Ingresso del depuratore Acea di Ostia e lettera della ASL Roma 3 sui miasmi

Miasmi a Ostia, la ASL Roma 3 attiva gli enti: «Accertare l’origine delle emissioni odorigene»

La ASL Roma 3 ha chiesto ad Acea, ARPA Lazio, Città Metropolitana e Municipio X di effettuare verifiche sui miasmi segnalati tra Ostia Ponente e Lido Nord. L’origine degli odori non è stata ancora accertata.

Il caso dei miasmi a Ostia entra in una nuova fase istituzionale. La ASL Roma 3, con una nota protocollata il 16 luglio 2026, ha chiesto ad Acea, ARPA Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Municipio X di effettuare verifiche tecniche nel quadrante compreso tra Ostia Ponente e Lido Nord, dove da settimane i residenti segnalano forti odori, soprattutto nelle ore notturne e al mattino. L’obiettivo è accertare l’origine delle emissioni odorigene e valutare eventuali interventi correttivi capaci di limitarne l’impatto sull’abitato.

La comunicazione, firmata dal dirigente medico Francesco Corea e dal direttore della UOC Servizio Igiene e Sanità Pubblica Saul Leonardo Torchia, rappresenta il primo sviluppo formale arrivato dopo le segnalazioni iniziate alla fine di giugno. Il documento, però, non conferma che i miasmi provengano dal depuratore Acea di via Tancredi Chiaraluce 102 e non contiene ancora risultati di sopralluoghi, analisi ambientali o valutazioni sui possibili rischi per la salute.

Miasmi a Ostia, cosa chiede la ASL Roma 3

La nota in uscita, registrata con protocollo 0060668, fa seguito alla segnalazione acquisita agli atti della ASL Roma 3 il 1° luglio 2026. Nell’oggetto viene richiamato il depuratore Acea di Ostia, ma nel corpo della comunicazione il Servizio Igiene e Sanità Pubblica mantiene una formulazione prudente e chiede agli enti destinatari, ciascuno per le proprie competenze, di eseguire accertamenti tecnici.

La richiesta centrale è quella di individuare l’origine delle emissioni odorigene e, qualora emergessero criticità, valutare interventi correttivi per ridurre il disagio avvertito dai cittadini. La ASL richiama inoltre il decreto legislativo 152 del 2006, il Codice dell’Ambiente.

Acea, ARPA Lazio, Città Metropolitana e Municipio X coinvolti

I destinatari diretti della comunicazione sono Acea, ARPA Lazio, il Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana di Roma Capitale e il Municipio Roma X. Per conoscenza, la lettera è stata inviata anche a Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio municipale e promotore delle segnalazioni indirizzate agli enti.

L’allargamento del tavolo istituzionale è rilevante. Acea è chiamata a chiarire se nell’impianto siano state registrate anomalie, guasti, lavorazioni o operazioni di manutenzione compatibili con gli episodi denunciati. ARPA Lazio potrà svolgere accertamenti ambientali, mentre Città Metropolitana e Municipio X sono chiamati a intervenire nell’ambito delle rispettive funzioni.

Miasmi a Ostia, l’origine dal depuratore Acea non è ancora accertata

Il punto più importante, anche sotto il profilo della correttezza dell’informazione, riguarda la provenienza degli odori. Sebbene l’oggetto della lettera utilizzi l’espressione “miasmi provenienti dal depuratore Acea di Ostia”, la stessa ASL chiede successivamente di accertare l’origine delle emissioni. Allo stato attuale, quindi, non esiste una conclusione tecnica che attribuisca con certezza il fenomeno all’impianto di via Tancredi Chiaraluce.

La nota non riferisce di sopralluoghi già eseguiti, campionamenti dell’aria, misurazioni olfattometriche o esami sui registri di funzionamento del depuratore. Non viene neppure attestata l’esistenza di un’emergenza sanitaria. Il documento costituisce quindi una presa in carico formale della segnalazione e un invito agli organismi competenti a verificare cause e possibili soluzioni.

Questa distinzione non ridimensiona il disagio descritto dai residenti, ma consente di separare le testimonianze raccolte sul territorio dagli esiti tecnici che dovranno ancora arrivare.

Miasmi a Ostia, le prime segnalazioni dei residenti nella notte del 29 giugno

La vicenda era stata raccontata da Il Marforio il 30 giugno, dopo che numerosi cittadini avevano segnalato un odore intenso tra via dell’Appagliatore, via Tancredi Chiaraluce, via delle Azzorre e le strade vicine. Secondo le testimonianze, il fenomeno era stato avvertito intorno alle quattro del mattino e aveva costretto diverse persone a chiudere le finestre nonostante le temperature estive.

Il 29 giugno Giuseppe Conforzi aveva inviato una prima comunicazione agli enti, chiedendo controlli e chiarimenti. La segnalazione era stata acquisita dalla ASL Roma 3 il 1° luglio con protocollo 0055706. È a questa pratica che fa espresso riferimento la lettera del 16 luglio.

Leggi il precedente approfondimento: Ostia, miasmi nell’area del depuratore Acea: residenti svegliati dalla puzza alle 4 del mattino.

I nuovi miasmi tra il 12 e il 13 luglio

Un secondo episodio è stato segnalato nella notte tra il 12 e il 13 luglio. Residenti di via dell’Appagliatore e via Tancredi Chiaraluce hanno riferito di essere stati svegliati intorno alle tre da un odore forte e persistente, penetrato nelle abitazioni attraverso le finestre aperte.

Secondo le comunicazioni raccolte, i miasmi a Ostia erano ancora percepibili intorno alle dieci del mattino nell’area del Parco Giuseppe Pallotta e lungo via delle Azzorre.

Alcuni abitanti hanno descritto l’intensità del fenomeno come particolarmente elevata. Il problema avrebbe interessato non soltanto le abitazioni, ma anche attività commerciali, strutture ricettive e pubblici esercizi, con difficoltà per chi lavora nelle prime ore del giorno.

Il secondo sollecito e la richiesta di controlli notturni

Il 13 luglio Conforzi ha trasmesso un secondo sollecito urgente ad Acea, Roma Capitale, ARPA Lazio, ASL Roma 3, Municipio X e agli altri uffici interessati. Nel documento viene chiesto un sopralluogo immediato presso il depuratore, la verifica di eventuali anomalie nella notte appena trascorsa e l’avvio di monitoraggi coordinati sulla qualità dell’aria.

La richiesta insiste sulla necessità di programmare controlli nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino, cioè nelle fasce in cui gli episodi vengono segnalati con maggiore frequenza. Tra le richieste figurano anche un riscontro scritto sugli accertamenti, l’indicazione degli interventi programmati e la possibile convocazione di una Commissione del Municipio X con la partecipazione degli enti e dei rappresentanti dei residenti.

La nota ASL del 16 luglio cita formalmente la pratica aperta il 1° luglio e non indica il secondo sollecito del 13 luglio come presupposto diretto della risposta. Quest’ultimo, tuttavia, aggiorna il dossier con nuovi episodi e rende più urgente l’esigenza di controlli puntuali.

Cosa succede ora e quali risposte mancano

Il passaggio successivo dovrà essere rappresentato dagli accertamenti tecnici. Occorrerà chiarire se Acea abbia rilevato malfunzionamenti o attività particolari nelle notti del 28-29 giugno e del 12-13 luglio, se ARPA Lazio effettuerà monitoraggi sul territorio e se saranno predisposte verifiche coordinate anche durante la notte.

Resta inoltre da conoscere la posizione del Municipio X, chiamato a valutare un confronto pubblico sul problema, e quella della Città Metropolitana, coinvolta dalla ASL nel quadro delle competenze ambientali. Sarà importante comprendere se gli enti stabiliranno tempi precisi per le verifiche e se i risultati saranno resi accessibili ai residenti.

Il caso dei miasmi a Ostia è dunque passato dalle segnalazioni dei cittadini a una richiesta formale di intervento rivolta agli organismi competenti. La lettera della ASL Roma 3 costituisce un primo risultato istituzionale, ma non chiude la vicenda.

Soltanto i sopralluoghi, i monitoraggi e l’esame del funzionamento degli impianti potranno individuare l’origine degli odori, accertare eventuali responsabilità e indicare misure concrete per impedire che il fenomeno continui a compromettere la vivibilità di Ostia Ponente e Lido Nord.

 

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