Cinque bagnanti sono stati soccorsi durante una giornata di mare mosso a Ostia: quattro al Secondo Cancello di Castel Porziano e una ragazza al Belsito. Gli interventi confermano il ruolo decisivo degli assistenti bagnanti nella sicurezza del litorale.
Cinque persone soccorse in mare nella stessa giornata, tra il Secondo Cancello di Castel Porziano e lo stabilimento Belsito. Il mare mosso a Ostia ha creato situazioni di pericolo lungo il litorale, rendendo necessari interventi degli assistenti bagnanti. Quattro persone sono state riportate a riva al Free Beach di Castel Porziano, mentre nel primo pomeriggio una ragazza è stata salvata con il pattino davanti allo stabilimento Belsito. Episodi distinti, accomunati dalla rapidità delle operazioni e dal ruolo decisivo di chi vigila sulla sicurezza delle spiagge.
Ostia, mare mosso: quattro persone soccorse al Secondo Cancello
La prima emergenza si è verificata già nella prima ora di servizio al Secondo Cancello di Castel Porziano. Secondo la ricostruzione fornita dal bagnino Silvano Terenzio, gli assistenti bagnanti Gabriel Arena e lo stesso Terenzio, impegnati presso il Free Beach, sono dovuti intervenire in tre diverse occasioni, soccorrendo complessivamente quattro persone.
Le condizioni del mare, caratterizzate da onde e correnti insidiose, avrebbero favorito l’allontanamento dalla riva di alcuni bagnanti. Gli interventi sono stati effettuati in rapida successione, sotto gli occhi delle persone presenti sulla spiaggia. Una giornata che ha mostrato quanto la presenza degli assistenti bagnanti rappresenti un presidio essenziale e non un servizio accessorio.
Una bambina trascinata al largo con la ciambella
Il primo intervento ha riguardato una bambina che si trovava in acqua con una ciambella gonfiabile. Il galleggiante sarebbe sfuggito al controllo della madre, allontanandosi dalla battigia. Un assistente bagnanti è entrato immediatamente in mare a nuoto, ha raggiunto la piccola e l’ha ricondotta verso la riva.
L’episodio richiama l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo dei gonfiabili quando il mare è mosso. Anche a pochi metri dalla costa, onde e correnti possono spostare rapidamente ciambelle e materassini, trasformando in pochi istanti una situazione apparentemente tranquilla in un’emergenza.
Due adulti oltre la secca, recuperati a circa 80 metri dalla costa
Il secondo intervento è stato più complesso. Due adulti, descritti come persone di corporatura robusta, sarebbero finiti oltre la secca, a circa 80 metri dalla costa. Dopo aver valutato la situazione, i bagnini hanno organizzato un’azione coordinata: uno è entrato a nuoto con il rescue can, il dispositivo galleggiante utilizzato durante i soccorsi, mentre l’altro ha raggiunto la zona con il pattino di salvataggio.
Alle operazioni avrebbero collaborato anche due nuotatori presenti in mare. Il lavoro congiunto ha consentito di raggiungere i due bagnanti in difficoltà e riportarli verso la riva. È proprio in circostanze come questa che emergono la preparazione tecnica, la capacità di leggere il mare e il coordinamento tra gli addetti al salvataggio.
Occorre comprendere in pochi secondi quale mezzo utilizzare, evitare di esporre altre persone al pericolo e mantenere il controllo dell’intervento anche in presenza di onde, stanchezza e agitazione.
Il terzo intervento per una ragazza con un gonfiabile
Un ulteriore soccorso si è verificato successivamente e ha riguardato una ragazza che si trovava in acqua con un gonfiabile. Terenzio ha chiarito che si è trattato della quarta persona soccorsa nella stessa giornata al Secondo Cancello, portando il bilancio a tre distinti interventi.
Anche questa operazione si è conclusa con il rientro a riva della bagnante. La sequenza dei soccorsi mostra come le condizioni del mare possano cambiare rapidamente e come i gonfiabili richiedano particolare prudenza, soprattutto quando viene esposta la bandiera rossa o quando gli assistenti invitano le persone ad avvicinarsi alla costa.
Mare mosso: Gabriel Arena e Silvano Terenzio, il salvataggio come lavoro di squadra
Gli interventi al Secondo Cancello sono stati attribuiti a Gabriel Arena e Silvano Terenzio. Quest’ultimo è indicato come presidente di ANAB Lazio. Secondo quanto riferito nella segnalazione, tutti e sette i bagnini operativi presso il Secondo Cancello sarebbero associati all’organizzazione.
Il dato più significativo resta però il metodo di lavoro emerso durante i soccorsi. Il salvataggio in mare è il risultato di una squadra che osserva la costa, comunica, valuta le correnti e interviene con strumenti diversi. Il contributo degli assistenti bagnanti comincia prima dell’emergenza, attraverso la prevenzione, i richiami sonori, l’esposizione delle bandiere e l’invito a non superare le zone considerate sicure.
La loro presenza sulle spiagge di Ostia costituisce un presidio prezioso per la sicurezza. Quando una persona perde il controllo di un gonfiabile, supera la secca o viene trascinata dalla corrente, ogni secondo può diventare determinante. La tempestività degli interventi di Castel Porziano ha impedito che situazioni già delicate potessero aggravarsi.
Mare mosso, un’altra ragazza salvata con il pattino al Belsito di Ostia
Un episodio distinto si è verificato nel primo pomeriggio presso lo stabilimento Belsito di Ostia. Secondo una testimonianza diretta raccolta dalla redazione, una ragazza sarebbe stata trascinata al largo dal mare mosso e avrebbe avuto difficoltà a rientrare autonomamente verso la spiaggia.
Il bagnino dello stabilimento, con il supporto di altri due addetti al salvataggio, l’ha raggiunta utilizzando il pattino. La giovane è stata recuperata e riportata a riva. Durante l’episodio avrebbe urtato gli scogli frangiflutti situati a una ventina di metri dalla costa, riportando una lieve escoriazione.
Anche questo intervento conferma l’importanza del coordinamento tra gli operatori. L’utilizzo del pattino ha permesso di raggiungere la bagnante e accompagnarla fuori dalla zona più pericolosa, limitando le conseguenze dell’incidente.
Bandiera rossa e fischi dei bagnini: l’appello alla prudenza
Dopo i soccorsi, dal Secondo Cancello è arrivato un richiamo rivolto a tutti i frequentatori del mare di Ostia: non sottovalutare le condizioni dell’acqua e rispettare sempre la bandiera rossa, i fischi e le indicazioni degli assistenti bagnanti.
La bandiera rossa segnala condizioni potenzialmente pericolose e invita a evitare la balneazione. Non è un avvertimento formale. Correnti, onde e fondali irregolari possono mettere in difficoltà anche persone abituate a nuotare, soprattutto oltre la secca o nei pressi delle opere frangiflutti.
I cinque soccorsi avvenuti tra Castel Porziano e il Belsito raccontano una giornata impegnativa per il servizio di salvataggio sul litorale. Raccontano soprattutto il valore di un lavoro fatto di attenzione continua, preparazione e responsabilità. La sicurezza delle spiagge di Ostia passa anche dalla presenza di bagnini capaci di intervenire, ma richiede allo stesso tempo la collaborazione dei bagnanti e il rispetto delle loro indicazioni.
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