A Nettuno un circolo culturale era diventato un locale notturno abusivo con musica e cocktail fino a notte fonda. La Polizia di Stato ha disposto la chiusura immediata.
Movida abusiva a Nettuno: la scoperta della Polizia di Stato
Luci soffuse, musica alta, cocktail serviti fino a tarda notte. A Nettuno, dietro la facciata di un’associazione culturale, si nascondeva un vero e proprio locale notturno abusivo. Le indagini condotte dal Commissariato Anzio-Nettuno, con il supporto della Guardia di Finanza, hanno accertato che l’associazione, costituita formalmente con finalità culturali, organizzava serate, eventi musicali e aperitivi aperti al pubblico, pubblicizzati anche sui social network.
Una gestione in palese contrasto con lo statuto dichiarato, che ha trasformato il circolo in un punto di riferimento irregolare della movida locale.
I controlli e le irregolarità scoperte nel locale di Nettuno
Durante i controlli, gli investigatori della Squadra Amministrativa hanno riscontrato assembramenti e disordini che in più occasioni hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
All’interno del locale, il quadro era chiaro: bancone, frigoriferi, impianti audio e luci da discoteca, tutti elementi che testimoniavano l’esercizio di un’attività commerciale a tutti gli effetti.
Il circolo era inoltre tenuto sotto osservazione da tempo per motivi di ordine pubblico, poiché le serate organizzate creavano tensioni e problemi di sicurezza nel quartiere.
Frequentatori con precedenti e decisione del Questore
A complicare ulteriormente il quadro, la scoperta dell’identità di molti frequentatori: gran parte dei soci risultavano con precedenti per spaccio, rissa, rapina, furto e tentato omicidio.
Alcuni di loro erano noti alle forze dell’ordine e destinatari di misure di prevenzione. A guidare l’associazione, inoltre, un uomo gravato da diversi precedenti penali.
Alla luce di questo scenario – gestione illecita, presenza di soggetti pregiudicati e disordini ricorrenti – il Questore di Roma ha disposto la sospensione di dieci giorni dell’attività di somministrazione e la cessazione immediata della gestione abusiva del locale, restituendo tranquillità alla zona.


