A Nuova Ostia il ripascimento è saltato: il Porto Turistico chiarisce chi doveva occuparsene, le cause dello stop e i dettagli sulla rimozione del tubo nero.
In merito all’articolo pubblicato ieri sulla rimozione del tubo nero da una parte della spiaggia di Nuova Ostia, abbiamo ricevuto un chiarimento dal Porto Turistico di Roma. La struttura ha voluto precisare alcuni aspetti legati all’operazione di smantellamento sotto via delle Ancore, spiegando anche chi avrebbe dovuto ripristinare la sabbia a proprie spese e, soprattutto, quali motivi hanno bloccato l’intervento per l’estate in corso.
Rimozione del tubo nero a Nuova Ostia: cosa dobbiamo sapere
A fornire nuovi dettagli è Alessandro Mei, Direttore del Porto Turistico di Roma. Proprio il porto lidense è stato autorizzato alla rimozione del grosso tubo nero emerso vicino al primo pennello di scogliere, tra via delle Ancore e il lungomare Duca degli Abruzzi (altezza civico 52).
L’operazione, autorizzata dalla Capitaneria di Porto di Roma con ordinanza del 7 agosto 2025 (protocollo n° 23182), è stata affidata alla Società Gestione Servizi Porto di Roma srl.
Come specificato nel documento, il tubo era uno strumento idraulico usato per dragare la sabbia in accumulo nell’area portuale e trasferirla verso l’arenile di Nuova Ostia e altre spiagge individuate dalla Regione Lazio. L’intervento è stato eseguito da tecnici specializzati, con l’ausilio della motobarca Medusa I, ripresa nello scorso articolo mentre trasportava il tubo fuori dal pennello di scogliera.
Perché è stato necessario intervenire sulla spiaggia di Nuova Ostia
Due le ragioni principali per la rimozione. La prima riguarda lo stop al ripascimento di Nuova Ostia, saltato per la mancanza di autorizzazioni tra Regione Lazio e Comune di Roma. La seconda è legata alle mareggiate, che avevano riportato il tubo in superficie, causando un evidente danno estetico in un tratto di costa già problematico.
Nessun danno agli impianti idraulici della spiaggia
Mei ha anche smentito categoricamente che, durante le operazioni, sia stato danneggiato l’impianto idrico della spiaggia Grigia e di quella dedicata ai cani. Non è stato necessario alcun intervento alle tubature e non si sono registrate perdite o cali di pressione nelle fontanelle o docce.
Chi doveva occuparsi del ripascimento
Dai documenti in nostro possesso emerge che, già da anni, il ripascimento di Nuova Ostia era affidato al Porto Turistico di Roma. Il rimpinguamento delle spiagge prevedeva il deposito della sabbia in quattro aree individuate tra la V32 e la V35 della costa laziale, nella Macroarea Torvaianica, comprendente il litorale tra Ostia e Anzio.
Negli scorsi anni l’operazione si è svolta regolarmente, ma nel 2025 è saltata a causa della mancata emissione del parere consultivo della Direzione Regionale Agricoltura, Sovranità Alimentare, Caccia, Pesca e Foreste.
La sabbia destinata a Nuova Ostia
Come chiarito nei documenti regionali, la sabbia sarebbe arrivata da sedimenti in eccesso all’interno del Porto di Ostia. Il materiale, destinato all’arenile, doveva rispettare precisi requisiti qualitativi: classe di pericolo ecotossicologico assente (Classe A). L’analisi è stata effettuata da un laboratorio privato specializzato con sede a Orbetello.



1 commento su “Nuova Ostia, stop al ripascimento: ecco chi doveva farlo e cosa ha bloccato i lavori”
Spero che tolgano il tubo nero che è un obbrobrio, frequento l area oer i cani, faccio presente che nel 2024 ,è stata ripristinato l arenile non con sabbia , ma un frammento di cemento e sabbia, tant’è che si sono formati solchi duri e la (sabbia) è un ammasso duro. Andate a controllare. Una vera indecenza