma, si siano dimenticati della Nuova Ostia. Non ci sono chioschi, non ci sono bagni, non ci sono servizi. E, soprattutto, non c’è il salvamento. Abbiamo segnalato più volte la questione al Presidente del X Municipio, chiedendo spiegazioni su queste ‘dimenticanze’, ma nessuno ci ha mai risposto. Oggi, se ho una necessità impellente, devo tornare a casa per usare il bagno”.
Una situazione che i residenti definiscono indegna e che, di certo, non rende il lungomare di Ostia paragonabile – neppure lontanamente – alla più nota e vivace Barceloneta di Barcellona.


